San Marino Fixing, editoriale: un turismo in cerca d’autore
Stampa
Giovedì 17 Aprile 2014

 

di Alessandro Carli

 

Nell’articolo di apertura di questa settimana abbiamo chiesto ad alcuni operatori del commercio del centro storico una riflessione o un’opinione sul modello turistico adottato dal Titano. C’è chi crede che l’offerta debba essere innalzata, che dialoghi cioè con la qualità, e chi invece sostiene che basti rispondere alle esigenze dei turisti. Insomma, se ti chiedono la grappa della gnocca o il vino del Duce e di Hitler, tu glielo dai. La domanda che ci facciamo – e che vi facciamo – è esattamente la seguente: a quale modello di turismo il Titano vuole aspirare? Il dubbio amletico non sarà antico come il testo di Shakespeare, ma di certo affonda le proprie radici nel passato: i governi che si sono succeduti non hanno mai scelto. Non è un problema nato con l’arrivo di Lonfernini, anzi: il segretario di Stato sta provando, nonostante qualche ritrosia da parte del commercianti (è già partita una raccolta firme per dire no all’apertura sino alle 23: una vera anomalia visto che i paesi che vivono di turismo tengono le serrande aperte sino a mezzanotte).

Se non scegli, è il mercato che impone le sue scelte. L’immagine che abbiamo scelto per aprire il giornale è volutamente provocatoria ed è stata scattata nel centro storico, patrimonio mondiale dell’Umanità. Avremmo potuto optare per un’immagine dei prodotti tipici del territorio, oppure quella di qualche vetrina griffata. Abbiamo invece preferito “aprire” con una fotografia che fotografa quella parte del Titano che mette in vetrina grappe con ragazze svestite e vini che ricordano Mussolini. E’ davvero questo il modello di turismo e commercio a cui un Paese che è stato inserito nella lista Unesco vuole aspirare?