Editoriale. San Marino, turismo: la qualità paga
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Lunedì 05 Maggio 2014

 

di Loris Pironi

 

Ancora una volta sfogliando le pagine di San Marino Fixing troverete un articolo dedicato al turismo. Non è un caso il fatto che diamo una certa continuità alla nostra attenzione a questo settore che riteniamo nevralgico per il Paese.

Per un Paese come la Repubblica di San Marino il turismo è uno degli indiscutibili punti di forza, una potenzialità che va però sfruttata al massimo.

Nelle scorse settimane ci siamo soffermati sull’offerta commerciale del centro storico, mettendo in luce come, tra tante botteghe e negozi che propongono un’offerta di qualità, artigianato artistico e prodotti del territorio, ci sono ancora diversi punti vendita di prodotti che nella migliore delle ipotesi possiamo definire trash, souvenir della Repubblica di San Marino che non vorremmo mai veder infilare nella valigia dei visitatori di turno.

Di turismo avevamo parlato qualche mese or sono andando a scoprire e visitare le realtà ricettive più interessanti, premiate dai social network, per capire qual è un modello che funziona. Non a Venezia o New York ma proprio qui, a San Marino.

Noi crediamo che la qualità paghi, sempre, e che questa sia la strada da perseguire. I singoli operatori e le istituzioni, di pari passo, la devono perseguire, anche se non riescono a vedere il panorama che si cela dietro la svolta. Insomma serve uno sforzo in più, giorno dopo giorno, fino a che non saremo più costretti a discutere del dualismo tra turismo di sosta e turismo escursionistico, fino a che ci accorgeremo che nelle vetrine non ci sono più bottiglie di vino del Duce o di Che Guevara perché il nuovo turista in visita chiederà solo prodotti sammarinesi doc.