Editoriale: le “sfide” della nuova Reggenza
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Martedì 30 Settembre 2014

 

di Alessandro Carli

 

Fine settembre, cambio degli Eccellentissimi Capitani Reggenti. L'1 ottobre Valeria Ciavatta e Luca Beccari – che hanno avuto l'alto privilegio di ricevere il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano in visita ufficiale - lasceranno il posto a Gian Franco Terenzi e Guerrino Zanotti.

Al di là della sempre suggestiva cerimonia, il semestre (ottobre 2014 – aprile 2015) che la nuova Reggenza dovrà affrontare si preannuncia non privo di insidie: in primis, il caso "tangentopoli", fresco e forse ancora non del tutto approfondito. Le indagini si stanno svolgendo a pieno ritmo, e potrebbero portare a qualche altro arresto. Terreno friabile, scivoloso, dai risvolti non del tutto decifrabili: i cittadini sono disgustati dagli intrallazzi della politica. L'humus ideale per i "corvi", che si aggirano, e aspettano la crisi del Governo. Crisi che, crediamo, deve essere scongiurata: il percorso intrapreso da Titano, e suggellato dalle parole di Giorgio Napolitano e di Giorgio Squinzi, non può essere interrotto.

Oltre ai problemi politico-giudiziari, i nuovi Capi di Stato dovranno affrontare la grave e atavica situazione di difficoltà economica e lavorativa vissuta da una parte della popolazione e allo stesso tempo proseguire il dialogo con il mondo.

Inizia quindi un semestre cruciale per il Paese, l'ennesimo per carità. Ma siccome si sta incominciando a parlare di investimenti per lo sviluppo, siccome ci sono riforme chiave da portare a casa (mercato del lavoro e IGC), il Paese non può permettersi ulteriori scivoloni e pericolosi passi falsi.

Non più. Da qui il ruolo – strategico - di garanzia della Reggenza diventa un fattore-chiave per la stabilità di questa Legislatura e per il futuro del Paese. Senza contare, come detto, che se le inchieste giudiziarie che stanno toccando la politica investissero direttamente Governo e Parlamento, come qualcuno auspica e altri pronosticano, servirà grande esperienza e sangue freddo per non vanificare quanto fatto finora.

C'è poi, a vogliamo chiudere con un po' di leggerezza, il progetto legato a Expo20145, a Milano dal 1 maggio. Una vetrina sul mondo. Quello stesso mondo con cui il Monte è chiamato a dialogare e confrontarsi.

Con l'Italia i rapporti appaiono più distesi rispetto al passato. A suggellare questa nuova primavera, l'approvazione alla Camera dell'accordo di collaborazione finanziaria Italia-San Marino.

Insomma, auguri sinceri ai nuovi Reggenti...