Editoriale, Centrale del Latte: la serietà va ribadita
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Mercoledì 08 Ottobre 2014

 

di Loris Pironi

 

Da un paio di settimane a questa parte circola la notizia di una cordata di imprenditori italiani pronti a rilevare la Centrale del Latte di San Marino.

San Marino Fixing ha allora intervistato Simona Michelotti, che era a capo della cordata di imprenditori sammarinesi che si erano proposti di fare altrettanto. Un tentativo – evidentemente – andato in bianco, almeno a sentire le parole del Segretario di Stato al Territorio Antonella Mularoni che ha annunciato appunto la probabile svolta, dopo anni di stallo.

Quello che Fixing ha fatto, semplicemente, è stato raccogliere le parole dell'ex Presidente di ANIS e Camera di Commercio evidentemente delusa dal trattamento ricevuto: "Non ci siamo dileguati, non ci siamo squagliati come neve al sole" ha voluto ribadire sulle nostre colonne, e ha ricordato l'impegno, e gli investimenti sostenuti per provare a chiudere la partita.

Negli ultimi giorni dopo la nostra intervista c'è stato un botta e risposta a mezzo stampa tra Mularoni e Michelotti potete rileggervi le 'puntate precedenti' sul nostro sito internet, www.sanmarinofixing.com). Senza intento polemico ma giusto per chiarire vorremmo precisare che il nostro articolo non può aver ingenerato alcun equivoco circa la possibilità che il governo abbia "privilegiato imprenditori esteri a scapito di quelli sammarinesi".

Le parole di Simona Michelotti erano sin troppo chiare, e se c'è una cosa che abbiamo voluto fare noi di Fixing è stato quello di difendere la serietà degli imprenditori sammarinesi coinvolti nell'operazione che non meritavano di essere liquidati con una semplice scrollata di spalle.

Poi se le cose sono andate come sono andate, possiamo cercare le eventuali responsabilità, passatempo in questi casi sempre troppo poco fruttuoso. Oppure possiamo passarci sopra perché i tempi e gli interessi in campo evidentemente non erano in coincidenza: non tutte le trattative necessariamente devono andare in porto.

Però quello che abbiamo detto e che ribadiamo è che per il salvataggio della Centrale del Latte non si può più tergiversare. E riprendendo un concetto espresso da Simona Michelotti, anziché perdere tempo e consumare energie "in una polemica sterile e deprimente", vorremmo davvero veder chiudere la partita una volta per tutti. Di segnali positivi, oggi come oggi, c'è un disperato bisogno.