Editoriale: un’agenda fitta di impegni e di scadenze
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Mercoledì 14 Gennaio 2015

 

di Alessandro Carli

 

La prima buona notizia del 2015 è arrivata quando mancavano ancora una manciata di giorni al nuovo anno: il MEF di Roma ha inserito San Marino nella white list fiscale. Un passaggio che rappresenta un tassello importante per la piena integrazione tra i sistemi economici dei due stati e dimostrazione di un rapporto di concreta reciproca fiducia. Il rischio però che si nasconde dietro all'angolo è che la firma apposta da parte del Ministro Piercarlo Padoan nel Decreto Ministeriale possa rappresentare la panacea di tutti i mali (ricordiamo che l'uscita del Titano dalla black list dei Paesi a fiscalità privilegiata, avvenuta nel febbraio 2014, concretamente non ha risolto – come molte persone pensavano - tutti i problemi legati alla crisi) e che distolga l'attenzione dalle riforme interne che lo Stato deve compiere. Ci aspettavamo di più dalla Finanziaria, non possiamo negarlo, e invece si è dimostrata timida. La speranza è che tra 12 mesi la legge di bilancio possa essere strutturata con maggior precisione, e che sappia individuare una serie di iniziative rivolte allo sviluppo. Non possiamo invece aspettare un anno per il rinnovo della politica, alle prese con una serie di problemi legati alla morale, e che si trova davanti un anno cruciale per il rilancio del Paese. Gli appuntamenti in agenda sono moltissimi, esterni ed interni.

Primo fra tutti il dialogo con la Ue per la stipula dell'accordo di associazione che auspichiamo superi tutti i vincoli burocratici che oggi legano le imprese nell'interscambio commerciale, ed anche l'Expo di Milano, che di certo rappresenterà una vetrina internazionale di grande spessore, sarà necessario arrivare "preparati" e rinnovati, nei progetti di crescita del territorio. Il tutto senza perdere di vista l'entrata del sistema-IVA, previsto per gennaio 2016 e che permetterà di fatto al Titano - dopo circa 40 anni di sistema Monofase - di poter dialogare con più facilità con tutto il mondo.

Il tempo degli alibi è finito: gli Stati Uniti d'America e – e questa è la notizia – la Spagna, che sino a pochi mesi fa era sull'orlo del baratro, hanno superato la crisi e hanno ripreso a far volare l'economia. Madrid si è risollevata grazie soprattutto al settore immobiliare: il governo ha creato nuovi veicoli di investimento, con tasse efficienti e un'apertura verso i forensi. Ne è conseguito anche un miglioramento del mercato del lavoro: in poco più di un anno sono stati creati 190mila nuovi posti di lavoro.

Quello che attualmente. manca - anche culturalmente - a San Marino.