Editoriale: le sfide che devono essere vinte
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Giovedì 09 Luglio 2015

 

di Alessandro Carli

 

Rilanciare una stagione del fare, lasciando da parte le antiche pigrizie e rimboccandosi le maniche per rispettare le promesse fatte.

Messi nel cassetto i rinnovi dei contratti (a gennaio quello dei servizi, a giugno quello dell'industria e dell'artigianato), adesso è necessario essere coerenti. Lo diciamo alla politica: se da un lato i privati – le associazioni di categoria e i sindacati – hanno dato dimostrazione che "volere è potere", adesso la palla passa all'esecutivo, chiamato a dare seguito agli impegni assunti e sottoscritti in Finanziaria.

Qualche miglioria, sotto l'aspetto dei conti pubblici, è stato fatto. I dati statistici relativi al periodo 2013-2014, dopo la necessaria verifica fatta con la Direzione Funzione Pubblica e la Direzione della Contabilità dello Stato, mostrano due importanti elementi: lieve incremento generalizzato dell'occupazione nel settore privato (pari allo 0,6%), a fronte di una conferma del trend in diminuzione dei dipendenti nel settore pubblico. Da marzo 2014 a marzo 2015 il taglio è stato di 124 unità (pari a -3,2%) che ha consentito di attestare il numero dei dipendenti nel settore pubblico allargato (a marzo 2015) a 3.790 unità. Ciò ha determinato una variazione dei costi del personale, solo nella PA, esclusi gli enti, di circa 4 milioni di euro, risparmio dovuto non solo alla riduzione del personale ma anche ad interventi strutturali. Attenzioni però i tagli strutturali sono di portata modesta, se vogliamo poco coraggiosi perché legati in gran parte ai prepensionamenti. Serve più coraggio, rivedendo la struttura dei servizi pubblici allargati, passando da uno Stato che fa tutto e poco bene ad un altro Stato che fa meno ma bene e senza sprechi.

Ci sono però molti altri tavoli su cui giocare la sfida del rilancio dell'economia e, in scala più allargata, dell'intero sistema Paese: il percorso di avvicinamento all'Unione europea, il passaggio dall'imposta monofase al sistema IVA (IGC, Imposta Generale sui Consumi), l'apertura il Monte agli investitori esteri, la riforma del mercato del lavoro.

Lo chiedono le aziende, lo ha detto a voce chiara anche il nuovo Presidente dell'Associazione Nazionale Industria San Marino, Stefano Ceccato, nel suo discorso post elezione: "Dovremo e dobbiamo essere competitivi sia come aziende che come sistema Paese".

Le imprese hanno le idee chiare: la stagione degli slogan e dei proclami è finita. Occorre inaugurare una nuova stagione del fare.