Editoriale: ridurre i costi dello Stato e favorire le imprese
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Martedì 18 Luglio 2017

 

di Alessandro Carli

 

Questa settimana lo spunto arriva direttamente dalla bocca della cancelliera tedesca Angela Merkel che nel programma elettorale presentato nei giorni scorsi ha annunciato "piena occupazione" entro il 2025, ovvero - al di là dei numeri "naturali" sotto i quali non è possibile scendere - ridurre il tasso di disoccupazione sotto la soglia del 3% e mantenere il pareggio di bilancio "senza alzare le tasse". Proposte che la Merkel ha assicurato di poter raggiungere, trovando la condivisione delle parti sociali.

La situazione invece è diametralmente opposta nella Repubblica di San Marino che, nonostante le dimensioni geografiche molto più ridotte rispetto a quelle della Germania, il dialogo tra le parti sociali e datoriali e il Governo su diversi cantieri apicali – "Legge per lo sviluppo" e "Assestamento di bilancio" - appare piuttosto complicato. Registrata per la prima un'apertura della Maggioranza che dovrebbe andare in discussione in aula nella seduta di agosto (dopo una prima fase di pressoché totale ermeticità) e in attesa di sapere se alcune critiche verranno prese, come auspichiamo, davvero in considerazione (l'impianto presentato prevede un aumento del costo del lavoro, un fattore che stride con lo sviluppo e il rilancio del sistema, così come una discriminazione tra lavoratori residenti e frontalieri, scelta non armonizzata rispetto al percorso di avvicinamento verso l'Unione Europea che il Titano ha intrapreso e al riavvicinamento dei rapporti con l'Italia), la stretta attualità ci porta all'assestamento di bilancio. Assestamento che crediamo debba essere piuttosto incisivo: vanno ridotti i costi dello Stato ma allo stesso tempo devono anche inserire tutta una serie di elementi che possano davvero favorire (e non limitare) lo sviluppo di uno dei veri volani dell'economia del Monte Titano, ovvero le aziende manifatturiere. Imprese che il Presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, nel suo intervento in occasione dell'assemblea dell'ANIS di metà giugno, non ha esitato a definire "uno degli asset fondamentali dell'economia reale di un Paese".

Sono loro - dati alla mano - che danno occupazione e possono rilanciare il Titano.

Mettere un freno alle ruote potrebbe trasformarsi in un clamoroso boomerang.