Editoriale: politica sammarinese, un nuovo slancio per ripartire
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Martedì 10 Settembre 2019

 

di Alessandro Carli

 

Si torna in Aula. Ci tornano gli studenti della Repubblica (l'avvio delle lezioni è stato fissato per il 18 settembre) ma anche la politica, chiamata a definire il futuro del Paese. Passato il periodo delle vacanze di agosto – dopo che, negli ultimi mesi, ha organizzato in sedi diverse del territorio una serie di appuntamenti estivi con la cittadinanza per ripercorre questa prima fase della legislatura, ovviamente con letture diverse a seconda che si tratti di forze di maggioranza o di opposizione.

Il mondo economico attende di vedere se la politica sarà capace di riprendere i lavori con un nuovo slancio oppure manterrà il "pilota automatico".

Da un lato c'è l'urgenza di mettere in sicurezza il sistema bancario e contestualmente la necessità di proseguire nel percorso delle riforme e della modernizzazione della Repubblica per capire che cosa vuole essere il Titano "da grande".

Serve un cambio di passo, occorre passare da un piano "teorico – politico" a uno più "pragmatico e tecnico", a quel mondo del "fare" che ben conoscono gli imprenditori, sempre nel rispetto di una azione largamente condivisa e soprattutto mirata ad una efficace soluzione dei tanti problemi che il Paese ha davanti.

I prossimi mesi saranno quindi davvero cruciali e le scelte implicheranno inevitabili sacrifici.

Il Parlamento si deve impegnare - come ha fatto bene, con tempi stretti e in un clima di dialogo costruttivo su alcuni recenti interventi – per ricercare una reale convergenza di intenti sui quei provvedimenti sospesi da tempo tanto noti ormai che non c'è più bisogno di ripeterli.

Tutti interventi che solamente se messi a sistema e inseriti in un tessuto osmotico – devono essere coordinati tra di loro e non parziali o interlocutori - possono garantire una prospettiva seria e definitiva al Paese.