San Marino Fixing, editoriale: se “May” significa “potere”
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Lunedì 04 Maggio 2020

 

di Daniele Bartolucci

 

Buon Primo Maggio a tutti. A chi lavora e a chi genera lavoro, ma anche a chi il lavoro lo sta cercando e a chi, purtroppo, lo sta perdendo. Il coronavirus ha amplificato queste differenze, ma se questa data ha un valore, è certamente quello di pareggiare le diversità nel mondo del lavoro, ricordandoci che siamo tutti sulla stessa barca: imprenditori, dipendenti e disoccupati. Se l'economia va a rotoli, non ce n'è per nessuno. Si affonda tutti assieme: le prime a saltare sono le imprese, quindi l'occupazione che esse garantiscono, che si traduce in redditi e quindi tasse e contributi, ovvero ciò che permette di finanziare gli ammortizzatori per chi cerca lavoro.

E' un circolo virtuoso che tutti ben conoscono, ma che oggi, Festa dei Lavoratori, dovrebbe essere non solo celebrato, ma anche posto come faro per le prossime scelte che si andranno a fare. Anche il Consiglio Grande e Generale ha votato un Ordine del Giorno che mette insieme tutto questo, welfare state e sviluppo economico, sostenibili solo con le grandi riforme che da tempo il Paese attende. Che sia un 1° Maggio di speranza e di concretezza, quindi. Del resto, Maggio in inglese si scrive May e ha un doppio significato nella lingua anglosassone: oltre al mese del calendario è infatti anche il verbo modale del "potere". Questo maggio 2020 sia dunque all'insegna del potere fare le cose. Le riforme, in primis, per rendere il Bilancio dello Stato più stabile e per dare una spinta all'economia.

Serviranno anche soldi, certamente, e unità, ovviamente. Ma "volere è potere", e Maggio è May.