Editoriale. “Ci vuole un coraggio da leoni per investire oggi: attirateli, garantiteli e premiateli!”
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Lunedì 01 Giugno 2020

San-Marino5

 

di Daniele Bartolucci

 

L'emergenza sanitaria ha riportato gli operatori sanitari al livello degli angeli, riconoscendo loro un tributo che - si spera - si tramuterà in futuro in una maggiore consapevolezza dell'importanza del ruolo che ricoprono nella società, ma soprattutto del welfare state che San Marino (come tanti altri Paesi, ma non tutti) può offrire ai propri cittadini.

Se il mondo è cambiato, e lo è, certamente la sanità sarà lo specchio di questo cambiamento e chi si era dilettato in tagli e riduzioni, come qualche Regione italiana ha fatto, si leccherà le ferite a lungo.

Non a San Marino, dove la "macchina" ha funzionato bene, anche se un po' di spending review sarà necessaria, nell'ottica di mantenere il livello di eccellenza, ma anche con l'obiettivo di renderlo sostenibile. A questo ci penserà anche il nuovo Direttore Generale appena arrivata a San Marino, ma gira e rigira sempre del Bilancio dello Stato si parla. Al di là del debito estero - su cui la nostra opinione è sempre stata molto chiara e imprenditoriale (si chiede un prestito per investire e crescere, creando insomma le condizioni base per ripagare il debito, non per chiudere i buchi) - occorre infatti invertire il trend, estremamente negativo, della liquidità statale. Ciò significa sì ridurre l'ingente spesa corrente, ma anche aumentare le entrate, privilegiando l'allargamento della base imponibile, ovvero più imprese, più investimenti, più occupati. Coi risparmi si può sopravvivere: si può campare mangiando una mela al posto di due, ma se si vogliono avere abbastanza mele per venderle al mercato, servono più alberi nel campo.

Dallo sviluppo devono arrivare nuove entrate e risorse, insomma. Forse i contributi a fondo perduto non sono in agenda, ma non sono l'unico strumento. La stessa Italia ha messo in campo con il Decreto Rilancio diversi interventi che si potrebbero declinare anche nel contesto sammarinese. Il bonus ristrutturazioni, ad esempio, che prevede il rimborso del 110% con possibilità di cessione dello stesso all'impresa esecutrice (interventi gratis per chi li ordina, ndr) a sua volta girato alle banche, è una via percorribile? Non serve una grande copertura per questa operazione perché, l'indotto generato ripaga facilmente il mancato gettito e, probabilmente, qualcosa viene anche recuperato, visto che il meccanismo è totalmente tracciabile per sua natura. Quindi zero sommerso, zero costi per i privati, molta liquidità per le imprese del settore e anche un beneficio alle banche, che possono recuperare soldi in fretta. Chiaro che il meccanismo italico per funzionare andrebbe depurato dei mille lacci e lacciuoli della burocrazia, ma il messaggio è chiaro: chi investe va premiato. E' un messaggio che a San Marino non riecheggia da nessuna parte, purtroppo. Da anni si attende un piano per l'edilizia che si fondi su queste dinamiche virtuose e premianti, che privilegi le ristrutturazioni e le riconversioni degli immobili piuttosto che nuove costruzioni. Ma non c'è ancora niente. Smuovere un mercato del genere avrebbe un potere enorme per tutto il resto, basti pensare al fatto che tornerebbero appetibili anche gli immobili oggi bloccati nei bilanci delle banche (si stima che gli NPL siano in gran parte in questo settore). Ma occorre cambiare paradigma: il mondo è cambiato, ricordiamocelo sempre. Chi rincorre ancora il mito del "tassa il ricco", dovrà farsene una ragione: ora quei capitali vanno messi in circolo, non tassati. Vanno incentivati gli investimenti, dei sammarinesi ma anche di chi guarda a San Marino come un'opportunità. Onore e gloria agli operatori sanitari che hanno salvato San Marino, ma se non vogliamo attendere ancora dei cavalieri bianchi all'orizzonte, abbiamo bisogno di nuovi eroi. Ci vuole un coraggio da leoni, oggi, per investire (ovviamente non solo a San Marino): invogliateli, affascinateli, garantiteli e premiateli!