San Marino Fixing, editoriale: Che non sia un “pianto GRECO”
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Lunedì 28 Settembre 2020

 

di Daniele Bartolucci

 

Si conclude oggi a Strasburgo l'85esima riunione plenaria del GRECO, il Gruppo europeo di Stati contro la corruzione, dove si discuterà anche del IV rapporto di valutazione su San Marino. Si tratta di un passaggio fondamentale per l'antica Repubblica, impegnata da anni in un difficile percorso di riposizionamento nel contesto internazionale, sia per quanto riguarda gli standard a cui si deve allineare (in questo caso per la lotta alla corruzione, ma in generale per tutto ciò che attiene alla giustizia e alla trasparenza), sia per recuperare in termini reputazionali. La questione è quindi molto delicata e, giocoforza, non può essere disgiunta da quanto sta avvenendo dentro e fuori dal Tribunale da qualche tempo. Lo scambio di lettere - seppur diplomatico, ma nemmeno troppo - tra il Commissario per i diritti umani Dunja Mijatović, che invita San Marino, e il Segretario agli Esteri Luca Beccari, del resto, è avvenuto sono una manciata di giorni fa. In Consiglio Grande e Generale il Segretario alla Giustizia, Massimo Ugolini, ha appena relazionato sul tema e nel frattempo è stata convocata una seduta della Commissione sulle infiltrazioni criminali. Non si può dire che non ci sia attenzione sul tema. Questo è lo scenario, ma ancora non è chiaro se sarà una tragedia o una commedia: se ci sarà un finale "violento", con il GRECO che farà calare il sipario su San Marino, oppure se, come qualcuno ha già ipotizzato, le raccomandazioni che arriveranno saranno integrate a quella riforma della giustizia a cui da tempo la Repubblica aspira. Come tante altre riforme, anche questa aspetta forse una "spinta" dall'esterno.