Grecia: Juncker esclude una bancarotta
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Giovedì 10 Dicembre 2009

Quest'anno il disavanzo pubblico è atteso quasi al 13 per cento del Pil, mentre nel 2010 il debito dovrebbe superare il 120 per cento del Pil. Una deriva che ieri ha visto il premier lanciare una sorta di appello all'orgoglio nazionale, avvertendo che il dissesto dei conti mette a repentaglio "la sovranità" della Grecia. Oggi il premier ellenico Georges Papandreou è tornato sulla questione lanciando l'idea di una riunione dei capi di tutti i partiti per lottare contro la corruzione e l'evasione fiscale, in modo da mandare "un potente messaggio all'estero", che mostri che la Grecia vuole "risanare" la sua economia. In realtà parte del problema risiede proprio nell'orientamento finora mostrato dal governo di voler risanare i conti facendo leva sulla lotta all'evasione. Secondo le autorità europee e gli altri paesi dell'Unione non basta, e la scorsa settimana, avviando una nuova fase della procedura di deficit eccessivo sulla Grecia, i ministri delle Finanze Ue hanno chiesto misure supplementari. Ieri il ministro delle finanze Greco ha affermato che Atene presenterà all'Ue un piano di risanamento di medio termine il prossimo gennaio.