In morte di un (immenso) libero. In Polonia l’anniversario di Gaetano Scirea
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Martedì 03 Settembre 2013

gaetano-scirea

 

di Riccardo Paparo

diario di un italiano in Polonia

 

Polonia, fine anni Ottanta, al tramonto dell’egemonia sovietico, in una strada di campagna si consumava la fine dell’esistenza di un uomo. Parliamo di Gaetano Scirea, ex giocatore della Juventus e pilastro della Nazionale Italiana, che dopo aver appeso le scarpe al chiodo aveva intrapreso la carriera da allenatore in seconda dell’amico e compagno di squadra Dino Zoff.

Ripercorrere la straordinaria carriera dell’indimenticato libero bianconero può apparire una scelta ovvia e scontata ai tanti che sono da sempre appassionati della sfera.

Ma i giorni scorrono inesorabili, e cosi come gli anni, è passato diverso tempo dal quel 3 settembre 1989 che è rimasto impresso nella memoria, nella testa.

Aggiungo che, personalmente, il mio entusiasmo nel gioco del calcio è scemato anche da questo episodio. Ero un “sfegatato” tifoso juventino, ogni domenica, ogni partita, perché allora si giocava esclusivamente la domenica, era una “battaglia” con sfottò e battute salaci, con i miei numerosi fratelli e amici, rivali sportivi.

 

BABSK, POLONIA. 16 ANNI DOPO. E POI ANCORA 24 ANNI DOPO

babskBabsk è un piccolo paese di campagna, in Polonia, lontano da noi, e lontano da me… fino a un certo punto. Perché, chissà perché un giorno in questo Paese mi è diventato tutto più familiare. Dopo 16 anni dal quel fatto, sono venuto a viverci in pianta stabile. E oggi che di anni ne sono passati 24, la memoria di Gaetano Scirea è ancora viva.

Babsk, una frazione, una strada, una chiesa, un fiume, la vita si consuma dietro tanti

sogni, tante speranze, ma era questo il destino, che ha portato via per sempre uno dei più grandi liberi del calcio moderno.

La località, ai confini di due voivodati, nel cuore della Polonia, neppure 700 abitanti, una domenica pomeriggio di inizio settembre, si è sentita letteralmente percossa da questo avvenimento, che smosse, soprattutto in quegli anni, l’opinione pubblica, tifosi e giornalisti. Il 3 settembre del 1989, oggi nel giorno dell’anniversario lo vogliamo ricordare, oltre a Gaetano Scirea perirono anche l’interprete Barbara Januszkiewicz e l’autista Henryk Pająk.

Non so quanti ora nel villaggio si ricordino di questo passaggio e poi di questa fermata non voluta.

In nome di Gaetano Scirea sono sorte diverse iniziative a carattere benefico, in suo nome sono dedicate vie, curve, uno stadio e altro ancora.

Ha lasciato tanto, anche per chi non era tifoso della Juventus. Il giornalista e scrittore Gianni Brera, un altro grande del calcio, a modo suo, lo ricordava cosi: “Il povero Scirea era dolce e composto, di una moderazione tipica del grande artista. Non era difensore irresistibile né arcigno, era buono, ma completava il repertorio con sortite di esemplare tempestività, a volte erigendosi addirittura a match winner”.

 

 

VITA IN POLONIA: PRIMA PARTE

VITA IN POLONIA: SECONDA PARTE

VITA IN POLONIA: TERZA PARTE