Haiti, un paese in emergenza perpetua
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Mercoledì 13 Gennaio 2010

Haiti, ovvero uno dei paesi più poveri del mondo. La parola d’ordine quando si parla di questa martoriata terra, martoriata oggi anche da un terribile terremoto, è “emergenza perpetua”.
È unica la storia di questa ex colonia francese, indipendente dal 1804, che copre la parte ovest dell'isola di Hispaniola nei Caraibi (la parte est dell'isola è costituita dalla Repubblica Dominicana).
La Terra delle Alte Montagne fu la prima nazione indipendente dall'America Latina in seguita alla ribellione degli schiavi, e la prima guidata da neri. La capitale, oggi devastata dal sisma, è Port-au-Prince; la montagna più alta del territorio, il Pic la Selle, misura quasi 2.700 metri. Nonostante l'indipendenza Haiti ha mantenuto stretti legami con la Francia e il francese è lingua nazionale con il creolo. Parigi nell'area ha conservato diversi Territori d'Oltremare come Martinica e Guadalupa che fanno parte a pieno titolo della nazione francese. Il paese vive in uno stato di emergenza umanitaria. E' stato devastato dall'uragano Jeanne nel 2004, lo stesso anno dei peggiori scontri politici con una rivolta popolare. Da allora è in corso una missione internazionale sotto l'egida dell'ONU, con un contingente guidato dal Brasile: è la Minustah. Scontri politici, corruzione, deforestazione del territorio un tempo verdissimo hanno portato grande povertà in questo paese dove il 65% della popolazione è analfabeta. La storia post coloniale è stata molto tormentata, vissuta sotto l'occhio e l'interventismo del potente vicino, gli Stati Uniti. L'isola fu occupata dagli Usa dal 1915 al 1934. Partiti i marines, fu guidata da un'elite militare, e dal 1957 al 1986 dalla dittatura della famiglia Duvalier economicamente sostenuta dagli Usa. In seguito alla rivolta popolare di quell'anno, Washington organizzò la fuga del tiranno "Baby Doc" e della sua famiglia. Gli scontri durarono per anni. Nel 1990 le elezioni presidenziali furono vinte dall'ex sacerdote Jean-Bertrand Aristide, spodestato l'anno dopo da un golpe militare, poi tornato al potere grazie al sostegno degli Stati Uniti. Nel 2000 il suo secondo mandato fu segnato da accuse di corruzione e un nuovo golpe nel 2004 vide l'inizio di una rivolta popolare che ha causato disordini e violenza. Le elezioni presidenziali del 2006, fra molte accuse di brogli, hanno visto emergere Réné Préval.

Secondo il World Factbook della Cia, la Repubblica di Haiti ha 9.035.536 abitanti, dei quali solo il 3,4% ha speranza di superare i 64 anni di età. Il reddito annuale pro capite è di appena 1.300 dollari, dato che pone Haiti al 203° posto tra i 229 paesi del mondo. Alle sue spalle tre stati asiatici (Burma, Nepal, Afghanistan), uno dell'Oceania (Tokelau) e 22 africani (con lo Zimbabwe ultimo, con appena 200 dollari di reddito annuo pro capite).

Il tasso di alfabetizzazione è del 45 per cento e l'aspettativa di vita drammatica, circa 50 anni. La popolazione totale è per il 95 per cento di neri e per il cinque per cento di mulatti e bianchi. Il paese è spesso al centro del passaggio di uragani, che provocano morte e distruzione. Nel 2008, se ne sono abbattuti quattro (Fay, Gustav, Hanna e Ike), provocando 330 morti e molti dispersi in tutto il paese: il passaggio dei quattro uragani nel giro di un mese è stato considerato dalle autorità la principale catastrofe degli ultimi anni, prima del terremoto di ieri.

Il paese, con una superficie pari a circa 27 mila chilometri quadri, si trova a circa 80 km da Cuba. Oltre alla capitale, le altre città principali sono Cap-Haitien e Gonaives. Nonostante le cospicue esportazioni di zucchero, caffé, banane e mango, Haiti rimane uno dei Paesi più poveri e arretrati del mondo. La disoccupazione colpisce oltre il 60% della popolazione. Fondata nel 1749 da coloni francesi piantatori di zucchero, la capitale, Port-au-Prince, si trova nella baia del golfo di La Gonave. Il paese, inizialmente possedimento spagnolo, divenne colonia francese nel XVII secolo e nel 1804 è stato la prima repubblica 'nera' ad ottenere l'indipendenza. Gli haitiani sono cattolici per il 70 per cento e protestanti per il 23, ma molto praticato tra le classi popolari è anche il vudù, rituale magico semipagano.