Terremoto ad Haiti Migliaia i morti
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Giovedì 14 Gennaio 2010

 

 

La terra ha tremato per un minuto intero ad Haiti, una delle più belle (e sicuramente la più povera) isole dei Caraibi. La capitale, Port-au-Prince, è stata devastata, si parla di centinaia e probabilmente migliaia di morti.
Il violento terremoto, di magnitudo 7 ha fatto crollare martedì pomeriggio (poco dopo le 23 in Italia) numerosi edifici, tra cui il Palazzo Presidenziale e il Quartier generale della missione Onu a Port-au-Prince e un grande albergo, il Montana. Molte persone dello staff delle Nazioni Unite risultano disperse, mentre l'ambasciatore di Haiti in Messico ha assicurato che il presidente haitiano René Preval è vivo. Circa 200 persone si troverebbero invece sotto le macerie di un albergo della capitale haitiana. Lo ha riferito il sottosegretario alla Cooperazione francese, Alain Joyandet. "Siamo stati informati del crollo dell'albergo Montana: dentro vi erano 300 persone e solo un centinaio ne sono uscite, il che ci preoccupa non poco", ha spiegato il Sottosegretario. Il Montana è uno degli alberghi più lussuosi della capitale haitiana, sito non lontano dalla sede della Nazioni Unite.
La Farnesina sta verificando in queste ore l'eventuale coinvolgimento di cittadini italiani, un lavoro non semplice dal momento che ci sono grosse difficoltà nelle comunicazioni. Secondo quanto ha precisato il ministero degli Esteri ad Apcom, ad Haiti risiedono un centinaio di connazionali. Gianfranco del Pero, incaricato d'affari ad interim presso l'ambasciata d'Italia a Santo Domingo, ha comunque detto a Sky TG24 non ci sono vittime nella rappresentanza diplomatica italiana ad Haiti.
Nel Paese caraibico l'Italia è rappresentata da un console onorario. Intanto si è subito messa in moto la macchina degli aiuti. Da Stati Uniti, Italia, Francia e Canada sono stati immediatamente annunciati aiuti e soccorsi a destinazione Port-au-Prince.
"I miei pensieri e le mie preghiere vanno a tutti coloro che sono stati colpiti da questo terremoto",ha dichiarato il presidente americano Barack Obama in un comunicato. "Seguiamo la situazione da vicino e siamo pronti ad andare in aiuto del popolo di Haiti", ha aggiunto il presidente Usa. Anche il ministro degli Esteri italiano Franco Frattini, da Addis Abeba, ha espresso la sua solidarietà alle vittime: "Sono profondamente vicino al popolo di Haiti così duramente colpito da questa terribile catastrofe", ha dichiarato.
Drammatica anche la situazione per i soccorritori. Dei quattro ospedali di Port-au-Prince, tre sono crollati per il terremoto e l'unico rimasto in piedi non accetta più feriti perché oramai intasato. Lo ha detto in un’intervista a SkyTG24 il vicepresidente della Croce Rossa internazionale, Massimo Barra.

 


PRIMI AIUTI USA, SQUADRA DI 72 UOMINI CON UNITA' CINOFILE
Primi aiuti Usa per Haiti. E' in partenza una squadra di soccorso di 72 persone con sei cani addestrati per fiutare la presenza di persone tra le macerie, e 48 tonnellate di materiali. L'agenzia americana per la cooperazione allo sviluppo (Usaid) ha riferito che si tratta di vigili del fuoco, genieri, medici e infermieri in partenza da Los Angeles e da Fairfax, in Virginia, accompagnati da esperti di disastri nazionali che dovranno fare una prima valutazione dell'emergenza.

 


DUE AEREI CON AIUTI IN PARTENZA DALLA FRANCIA
Due aerei francesi con a bordo aiuti e squadre di soccorso per assistere le vittime del terremoto partono oggi per Haiti. Lo ha reso noto il governo francese.
Il segretario di stato alla Cooperazione, Alain Joyandet, ha precisato: "inviamo due aerei, uno che parte da Fort-de-France (Martinica) con a bordo 25 gendarmi, oltre a personale di soccorso e ospedaliero, e un altro che parte da Marsiglia con 60 persone a bordo". Joyandet non ha precisato se sono stati imbarcati anche cani per le ricerche. "C'è la possibilità per i nostri due aerei di atterrare" ha aggiunto.

 

GRUPPI SU FACEBOOK, APPELLI SU TWITTER
Anche la rete vuole fare la sua parte. Dalla notte dopo il devastante terremoto che ha colpito Haiti sono già attivi su Facebook dei gruppi di sostegno alle vittime del sisma, mentre sull’altro noto social network, Twitter, si susseguono appelli per convogliare aiuti sull'isola. In poche ore il gruppo su Facebook “Andiamo in aiuto di Haiti'' volto a ''sostenere moralmente e a dare informazioni'' agli haitiani contava oltre 600 membri, mentre la star dell'hip hop, l'haitiano-americano Wyclef Jean su Twitter ha lanciato un appello a donare alla associazione da lui creata nel 2005 ''Yele Haiti'', per sostenere progetti educativi, sportivi e artistici ad Haiti. Sui social network si susseguono commenti del tipo: ''Come si può uscire da quest'incubo, visto che si tratta di uno dei paesi più poveri del mondo?”


SAVE THE CHILDREN GIA' MOBILITATA IN SOCCORSO BAMBINI

Dalle prime notizie arrivate, si stima che siano circa un milione e 800mila le persone colpite dal terremoto nella zona di Port-au-Prince, una delle più popolose dell'isola. "I bambini e le loro famiglie sono stati costretti a fuggire e stanno vivendo un momento di forte stress psicologico, oltre a vivere in un ambiente estremamente pericoloso", ha dichiarato Ian Rodgers, esperto di emergenze per Save the Children, attualmente ad Haiti. "La nostra priorità, in questo momento, è quella di fornire cibo, acqua pulita, un rifugio ed assistenza medica ai bambini e alle loro famiglie". Save the Children, presente ad Haiti dal 1985 con progetti su educazione, salute e protezione, sta verificando che il proprio personale sul campo stia bene. L'area in cui si trova il quartier generale dell'organizzazione è stata gravemente danneggiata dal sisma e anche l'ufficio stesso ha subito danni.

 

ALMENO 191 GLI ITALIANI. NON SI HANNO NOTIZIE DI FERITI, PER ORA

Sono almeno 191 gli italiani presenti a Haiti e al momento non si e' avuta notizia di feriti. Lo ha spiegato il capo dell'Unità di crisi del ministero degli Esteri, Fabrizio Romano, in una conferenza stampa alla Farnesina. "Questo", ha precisato, "non vuol dire che tali segnalazioni non ci possano arrivare nelle prossime ore". Romano ha riferito che nel Paese caraibico si trovano 182 italiani registrati nelle sedi consolari, ai quali si aggiungono 12 connazionali in visita e iscritti al sito www.dovesiamonelmondo.it. Di questi ultimi, nove risultano essere ancora a Haiti e sette sono già stati contattati e sono tutti in salvo. L'Unità di crisi sta tentando di contattare gli altri due e non esclude che a Haiti possano trovarsi altri connazionali che non hanno comunicato la loro presenza. Tra gli italiani presenti nel Paese caraibico, anche religiosi e tecnici, con i quali si è riusciti a stabilire un contatto.
La Farnesina, attraverso la cooperazione allo sviluppo, sta anche "organizzando un volo umanitario che partirà nei tempi più rapidi possibile, non appena le condizioni logistiche lo permetteranno'', ha annunciato Fabrizio Romano, che ha inoltre confermato che, ''auspicabilmente in giornata, partirà un aereo della Protezione Civile con un advance team, per capire di cosa c'è bisogno''. Della squadra, ha precisato Romano, farà parte ''un funzionario dell'Unità di crisi, che ci permetterà così di avere un'antenna diretta per gestire al meglio la sicurezza dei nostri connazionali''. Ripetendo poi le parole del ministro degli Esteri Franco Frattini secondo cui ''l'Italia non lesinerà alcuno sforzo negli aiuti, coordinandosi con gli altri Paesi'', il responsabile dell'Unità di crisi ha fatto sapere che il nostro Paese ''risponderà immediatamente con un contributo finanziario all'appello che le agenzie dell'Onu faranno nelle prossime ore'' per Haiti.

 


DA UE COORDINAMENTO PER AIUTI EUROPEI: E' LA PRIMA VOLTA

Un'iniziativa europea di coordinamento per prestare soccorsi in modo mirato al popolo haitiano. E' la decisione presa al Consiglio informale dei ministri per l'Europa dell'Unione europea, dopo che il ministro spagnolo Lopez Garrito ha dato la notizia, in apertura dei lavori del terribile terremoto che ha colpito Haiti. ''E' la prima volta - ha sottolineato il ministro per le Politiche europee Andrea Ronchi dando l'annuncio della decisione - che l'Europa trova un coordinamento del genere per prestare aiuti al popolo haitiano duramente colpito da questa immane tragedia''.

 

APPELLO DEL PAPA ALLA GENEROSITA' DI TUTTI

Un appello per Haiti è stato lanciato da Benedetto XVI al termine dell'udienza generale. ''Mi appello alla generosità di tutti - ha detto il Papa - affinché non si faccia mancare a questi fratelli e sorelle che vivono un momento di necessità e di dolore, la nostra concreta solidarietà e il fattivo sostegno della Comunità internazionale''. Il pontefice ha anche assicurato l'impegno della Chiesa cattolica. ''Il mio pensiero - ha detto - va, in particolare, alla popolazione duramente colpita, poche ore fa, da un devastante terremoto, che ha causato gravi perdite in vite umane, un grande numero di senzatetto e di dispersi e ingenti danni materiali. Invito tutti - ha proseguito - ad unirsi alla mia preghiera al Signore per le vittime di questa catastrofe e per coloro che ne piangono la scomparsa''.

 

FAGLIA SIMILE A QUELLA DI SANT’ANDREAS. GLI ESPERTI AVEVANO LANCIATO ALLARME PER TERREMOTO DEVASTANTE

Il potentissimo sisma di Haiti ha avuto conseguenze ancora più devastanti perché ha colto assolutamente impreparati, ma - riporta il sito della Cnn - alcuni esperti da tempo lanciavano l'allarme sulla possibilità di un fortissimo terremoto nell'isola di Ispaniola, che Haiti divide con la Repubblica Dominicana. In uno studio presentato alla 18esima conferenza geologica dei Caraibi nel marzo del 2008 cinque scienziati parlarono di "un enorme rischio sismico" in corrispondenza di una faglia che si trova nel sud dell'isola, la faglia di Enriquillo-Plaintain Garden dove si è verificato appunto ieri il sisma di magnitudo 7. "Eravamo molto preoccupati" ha ricordato Paul Mann, ricercatore dell'università del Texas che era uno degli autori dello studio, sottolineando comunque quanto sia "difficile predire" l'esatto verificarsi di una scossa di questa intensità. "Fenomeni di questo tipo possono rimanere silenti per centinaia di anni" ha aggiunto. I sismologi sottolineano come questo terremoto sia il più potente degli ultimi 200 anni. Nel 2004 altri due geologi avevano invece sottolineato i rischi di un'altra faglia, che si trova nella parte nord dell'isola, lungo la valle di Cibao nella repubblica Domenicana. "Questa e' una delle zone sismiche più attive del mondo, i sismologi non dovrebbero essere sorpresi da questo terremoto" ha dichiarato Jian Lin del Woods Hole Oceanographic Institution in Massachusetts.
L'epicentro del sisma è stato registrato a pochi chilometri dalla capitale Port-au-Prince, in corrispondenza appunto con la faglia Enriquillo-Plaintain Garden simile nella struttura a quella di Sant’Andreas, con le placche che si muovono una verso l'altra in direzione orizzontale. "L'isola di Hispaniola è stretta tra due placche tettoniche - spiega Michael Blanpeid, coordinatore dell'ufficio rischi sismici dell'istituto geologico statunitense - la placca del Nord America e quella caraibica, che stringono l'isola". Nella zona caraibica sono stati registrati decine di terremoti dell'intensità di quello avvenuto ieri, a Portorico, nella Virgin Island ed ad Hispaniola: il più recente potente sisma, magnitudo 8, l'ha colpita nel 1946 quando si verificò anche un'onda di tsunami. Ma il più forte terremoto ricordato nell'area di Port-au-Prince risale al 1770.

 


ESPERTO INGV: RISCHI NUOVA SCOSSA MOLTO FORTE NELLE PROSSIME SETTIMANE

La possibilità che si verifichi ''un evento sismico grande dopo un primo evento sismico analogo è molto alta, soprattutto nelle settimane immediatamente successive''. Lo ha affermato l'esperto dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) Luca Malagnini, funzionario della sala sismica dell'Ingv, a proposito del terremoto devastante che ha colpito ieri sera Haiti, con una scossa di magnitudo 7 seguita da altre otto meno forti. Esiste dunque la possibilità che un'altra scossa molto forte, anche di intensità pari alla prima registratasi ad Haiti ieri sera, possa verificarsi: ''Questo - ha spiegato l'esperto - soprattutto nelle zone circostanti l'epicentro della scossa di ieri. A rischio, dunque, le aree ad est e ovest dell'epicentro e la Repubblica dominicana''. Sicuramente, ha sottolineato Malagnini, ''ci saranno però nelle prossime settimane e mesi delle scosse di assestamento, anche oltre il quinto grado''. La zone caraibica, ha quindi precisato, ''è un'area molto sismica, dunque eventi di questo tipo non sono insoliti, anche se non sono frequenti quelli di intensità così alta”.
“Haiti e la Repubblica dominicana si trovano, infatti, su due grandi faglie'' ha spiegato ancora l'esperto dell'Ingv. Tuttavia “in quest'area non sono molto frequenti terremoti di intensità forte come la scossa di settimo grado registratasi ieri sera ad Haiti: negli ultimi quaranta anni, infatti, in terremoti di magnitudo sette registrati in queste aree sono stati tre, più altri di magnitudo minore''.
Il pericolo maggiore, ha precisato Malagnini, sussiste, più che per la zona già colpita, per le zone circostanti: “Più a rischio - ha detto - sono dunque le aree immediatamente ad est e ovest rispetto l'epicentro della scossa di ieri, e la Repubblica Dominicana''.
 


LA SCHEDA: UN PAESE IN EMERGENZA PERPETUA

 

IL MESSAGGIO DI CORDOGLIO DEL TITANO

 

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