Il boia Erich Priebke è morto a 100 anni. Lascia un testamento umano e politico
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Venerdì 11 Ottobre 2013

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Le sue passeggiate all’aria aperta con tanto di badante al seguito avevano scatenato l’opinione pubblica soltanto poco tempo fa. Oggi, a Roma, l’ex ufficiale delle SS Erich Priebke è morto. Aveva 100 anni. Era stato condannato all’ergastolo per aver partecipato, nel 1944, alla pianificazione e alla realizzazione della strage delle Fosse Ardeatine.

Il giorno della grande vergogna, quella con cui è convissuto per quasi 70 anni, fu per lui il 24 maggio del 1944, quando, su ordine di Herbert Kappler, il Capitano Priebke fu tra gli esecutori di 335 esecuzioni quale rappresaglia dopo l’attentato di via Rasella messo a segno dai Gap.

Scomparso dalla circolazione dopo la guerra, fu avvistato e subito arrestato nel 1994 in Argentina. In Italia tornò l’anno successivo dopo l’estradizione richiesta appunto per l’eccidio delle Fosse Ardeatine. Nel 1998 fu condannato dalla Corte Militare d’Appello all’ergastolo (inizialmente era stato condannato ad appena 15 anni, di cui 10 condonati), nel 1999 gli venne concesso il regime di detenzione domiciliare per motivi di salute. Nel 2006 ottenne il permesso di lavorare fuori casa, permesso revocato dopo un solo giorno. Il 29 luglio è tornato a far parlare di sé sui media - per la penultima volta, l’ultima naturalmente è oggi - per la mobilitazione contro l’intenzione di festeggiare il suo 100 compleanno. L’ultimo.

 

IL TESTAMENTO “UMANO E POLITICO” DI PRIEBKE

Il legale di Erich Priebke ha prontamente annunciato che l’ex ufficiale si è concesso un “ultimo lascito”, ovvero “un'intervista scritta e un video”, "testamento umano e politico". E ha aggiunto: “La dignità con cui ha sopportato la sua persecuzione ne fanno un esempio di coraggio, coerenza e lealtà”. Sipario.