L'Italia dona zafferano per convertire i campi di oppio
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Martedì 19 Gennaio 2010

Per cercare di contrastare il traffico internazionale di sostanze stupefacenti l’Italia ha deciso di donare all’Afghanistan una partita di bulbi di zafferano, come alternativa alla coltura di oppio. Il paese asiatico è leader mondiale nella produzione di questa pianta narcotica, da cui in seguito si ricavano morfina ed eroina che regolarmente invadono le nazioni occidentali. Il Provincial Reconstruction Team a guida italiana di Herat, nell'Afghanistan occidentale, ha regalato alla Saffron Women Cultivators Association 1.800 chilogrammi di bulbi di zafferano.
I militari italiani impegnati in Afghanistan hanno svolto altre iniziative per favorire lo sviluppo dell'autonomia sociale e delle istituzioni afghane. Presso il governatorato di Herat, informa l'Esercito sul sito www.esercito.difesa.it, è stata completata la ristrutturazione della “Printing press”, dei palazzi governativi della città e dei distretti di Injil e Zenda Jan, oltre alla fornitura di attrezzature, equipaggiamenti e materiali e lo svolgimento di corsi di formazione professionale per il personale addetto agli uffici governativi. L'installazione di un sistema di video sorveglianza ha completato l'intervento. Presso la sede del Prt, Camp “Vianini”, si è svolto il corso di “emergenze ed interventi ostetrici” in favore delle donne delle popolazioni nomadi. Le lezioni sono state tenute dal personale sanitario del Prt in cooperazione con il responsabile della clinica ostetrica di Herat. Da registrare anche la donazione di macchine da cucire alla “Wahdat Women Union”, associazione che si occupa dell’ inserimento nel mondo del lavoro di giovani vedove e studentesse. Infine è stata effettuata una donazione di testi sacri del Corano presso la scuola religiosa di Herat.