Barack Obama prende il toro per le corna
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Giovedì 28 Gennaio 2010

Obama ha un nuovo slogan: “noi non molliamo, io non mollo”. Lo ha coniato all’atteso discorso sullo Stato dell’Unione. Il presidente americano ha parlato al suo popolo per circa 70 minuti, affrontando tutti i temi di più scottante attualità. Ha esordito dicendo che “è stato un anno difficile, e la nostra amministrazione ha avuto delle battute d'arresto. Ho impostato la mia campagna elettorale sulla promessa di cambiare le cose, so che in questo momento vi sono molti americani che non sanno se crederci ancora o che si chiedono se sono in grado di mantenere la promessa. Non ho mai detto che l'impresa sarebbe stata facile o che potessi fare tutto da solo”. Infatti l’inquilino della Casa Bianca ha sollecitato i membri del Congresso a lavorare insieme per il bene dell’America.
La priorità più importante nell’agenda dei lavori di Obama è la creazione di nuovi posti di lavoro. La crisi ha fatto schizzare il tasso di disoccupazione al di sopra 10%, livello mai così alto dal lontano 1983. Per rilanciare il mercato del lavoro ha annunciato l’avvio di cantieri per la realizzazione di infrastrutture per i treni ad alta velocità, il rilancio dell’innovazione, soprattutto nel settore dell’energie verdi, promozione dell’export, aumento delle risorse per l’educazione e sostegno alle piccole imprese attraverso una riduzione dell’imposizione fiscale.
Il primo presidente di colore americano è tornato sulla modifica del sistema sanitario, uno dei capisaldi della sua campagna elettorale. “La riforma è una questione complicata e più si è prolungato il dibattito, più la gente è diventata scettica. Mi assumo la mia parte di responsabilità per non avere saputo spiegare in modo più chiaro la riforma” ha dichiarato Barack Obama. “Questo è un problema che non si esaurirà. Durante il mio discorso altri americani avranno perso la copertura sanitaria e altri milioni la perderanno nel corso dell'anno - ha affermato Obama - non abbandonerò questi americani e lo stesso dovreste fare voi del Congresso”.
Il leader degli Usa ha parlato anche della tragedia di Haiti, ricordando che “oltre 10mila americani stanno lavorando in questo momento, insieme a molte altre nazioni, per aiutare gli haitiani a riprendersi e a ricostruire”. Nel suo discorso sullo Stato dell’Unione Obama ha reso noto il gesto pieno di significato di un bambino di otto anni della Louisiana. Il piccolo ha inviato alle autorità di Washington la sua paghetta perché fosse destinata alla gente di Haiti.