Catturato in Pakistan il numero 2 dei talebani
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Martedì 16 Febbraio 2010

Il Pakistan ha catturato il numero due dei talebani afgani. Il mullah Abdul Ghani Baradar è stato arrestato, alcuni giorni or sono, dall’Isi, il servizio segreto pakistano, in collaborazione con la Cia. A renderlo noto è stato, in esclusiva, il quotidiano statunitense New York Times. Ora Baradar è sotto interrogatorio dalle autorità pachistane, da cui si spera di ottenere notizie utili alla cattura del capo, il mullah Omar e di altri pezzi grossi del movimento talebano. La novità più importante, oltre al successo per aver catturato un “pezzo da 90” dell’organizzazione talebana, è il fatto che si intravede da parte del governo di Islamabad la volontà politica di contrastare realmente l’attività terroristica dei talebani. In passato proprio l’Isi ha appoggiato clandestinamente il movimento fondamentalista afgano, tanto che nel novembre del 2001, il mullah fu arrestato dalle milizie afghane alleate degli americani, ma fu liberato grazie all’intervento dei servizi pachistani. Ma negli ultimi mesi sempre più talebani hanno trovato rifugio nella zona di Karachi, appoggiati dalle popolazioni locali loro alleate. Questo allargamento oltre confine del movimento talebano, portandosi dietro una serie di attentati sanguinosi, ha minato l’autorità del governo di Islamabad, spingendo così il Pakistan a cambiare atteggiamento. Quindi il cambio di rotta e la decisione di non appoggiare più i talebani, ma anzi di contrastarli per cacciarli definitivamente dal proprio territorio.

CHI E’ ABDUL GHANI BARADAR

Il mullah Abdul Ghani Baradar è il numero due dei talebani e il braccio destro del mullah Omar. Figurava nella lista nera dei dieci leader talebani più ricercati. Il quarantaduenne, esperto capo militare, guidava le operazioni militari ed era anche a capo del consiglio al vertice dell’organizzazione. Dotato di grandi capacità politiche, spesso si faceva riferimento a lui nelle mediazioni per la liberazioni degli ostaggi, presi dalla sua organizzazione. Inoltre l’anno scorso ha redatto un manuale nel quale spiegava ai combattenti come evitare vittime civili e come guadagnarsi l’appoggio della popolazione.