Obama riceve il Dalai Lama: la Cina protesta ufficialmente
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Venerdì 19 Febbraio 2010

Tutto secondo copione. Barack Obama incontra il Dalai Lama e il governo cinese alza i toni. “Daremo un forte sostegno per la protezione dei diritti umani in Cina, e invito il Dalai Lama a mantenere il dialogo con Pechino per risolvere le loro differenze” le dichiarazioni del presidente a stelle e strisce. Le autorità della Repubblica Popolare Cinese, dopo aver cercato in tutti i modi di far saltare il faccia a faccia tra il leader tibetano e l’inquilino della Casa Bianca, convoca l’ambasciatore degli Stati Uniti a Pechino per protestare ufficialmente. “La Cina esprime la sua forte insoddisfazione e risoluta opposizione – dichiara il portavoce del ministero degli Esteri Ma Zhaoxu - perchè gli Usa hanno violato in modo grossolano le norme che regolano le relazioni internazionali. E’ inaccettabile da parte di Washington sostenere le forze separatiste anti-cinesi che mirano all’indipendenza del Tibet”. Dopo le scarramuccie verbali, adesso si attendono mosse concrete da Pechino. Già in passato la Cina ha annullato contatti bilaterali con paesi in seguito a incontri dei loro leader con il Dalai Lama. Il presidente Hu Jintao potrebbe rifiutare l’invito a Washington del prossimo aprile. Ma altri esperti sottolineano che, nonostante la guerra di parole ingaggiata da diverse settimane prima per la vicenda di Google, poi per le armi a Taiwan ed ora per il leader tibetano, la Cina e gli Stati Uniti, non possono permettersi di tirare troppo la corda di relazioni che li vedono interindipendenti su molti fronti. “Abbiamo bisogno uno dell’altro - spiega Douglas Paal, esperto finanziario e diplomatico che ha lavorato come consigliere del presidente per la politica cinese - abbiamo per molte questioni di sicurezza internazionale, per affrontare la crisi climatica globale e per affrontare la crisi finanziaria”.