Marco Cappato a Radio 24: “Ho letto le carte: il governo difende la Legge del 1930”
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Giovedì 05 Aprile 2018

"Ho aspettato a parlare perché volevo leggere il contenuto del ricorso, perché teoricamente il governo avrebbe potuto costituirsi anche difendendo la mia linea, nel processo rinviato alla Corte Costituzionale per il quale sono imputato di un reato punito da cinque a dodici anni di carcere, anche se noi avevamo chiesto all'esecutivo di tenersi fuori". Lo afferma Marco Cappato 24Mattino su Radio 24, intervistato da Luca Telese ed Oscar Giannino. "Adesso che, però, ho letto il documento, il governo prende una posizione contraria alla mia tesi, alla mia linea e a quella che portiamo avanti con i nostri avvocati. Cioè l'incostituzionalità di un reato del genere, di quell'articolo. Non dell'istigazione che deve rimanere un reato, ma dell'aiuto materiale per coloro che non possono provvedere da sé, in particolare in condizioni di malattia terminale, irreversibile, di sofferenza insopportabile", continua Cappato a Radio 24. "L'avvocatura di Stato, quindi il governo, nella memoria con la quale si costituisce presso la Corte Costituzionale sostiene la tesi opposta e tutt'al più apre la possibilità di attenuanti per quanti mi riguarda, ma io non sto cercando attenuanti per me, io sto cercando naturalmente di poter superare questo reato per tutti. C'è una legge di iniziativa popolare che noi abbiamo depositato oltre quattro anni e mezzo fa e che il Parlamento non ha mai discusso, anche se dovrebbe, sulla legalizzazione dell'eutanasia. Sottolineo che il presidente della Camera Fico ha detto proprio nel discorso di investitura che le leggi di iniziativa popolare d'ora in poi finalmente saranno rispettate per lo strumento che sono" – e conclude a Radio 24 - "Lo spero".

 

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