Tridico a Radio 24: “La trattativa spetta a Di Maio e Martina. Possibile convergenza PD e M5S”
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Giovedì 26 Aprile 2018

"Nel momento in cui si inizia una contrattazione, una negoziazione politica io esco di scena perché non sono un politico e perché non è il mio ruolo". Puntualizza così il suo ruolo il professor Pasquale Tridico, ministro designato al welfare in un ipotetico governo Di Maio, a Radio 24 nel corso di 24Mattino, condotto da Luca Telese e Oscar Giannino. "Giustamente spetta ai capi designati, a Martina da una parte e a Luigi Di Maio dall'altro, sono loro che andranno a negoziare quello che c'è da negoziare", continua Tridico a Radio 24, che sui programmi che si dice fiducioso: "Si parte da due programmi diversi, però sinceramente se c'è l'intenzione e la volontà di pensare a una convergenza, questa ci può essere". Nel corso della trasmissione, Tridico si è soffermato soprattutto sulle politiche di investimenti per il Sud - dove dice, "i centri dell'impiego non creano lavoro" - e sulla riforma del lavoro.

 

"SUL JOBS ACT CI SONO MARGINI PER UN ACCORDO"


"Nel nostro programma c'è e lo avete visto, la reintroduzione dell'articolo 18". Pasquale Tridico, ministro designato al welfare in un ipotetico governo Di Maio, intervistato a 24Mattino su Radio 24 da Luca Telese e Oscar Giannino conferma l'obiettivo dei 5 stelle in merito di riforma del lavoro. E proprio citando il jobs act si dice convinto della possibile convergenza con il Pd: "I margini per un accordo ci sono", dice Tridico, che guarda a chi nel Pd da tempo dice di voler intervenire sui licenziamenti illegittimi: "Perché, ricordiamo, il punto cruciale è questo", spiega Tridico, "il licenziamento illegittimo. Quando lo dico ai miei studenti non ci credono, però è così: il licenziamento illegittimo è previsto per i lavoratori attraverso una sanzione moderatamente crescente, così come dovrebbe chiamarsi a rigore il Jobs Act, o meglio il contratto a tutela crescente". "Noi lo abbiamo messo nel programma", continua Tridico a Radio 24, "ma anche Cesare Damiano lo sosteneva, quindi le sto dicendo che c'è una convergenza da parte di una minoranza del Pd. Damiano prevedeva l'irrigidimento delle norme sul licenziamento, cioè passare a sanzioni monetarie che corrispondessero a 36 mesi. Noi abbiamo detto che consideravamo quest'opzione, quindi i margini per un accordo ci sono".

 

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