Cybercrime e reati informatici, Eugenio Fusco a Radio 24: "La Procura di Milano a caccia di truffatori”
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Venerdì 04 Maggio 2018

"Nel sistema della tutela del consumatore e del contrasto alle frodi c'è veramente un mondo molto variegato. Noi ci occupiamo di quelle denunce che sono rivelanti sul piano penale." Lo ha spiegato a Due di Denari su Radio 24, il Procuratore aggiunto di Milano Eugenio Fusco, da pochi mesi a capo del neonato Dipartimento Frodi, tutela dei consumatori e reati informatici (avviato il 5 marzo), una novità assoluta nel panorama delle attività delle procure italiane. Dipartimento pensato anche a seguito della proliferazione di truffe nel campo immobiliare e, ha precisato Fusco "nella riflessione del Procuratore capo di Milano Francesco Greco". Con quale modalità i consumatori saranno tutelati da questo coordinamento? domandano i conduttori Debora Rosciani e Mauro Meazza. "Normalmente il canale è quello della denuncia che viene presentata agli organi di Polizia che sono sul territorio: Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia di Stato che poi trasmettono le notizie di reato alla procura della repubblica che istruisce le sue indagini. Questo dipartimento non si occupa solo di truffe e non solo di truffe immobiliari o solo di truffe informatiche. Si occupa di contrastare tutto il fenomeno del cybercrime e dei reati informatici che è il più in espansione e più pericoloso. Poi c'è tutto il tema della contraffazione: il nostro dipartimento si inserisce tra la contraffazione bagatellare per esempio della borsetta e la competenza delle direzioni distrettuali che si occupano invece del fenomeno della fabbricazione che presuppone quasi sempre una associazione. Noi ci muoviamo nel terreno che riguarda l'usurpazione del marchio, la vendita di quantità di prodotti contraffatti. Ci occupiamo anche della tutela del consumatore in un'attività di raccordo con il Garante per la Concorrenza, con il quale abbiamo concluso una convenzione e anche su questo fronte ci sono tante cose che devono essere studiate e approfondite per valutarne la rilevanza giuridica." - e infine conclude a Radio 24 - "Ci sono ancora gli assegni ricettati che vengono usati per commettere truffe. Uno strumento che presuppone una sorta di furto di identità."

 

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