Massimo D’Alema a Radio 24: “Sergio Mattarella vittima di un’aggressione eversiva”
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Martedì 29 Maggio 2018

"Vorrei esprimere la mia solidarietà al presidente Mattarella che è oggetto di un'aggressione volgare, violenta e completamente pretestuosa. Siamo di fronte ad un comportamento eversivo e ad accuse al capo dello Stato che sono veramente gravi perché denotano un atteggiamento che è pericoloso per il Paese. Per tutti i cittadini. Perché quando qualcuno pensa di comandare violando le regole, è una minaccia per tutti i cittadini, non soltanto per il presidente della Repubblica". Lo afferma Massimo D'Alema a 24Mattino di Luca Telese e Oscar Giannino a Radio 24. "È evidente, infatti, che non c'è stato nessun complotto contro il 'governo del cambiamento', ma semplicemente il rispetto delle regole" – continua a Radio 24. Ed a conferma delle sue parole, Massimo D'Alema ricorda la sua esperienza politica personale: "Essendo stato anch'io protagonista della formazione di governi, vorrei testimoniare che queste regole sono state applicate a tutti. Tutti i presidenti del Consiglio hanno dovuto discutere con i presidenti della Repubblica e anche cambiare. La prima volta accadde anche a me con Scalfaro. Questa è la norma". – e prosegue a Radio 24: "Non ricordo quale sia stata la questione. Perché, come è opportuno fare in questi casi, io non andai sbandierando delle liste pubbliche. Andai con delle proposte riservate e in quella sede riservata alla fine ci furono delle decisioni convenute". E D'Alema poi conclude drastico: "Si vuole imporre una tesi falsa e cioè che questi 'signori nuovi' sono stati oggetto di un trattamento persecutorio. Non è così. Sono loro che hanno voluto sottrarsi alla regola costituzionale a cui, ovviamente, tutti si sono sottoposti nella storia del nostro Paese".

 

"SALVINI HA IMBROGLIATO DI MAIO E LUI NEMMENO SE N'E' ACCORTO"


"Il Cinque Stelle si è fatto portare per mano dalla Lega e Salvini li ha imbrogliati. Salvini ha costruito la mina che avrebbe fatto saltare il governo. Lo ha fatto consapevolmente, parliamoci chiaro. Non è mica uno sprovveduto, a differenza di Di Maio". Lo dice Massimo D'Alema a 24Mattino di Luca Telese e Oscar Giannino a Radio 24. "Tutto è stato costruito allo scopo di arrivare dove siamo arrivati, questo è chiarissimo e lo vede anche un fanciullo. Soltanto Di Maio non se n'è accorto. Salvini è arrivato esattamente dove voleva arrivare", aggiunge D'Alema a Radio 24. "Cioè alle elezioni anticipate conquistando, fra l'altro, un primato. Il Cinque Stelle, dopo aver teorizzato che non c'era più la destra e la sinistra, è diventato un'appendice della destra". E Massimo D'Alema infine conclude con un parere generale sulla dirigenza pentastellata: "Questa è stata la condotta fallimentare del gruppo dirigente dei Cinque Stelle. Sono andati al rimorchio della Lega che aveva meno voti, ma evidentemente sapeva fare la politica meglio, con maggiore astuzia e con maggiore spregiudicatezza. Un gruppo dirigente che ha pagato anche il suo primitivismo, la sua impreparazione e che ha portato il Movimento Cinque Stelle ad una posizione chiaramente subalterna. Questa è la realtà".

 

"SE IL PD SI RIPRESENTA CON RENZI SARA' TRAVOLTO DALLA COLLERA POPOLARE"


"Se il Pd si dovesse ripresentare sotto il tallone di Renzi, come è stato nel corso di queste settimane, sarebbe travolto dalla collera popolare. Spero che se ne siano accorti. Il Pd è passato dal 40 al 18% dei voti, non so se lei ha notato! Non ha trovato il modo di dire una sola parola sulle ragioni per cui ha perduto un terzo dei propri voti. È qualcosa di veramente sconcertante. Quello che è accaduto dopo le elezioni è persino più sconcertante di quello che è successo prima". A dirlo è Massimo D'Alema a 24Mattino di Luca Telese e Oscar Giannino a Radio 24. "Il Pd ha delle enormi responsabilità per aver condotto il Paese a questo punto. Quindi, innanzitutto, è il Pd che è chiamato a mettere in campo una classe dirigente credibile" – continua a Radio 24 – e Telese gli fa notare che si parla di un'alleanza repubblicana oggi, anche Renzi dice di mettere insieme tutti' e D'Alema risponde: "Per l'amor del cielo, non prendo in considerazione queste frasi. Penso che il punto di partenza sia quello di ricostruire un'alleanza progressista, di ricostruire l'unità della sinistra e delle forze che hanno dato vita nel corso dell'esperienza italiana all'esperienza dell'Ulivo e del centrosinistra".- e incalza - "Il gruppo dirigente del Pd, che porta le principali responsabilità nell'avere diviso questo campo, ha il dovere di lanciare un messaggio perché si torni all'unità. Il messaggio deve venire da chi quest'unità l'ha distrutta, parliamoci chiaro!", continua D'Alema. "Questo è il punto d'arrivo della politica della rottamazione, però c'è stato un punto di partenza e ci sono dei responsabili". E alla domanda di Telese se Renzi che deve lanciare questo messaggio unitario, D'Alema conclude a Radio 24. "No, per l'amore del cielo. Sono i dirigenti attuali del Partito Democratico. Quelli che sono venuti dopo".

 

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