Calenda a Radio 24: “Non mi candido segretario né premier, Gentiloni ha più esperienza”
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Giovedì 28 Giugno 2018

"Io non posso candidarmi a fare il segretario di un partito che penso che vada superato, sarebbe da croce verde". Carlo Calenda (Pd), ex ministro dello Sviluppo economico, a 24Mattino di Luca Telese e Oscar Giannino su Radio 24, esclude una candidatura al congresso dem: "Anche perché", aggiunge, "la situazione è tale per cui non ce lo possiamo permettere. Uno può fare le lotte di potere quando c'è del potere da dividersi, ma se non c'è nessun potere da dividersi, le lotte di potere diventano un kindergarden, un asilo d'infanzia". Calenda vuole far parte del progetto per un Fronte repubblicano, dunque, ma non si candiderà neanche per palazzo Chigi: "Secondo me se oggi una persona di centrosinistra si candidasse, come stiamo messi oggi, a Palazzo Chigi verrebbe portato via da un'ambulanza per cui evito di fare questo passaggio!", ha detto Calenda a Radio 24. "Penso che il candidato premier più giusto sia Gentiloni perché è una persona che ha più esperienza di me, nel senso che ha una parte di esperienza parlamentare che io non ho proprio, ed è una persona che ha dimostrato di saper gestire una squadra come un vero allenatore".

 

"NON HO INTENZIONE DI FARE UN MIO PARTITO"


"Non ho intenzione di fare un mio partito, non ho intenzione di fare un partito contro il Pd. Quindi possono stare tranquillissimi da questo punto di vista. La mia idea è di raccogliere, non di dividere". Lo afferma Carlo Calenda (Pd), ex ministro dello Sviluppo economico, a 24Mattino di Luca Telese e Oscar Giannino a Radio 24. "Il Pd è diventato un po' come l'Europa, un posto in cui nessuno si fida dell'altro. Tutte queste reazioni sono reazioni di difesa perché il Pd si sta difendendo da se stesso, dall'incapacità di parlare alle persone". L'ex ministro spiega, poi, che la sua proposta di un fronte repubblicano: "presuppone che il Pd partecipi a costruire una lista che non sia il Pd, che vada oltre il Pd, attraendo forze sociali e civiche che si mobilitano nel territorio ma che nel Pd non ci pensano proprio a entrare, ricostruendo un rapporto perso con i cittadini." e conclude a Radio 24: "Dovremo dedicarci a questo, invece di dedicarci a quando sarà la data del Congresso, perché molto banalmente non frega nulla a nessuno".

 

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