Sakineh sarà  giustiziata presto Intanto la politica si divide
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Martedì 07 Settembre 2010

Sakineh Mohammadi Ashtianis, la donna iraniana condannata in Iran alla lapidazione per adulterio, potrebbe essere giustizia presto, subito dopo la fine del Ramadan, ovvero venerdì prossimo. Lo ha detto oggi l'avvocato della donna, Javid Houtan Kian. La sentenza può avvenire in "qualsiasi momento", ha aggiunto il legale. Anche il figlio della donna, Sajjad Qaderzadeh, 22 anni, ha espresso lo stesso timore nel corso di una conversazione telefonica con lo scrittore e filosofo francese Bernard-Henri Levy. Nella serata di ieri il ministro degli Esteri italiano Franco Frattini, parlando al Tg1 Rai, ha detto che "nessuna decisione è stata presa", per il momento, sulla sorte della donna. "Il nostro ambasciatore ha incontrato le autorità di Teheran" ha aggiunto Frattini, "ci hanno confermato" che per ora non è stata presa "nessuna decisione". "La lapidazione per ora non ci sarà".


L’EUROPA: MOBILITAZIONE. ROMPIAMO RAPPORTI DIPLOMATICI CON IRAN
Rompere i rapporti diplomatici con l'Iran, condannare il regime di Teheran, fare la massima pressione politica e diplomatica per salvare la vita di Sakineh Mohammadi Ashtiani: sono alcune delle proposte fatte dagli europarlamentari che hanno partecipato al dibattito d'urgenza avviato ieri in serata nella sessione plenaria di Strasburgo. Parole forti (in contrasto con le poche presenze in aula, ma questa purtroppo non è una novità). Tra gli interventi, particolarmente determinato quello della vicepresidente Roberta Angelilli (Pdl) che ha chiesto di ''avere il coraggio di rompere i rapporti diplomatici''. O polemici come quello di Francesco Speroni (Lega), che ha sottolineato come ''la barbarie'' della condanna per lapidazione dipende ''dall'applicazione fondamentalista della legge islamica, che qualcuno vorrebbe introdurre nella nostra Europa libera e democratica''. Rassegnato invece il conservatore britannico Charles Tannock: ''Invochiamo clemenza, ma non ho molta speranza''. Il rappresentante della Commissione Europea ha replicato assicurando che ''non ci limitiamo alle dichiarazioni pubbliche''.


FRATTINI: ROMPERE RELAZIONI DIPLOMATICHE NON UTILE
Rompere le relazioni diplomatiche con Teheran non sarebbe utile e anzi chiuderebbe il canale per dialogare con il regime degli ayatollah e convincerlo in caso di scelte come quella sulla grazia per Sakineh Mohammad Ashtiani. Lo ha detto Franco Frattini a Radio 24, bocciando così un'ipotesi affiorata a più riprese in queste settimane di mobilitazione internazionale a favore della donna di 43 anni che rischia la lapidazione per adulterio.
"Non possiamo immaginare di fare la politica estera in questa maniera. Le relazioni diplomatiche sono necessarie anche per ottenere le decisioni che vogliamo, ad esempio quella di graziare Sakineh e risparmiarle la vita. Sono decisioni che non si possono prendere sull'onda dell'emozione: lo ha detto la Santa Sede, lo hanno detto i governi occidentali". Il ministro degli Esteri italiano è tornato ad assicurare che le autorità iraniane non hanno preso alcuna decisione definitiva sulla donna: "Sull'esecuzione della lapidazione nulla è stato deciso"; e anzi ha ricordato che "all'interno del sistema iraniano, si è da tempo aperto un dibattito sulla praticabilità di un'esecuzione così brutale". E proprio per poter rinnovare direttamente all'interessato l'appello internazionale a favore di Sakineh, Frattini ha invitato in Italia il suo collega iraniano, Manouchehr Mottaki. "Se venisse a Roma, sarei ben lieto di incontrarlo. Ma appelli di tipo emozionale -ha ripetuto in conclusione- non servono per salvare la vita di Sakineh".