Vaccini, Burioni a Radio 24: “Dire che i vaccini causano l’autismo è come dire che la Terra è piatta”
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Martedì 04 Settembre 2018

"Il ministro Grillo parla di obbligo flessibile per le vaccinazioni? Un obbligo è un obbligo, altrimenti è come dire che sono favorevole alle tasse ma non ho l'obbligo di pagarle. E' importante che tutti i bambini che andranno a scuola siano vaccinati per il loro bene e quello dei loro amici". Così, il professor Roberto Burioni, a "Uno, nessuno, 100Milan" su Radio 24, commenta l'obbligo flessibile proposto dal ministro della sanità Giulia Grillo e dell'autocertificazione per iscrivere i figli a scuola. "Io frequento un club sportivo dove per entrare a nuotare non mi hanno chiesto un certificato medico, non un'autocertificazione, per attestare la mia salute. Quindi mi stupisce che si sia così severi su un posto deve si va a divertirsi, mentre lo si è meno in posto importante come la scuola. Se io giro con i pneumatici consumati non basta l'autocertificazione, la polizia stradale mi controlla perché posso essere un pericolo per me e per gli altri. Io dico una banalità che però è un fatto: i vaccini sono sicuri ed efficaci. E suoi fatti non si può discutere. I vaccini non causano l'autismo. E dire che i vaccini causano l'autismo è come dire che la Terra è piatta. Nel 2015 -continua Burioni, intervistato da Alessandro Milan - i dati dell'Organizzazione mondiale della sanità sul morbillo davano una copertura dell'Italia intorno 85%, pari a quella della Namibia, mentre il Ghana ci batteva con l'86%. Tra i paesi sviluppati l'Italia era l'ultima per copertura sul morbillo, e per questo da noi si deve parlare di obbligo, perché le percentuali di copertura stavano calando a un livello pericoloso. Io vorrei vivere in un paese dove l'obbligo non sia necessario? Certo, perché l'obbligo è un fallimento e perché significa non riuscire a comunicare alle persone una verità incontrovertibile". Infine Burioni smentisce una sua possibile candidatura in politica: "Mi avevano offerto una candidatura ma ho detto di no. Non ho alcuna intenzione di lasciare il mio lavoro, preferisco essere indipendente e ritengo già di fare politica perché sostenere la verità contro la bugia è diventata un'azione politica".

 

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