Oscar Farinetti a Radio 24: “Pace fiscale? Termine bellissimo ma sono contrario al condono puro”
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Martedì 18 Settembre 2018

"Il Governo propone la pace fiscale? E' un nome bellissimo, la pace già è un termine fantastico, in un linguaggio politico che parla solo di guerre, con termini terribili, parlare di pace è molto bello. Questo presuppone che prima ci fosse la guerra, in realtà il problema dei controlli fiscali e delle multe è veramente da realizzare in Italia, perché se da un lato abbiamo ottimi funzionari statali che conoscono molto bene le leggi, a volte però possono creare dei problemi molto grandi". Così Oscar Farinetti, patron di Eataly, a 'Uno, nessuno, 100Milan', su Radio 24. "Condono? Allora se si trattasse di condono puro sarei contrario. Il condono presuppone il perdono, io sono d'accordo a perdonare errori veniali, mentre sono assolutamente contrario a perdonare chi ha fatto del nero o chi ha evaso le tasse in maniera plateale. In certe zone d'Italia a volte ci danno dei ladri perché vendiamo il caffè a 1 euro, perché ci sono ancora dei posti dove costano 0,70 perché chi evade il 22% dell'Iva e paga in nero i propri lavoratori parte con un vantaggio mostruoso, e quindi quelle cose vanno colpite senza pietà. L'Iva è al 22%, pagare un lavoratore in nero significa risparmiare il 50%, quindi puoi vendere un caffè a 0.50 e hai lo stesso valore aggiunto di uno che è regolare e che lo vende a 1 o 1,10 euro, e poi ti becchi del ladro. Ecco, queste cose vanno colpite bene".

 

"PD? SERVE UN LEADER FORTE, POTENTE. CHI HO VOTATO ALLE ULTIME ELEZIONI? VOTO IL SOLITO DA ANNI"


"Quando un partito prende una scoppola come ha preso il Pd ci vuole del tempo a riprendersi, è lampante che per risalire bisogna trovare un leader bravo, potente, che metta insieme un po' tutte le voci. D'altra parte il Pd è un partito di varie voci". Così Oscar Farinetti, patron di Eataly, a Radio24 commenta il turbolento momento che sta attraversando il Pd. "E' Renzi questo leader? Non me ne intendo di partiti - continua Farinetti - ma è come nel calcio, a me piace guardare i goal più che discutere per ore sull'arbitro e sul calciomercato. Secondo me devono concentrarsi sui grandi problemi del Paese e ragionare su questi, cioè parlare di politica, di polis, non tanto di piccoli poteri interni, e utilizzare un linguaggio opposto a quello duro che viene usato molto da parte di persone del governo, dal tono indignato. Chi ho votato alle ultime elezioni? E' tanti anni che voto il solito, trovo che in politica ci sia molta meno biodiversità che nel cibo".

 

"LA COCA COLA STUDIA UN DRINK ALLA CANNABIS? POTREI VENDERLO. RIMPIANGO DI NON ESSERMI MAI FATTO UNA CANNA DA GIOVANE"


"La Coca Cola studia un drink alla cannabis? Se non fa male e non creasse dipendenza potrei anche venderlo, bisogna che la Coca Cola lo faccia senza coloranti e alle condizioni di salute giuste". Lo afferma, Oscar Farinetti, patron di Eataly, a 'Uno, nessuno, 100Milan', su Radio 24."Lo proverei? Sì, io la proverei, perché appartengo a una generazione in cui ero uno dei pochi, forse l'unico, della mia compagnia a non essersi mai fatto una canna. E mi spiace di non essermi mai fatto una canna da giovane, e ogni tanto dico a mia moglie: "ma se ci facessimo una canna? Non ce la siamo mai fatta. Quindi se ci fosse una Coca Cola alla marijuana magari la proverei per vedere gli effetti".

 

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