Il Presidente Nicolas Sarkozy: "Tassiamo le transizioni finanziarie"
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Martedì 21 Settembre 2010

Il capo di stato francese, in questi giorni nella Grande Mela in occasione del summit “Millenium goals” (un appuntamento che fa parte della 65esima assemblea generale delle Nazioni Unite), ha lanciato una nuova proposta, accolta con grande tiepidità. “Perché non dovremmo chiedere alla finanza di partecipare alla stabilizzazione del mondo? – ha affermato Nicolas Sarkozy -. Bisogna trovare delle nuove fonti di finanziamento per la lotta contro la povertà, per l’istruzione e per la risoluzione delle grandi pandemie sanitarie del pianeta” Il presidente francese ha detto che trovare forme innovative per reperire nuovi finanziamenti a sostegno dei paesi poveri, principalmente in materia di lotta contro i cambiamenti climatici, sarà una delle sue priorità durante la prossima presidenza del G20 e del G8. Sarkò ha anche annunciato che la Francia aumenterà del 20% il suo contributo al Fondo Mondiale di lotta contro l’Aids, la tubercolosi e la malaria, nel corso dei prossimi tre anni. “Noi non abbiamo il diritto di nasconderci dietro la crisi economica per fare di meno - ha sostenuto il presidente francese - Auspichiamo che l’insieme dei paesi sviluppati decida di fare di più e naturalmente di farlo prioritariamente per l’Africa”. Ma come hanno preso la proposta del Presidente le altre nazioni? L'idea di una tassa universale da applicare a tutte le transizioni finanziarie però non piace agli Stati Uniti, alla Gran Bretagna, alla Svezia, a molti paesi asiatici, al Canada e al'Australia. Sono d'accordo invece con Sarkozy la Germania, la Spagna, il Brasile e la Norvegia. Oltre alla tassazione delle transazioni finanziarie, i finanziamenti innovativi potrebbero includere una tassa sui biglietti aerei, già attuata dalla Francia, o delle tasse sul turismo, su internet, sulla telefonia mobile. Un documento di sintesi dovrà essere votato dagli stati membri delle Nazioni Unite, al termine del vertice Onu a New York. Secondo il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon, mancano circa 26 miliardi di dollari per raggiungere gli Obiettivi del Millennio, rispetto alle promesse iniziali.