Buffagni su Radio 24 “Perplessità sul reddito di cittadinanza? Ce ne faremo una ragione”
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Mercoledì 06 Marzo 2019

"I governatori hanno perplessità sul reddito di cittadinanza? Ce ne faremo una ragione, dormiremo lo stesso stanotte anche perché il paese ha ben altri problemi rispetto alle perplessità di tre presidenti di regione. E' un'occasione per il paese ed era nel programma elettorale di tutte le forze politiche, comprese quelle che oggi urlano contro il provvedimento. I soldi per i centri dell'impiego e i navigator sono stati stanziati, sono in bilancio, ma mi rendo conto che in questo paese è più semplice criticare che fare le cose". Lo ha detto Stefano Buffagni, sottosegretario agli Affari regionali, a 24Mattino su Radio 24 con Maria Latella e Oscar Giannino. "I centri per l'impiego hanno già in dote 8.000 persone che lavorano al loro interno – ha aggiunto Buffagni - queste strutture non funzionano da anni perché regioni e governi precedenti non hanno fatto abbastanza e quindi stiamo dicendo: iniziamo a far lavorare tutti, c'è l'esigenza di aumentare la produttività ed efficienza, già il fatto che si parta è una buon inizio".

 

"CON GIORGETTI NON LITIGHIAMO, RICONFERMIAMO TUTTI GLI AD DELLE SOCIETÀ QUOTATE"


"Con Giorgetti non litighiamo quasi mai, discutiamo ma siamo abbastanza rapidi, dopodiché si inserisce una serie di pressioni a latere che rallentano un po' tutto." Lo dice il sottosegretario agli Affari regionali Stefano Buffagni, del Movimento cinque stelle, a 24Mattino su Radio 24 con Maria Latella e Oscar Giannino. Rispondendo ad una domanda sulle nomine, di cui Buffagni è il responsabile pentastellato, insieme al leghista Giancarlo Giorgetti, l'esponente di governo ha aggiunto: "Quello che abbiamo fatto e faremo anche sulle società quotate è guardare i risultati: l'amministratore delegato è stato bravo, ha portato dividendi, ha fatto gli interessi del paese, è credibile sul mercato? Se sì lo riconfermiamo. E infatti li riconfermiamo tutti." Buffagni poi ha aggiunto: "Le assicuro che non c'è la fila di Ronaldo e Messi fuori dalla porta. Cioè di fuoriclasse non è che è pieno il paese, e anche su questo dovremo fare una riflessione."

 

"SE IL PD PORTA AVANTI UN PROGETTO DI LEGGE SUL SALARIO MINIMO NOI LO VOTIAMO"

 

"Siamo una Repubblica parlamentare, quindi, se sul salario minimo il Pd vuole in Parlamentare portare un disegno di legge che vada in quella direzione, noi votiamo in Parlamento". Lo afferma il sottosegretario agli Affari regionali Stefano Buffagni, del Movimento cinque stelle, a 24Mattino su Radio 24 con Maria Latella e Oscar Giannino.

 

"SONO SICURO CHE LA TAV RESTERÀ FERMA PER ALTRI ANNI"

 

"Sono sicuro, sicuro, sicuro che questa roba resterà ferma per altri anni". Lo ha detto il sottosegretario agli Affari regionali Stefano Buffagni, del Movimento cinque stelle, a 24Mattino su Radio 24 con Maria Latella e Oscar Giannino. "C'è un parlamento che credo che sia rappresentativo della volontà dei cittadini che farà le valutazioni. La tav sembra la panacea di tutti i mali delle infrastrutture, ma è ferma da anni – ha aggiunto l'esponente di governo – e se anche qualcuno avesse mai dato l'ok anche un anno fa a questa roba, oggi non si sarebbe mosso niente."

 

"C'È UN RACCONTO MEDIATICO CHE DESCRIVE LA LEGA FATTA DI FENOMENI E I 5 STELLE COME QUELLI CHE SBAGLIANO"


"La gente ci ha votato per cambiare, e questo dovremmo fare, è altresì vero che siamo al governo in due e una forza politica sembra fatta di fenomeni mentre un'altra è quella che sbaglia sempre quando i provvedimenti vengono fatti insieme. Faccio una riflessione: se c'è un racconto mediatico per cui quota 100 è una buona riforma, bravo Salvini che aiuti le persone, però questo mette i conti del paese a rischio per colpa dei 5 stelle, allora è un racconto che dà un messaggio distorto. O un provvedimento è buono e allora il governo ha fatto bene, oppure è pessimo ed è giusto criticarlo." Così Stefano Buffagni, sottosegretario agli Affari regionali, a 24Mattino su Radio 24 con Maria Latella e Oscar Giannino. Alla domanda sul motivo di questo trattamento da parte della stampa da lui denunciato, Buffagni ha risposto: "Noi abbiamo aperto un po' troppi fronti, abbiamo tagliato i soldi all'informazione, abbiamo aumentato le tasse sulle banche".

 

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