Siri a Radio 24: “Commissario Infrastrutture ci eviterebbe via crucis infinita”
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Lunedì 11 Marzo 2019

Nominare un commissario per le Infrastrutture "è una soluzione che ci evita di incagliarci nelle paludi delle procedure e di una via crucis infinita". Lo ha detto il sottosegretario alle Infrastrutture Armando Siri della Lega a 24Mattino di Maria Latella e Oscar Giannino su Radio 24. Rispondendo a una domanda su un possibile accordo all'interno del governo sulla proposta di accelerare le procedure degli appalti e nominare un commissario alle grandi opere, il sottosegretario leghista ha aggiunto: "Io posso parlare per la mia parte politica, ne dovremo parlare naturalmente con i nostri partner di governo. Secondo me è una soluzione sensata, di buon senso." – conclude Siri a Radio 24 - "Se i nostri competitors nel mondo ci mettono 24 ore nella filiera decisionale, noi ci mettiamo 24 anni. Capite che siamo già fuori da qualsiasi tipo di competizione".

 

"LA FLAT TAX È NEL CONTRATTO E SI FA. SE NON SI FA GOVERNO IN DISCUSSIONE"

 

"Siccome nel contratto di governo c'è la flat tax, si fa la flat tax. Sennò il governo può essere in discussione". Cosi il sottosegretario alle Infrastrutture Armando Siri della Lega a 24Mattino di Maria Latella e Oscar Giannino su Radio 24. Rispondendo a una domanda su un possibile crisi di governo dopo le elezioni Europee, l'esponente di governo ha spiegato: "Se non si fa la flat tax allora sì che possiamo aprire una bella discussione, e se non siamo d'accordo allora vuol dire che si viene meno ai patti del contratto. Allora a quel punto il governo può essere in discussione".

 

"STATI UNITI PARTENER PRIVILEGIATI, QUESTO NON ESCLUDE RICERCA OPPORTUNITÀ CON LA CINA"

 

"L'Italia è all'interno dell'alveo dell'Occidente dove gli Stati Uniti sono partner privilegiati. E' evidente che se dobbiamo fare delle scelte le facciamo in quella direzione." Lo afferma il sottosegretario al ministero dei Trasporti, Armando Siri, a 24Mattino di Maria Latella e Oscar Giannino su Radio 24. "Questo non esclude – ha aggiunto l'esponente leghista - che se ci sono delle opportunità e degli spazi per collaborare lo si può fare. Questo non vuol dire fare delle scelte di campo". E sul rischio che l'accordo possa portare il nostro Paese a sostenere la Cina nel contesto internazionale, Siri ha detto: "l'Italia non voterà mai situazioni o condizioni che mettono in discussione i diritti umani".

 

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