Elezioni Brasile, la "delfina" Rousseff costretta al ballottaggio contro José Serra
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Lunedì 04 Ottobre 2010

Ieri il Brasile ha votato e lei, data vincente da tutti i sondaggi della vigilia, non sembra essere riuscita a superare il 50% dei voti validi necessari per vincere al primo turno. Con poco più dell’80% dei voti scrutinati, quando in Italia era l'una e mezza, Dilma era ferma al 45,5%, troppo poco per arrivare ai 65 milioni di voti necessari anche se mancava all'appello una parte consistente dell'elettorato del Nord-est, bacino molto forte della Rousseff. Una giornata al cardiopalma, con i supporter di Dilma già pronti a festeggiare e quelli del suo principale avversario, l'ex governatore di San Paolo José Serra del Partido da Social Democracia Brasileira (PSDB) che pregavano di arrivare al secondo turno. Le cose sembravano fatte per la delfina di Lula quando, sui siti vicini al PT un minuto dopo la chiusura dei seggi, alle 23 italiane, un exit poll dell'Ibope le dava il 55%. Il problema è che si trattava di un exit poll ufficioso. Difficile che Serra riesca a coronare il sogno di diventare presidente del Brasile, perché l'elettorato della Marina Silva è più vicino al centro sinistra di Dilma e del PT che al centrodestra che appoggia l'ex governatore di San Paolo. Il discorso per la successione di Lula, dunque, sarebbe a questo punto solo rimandato. Di certo se nei giorni scorsi l'opposizione aveva cavalcato l'uso “improprio” della macchina elettorale da parte del PT, c'è da scommettere che gli attacchi a Dilma continueranno da qui al 31 ottobre quando, finalmente, il successore di Lula sarà certo. Quasi sicuramente sarà la Dilma ma sarà bene non tenere troppo in conto sondaggi ed exit poll.

 

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