Cina, vietato l'uso dell'inglese da parte dei media
Stampa
Giovedì 23 Dicembre 2010

La Cina si chiude alle parole inglesi. Un ente governativo cinese ha infatti reso noto che la stampa del paese non dovrà più usare parole di origine straniera, inglese soprattutto, per evitare la “contaminazione” della lingua e per preservarne quindi la “purezza” del mandarino. L’istituzione ha così reso noto che tutte quelle aziende che violeranno tale provvedimento saranno soggette a sanzioni, senza però specificarne il tipo. L’uso di parole di origine anglosassone è ammessa solo quando strettamente necessario e se seguita da una esaustiva spiegazione in cinese. L’inglese sarà vietato sulla stampa cinese. Come si legge sul documento, l’uso di termini inglesi o di neologismi poco chiari “mina seriamente la purezza della lingua scritta e parlata cinese“, pertanto il governo di Beijing ha così deciso il divieto di utilizzare parole straniere che vanno così a contaminare la lingua. Nel documento si legge anche che qualora le aziende dovessero decidere di non rispettare tale norma, potranno venire incontro a delle sanzioni che però non sono specificate. L’Amministrazione Generale per la Stampa ha comunque lasciato la possibilità di poter utilizzare parole e neologismi stranieri purché questi siano accompagnati da un’accurata traduzione in cinese; pertanto l’uso di parole come “cool” o “pil” saranno bandite dalla carta stampata cinese.