Colpa della crisi: ogni minuto 100 poveri in più
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Venerdì 25 Settembre 2009

La crisi economica trascina nella povertà 100 nuove persone ogni minuto. E' la denuncia di Oxfam International e Ucodep nel giorno di apertura del G20. "Ogni sessanta secondi, cento persone affondano nella povertà e sono costrette a vivere con meno di 1,25 dollari al giorno", sottolinea Elisa Bacciotti, portavoce delle due ong. "E' come se ogni minuto partisse un vagone carico di passeggeri, destinati a terminare il loro viaggio in una terra dove l'unica speranza è sopravvivere. Questi passeggeri non hanno scelto di salire a bordo e sono vittime di una sorta di deportazione invisibile. Solo le nazioni più potenti, riunite oggi a Pittsburgh, sono in grado di fermarla".
I paesi del G20, ricordano Oxfam e Ucodep, ad oggi non hanno stanziato nemmeno la metà dei 50 miliardi di dollari promessi ai paesi poveri lo scorso aprile a Londra. "Gli attuali livelli di aiuto pubblico allo sviluppo non sono sufficienti per mantenere lo status quo. Figuriamoci per ridurre la povertà in un periodo di crisi economica e cambiamenti climatici, con i prezzi alimentari che rimangono alti in molti paesi poveri", spiega Max Lawson, portavoce di Oxfam International. "Per questo chiediamo al G20 di agire rapidamente per proteggere i paesi più vulnerabili".
Secondo l'analisi delle due organizzazioni, i segnali della ripresa economica non hanno raggiunto i paesi più poveri, che soffrono più degli altri per il crollo dell'economia mondiale. I governi dell'Africa sub-sahariana perderanno quest'anno 70 miliardi di dollari per effetto della crisi globale e, in assenza di aiuti esterni, saranno costretti a tagliare i fondi destinati a scuole, ospedali e altri programmi sociali.
La 'ricetta' di Oxfam e Ucodep prevede un pacchetto di misure da 290 miliardi di dollari, che permetterebbe di risollevare le economie in via di sviluppo senza costi aggiuntivi per il contribuente; poi moratoria del debito, stretta sui paradisi fiscali, Tobin Tax sulle transazioni valutarie delle banche che, da sola, potrebbe fruttare 50 miliardi di dollari. Una somma con la quale i banchieri, corresponsabili del crollo globale pagherebbero il loro bonus ai poveri del mondo. Oxfam e Ucodep chiedono infine di stanziare nuovi fondi per aiutare i paesi poveri a fronteggiare i cambiamenti climatici: necessari 50 miliardi di dollari l'anno per aiutare i paesi poveri ad adattarsi agli effetti dei cambiamenti climatici e altri 100 miliardi di dollari affinché possano controllare le loro emissioni di CO2.