Nel 2050 2,3 miliardi di bocche da sfamare in più
PDF Stampa
Lunedì 28 Settembre 2009

Per sfamare i 2,3 miliardi di esseri umani in più che abiteranno il pianeta nel 2050 sarà necessario il 70% di cibo in più di quello che produciamo oggi. A dirlo è la Fao, che avverte anche che “la crescita della produttività agricola andrà accompagnata dalla lotta ai problemi della povertà e della fame, usando in maniera più efficiente le scarse risorse naturali e adattandosi al cambiamento climatico".
Il rapporto della Fao che spiega quali saranno le gigantesche sfide che il genere umano si troverà ad affrontare nei prossimi decenni e stato pubblicato in preparazione del Forum di esperti di alto livello 'Come nutrire il mondo nel 2050', che si terrà a Roma il 12 e 13 ottobre 2009 e che preparerà il terreno per il vertice mondiale sulla sicurezza alimentare, che si terrà sempre a Roma a metà novembre.
Il vice-direttore generale della Fao, l'egiziano Hafez Ghanem, si è detto “cautamente ottimista riguardo le possibilità del mondo di produrre cibo a sufficienza per nutrire la popolazione mondiale nel 2050. Riuscire a sfamare tutti per quella data non sarà così automatico e bisognerà affrontare numerose sfide". C'è la necessità "di un'adeguata struttura socio-economica- avverte- al fine di affrontare gli squilibri e le disuguaglianze esistenti, di assicurare che ogni essere umano nel mondo abbia accesso al cibo di cui ha bisogno e che la produzione alimentare sia realizzata in modo da ridurre la povertà, tenendo al tempo stesso conto dei limiti imposti dalle risorse naturali". Le stime a livello globale "mostrano che oltre agli investimenti previsti saranno necessari cospicui investimenti ulteriori per garantire l'accesso al cibo - segnala Ghanem - altrimenti circa 370 milioni di persone, quasi il 5% della popolazione dei paesi in via di sviluppo, potrebbero ancora soffrire la fame nel 2050”.
Secondo l'Onu nel 2050 la popolazione mondiale salirà dagli attuali 6,8 miliardi a 9,1 miliardi, un terzo in più di bocche da sfamare con esigenze probabilmente accresciute. Una crescita che riguarderà essenzialmente i paesi in via di sviluppo. L’aumento maggiore si dovrebbe registrare nell’Africa subsahariana che dovrebbe raggiungere i 910 milioni di persone (più 108%), mentre Asia orientale e sud-orientale rallenteranno la corsa verso l’alto, fermandosi a 228 milioni di persone in più (+11%). Nel 2050 circa il 70% della popolazione mondiale vivrà nelle città e nelle aree urbane, rispetto all'attuale 49% e probabilmente il costo del cibo continuerà ad aumentare, sia come conseguenza dell'aumento della popolazione che dell'innalzamento dei redditi.