Obama peggio di Bush: evita il Dalai Lama
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Martedì 06 Ottobre 2009

Per una volta quel vecchio antipatico George W. Bush (ma persino suo padre, George Bush Senior) ha fatto meglio del carismatico Barack Obama. A Washington infatti oggi arriva il Dalai Lama, per una visita di una settimana durante la quale incontrerà i parlamentari degli USA. Nell’agenda dell’instancabile leader spirituale del Tibet, purtroppo però manca l’incontro con il Presidente degli Stati Uniti d’America. Si tenga conto che sin dal 1991, anno del primo faccia a faccia con George Bush senior, tutti i presidenti americani non hanno fatto problemi ad incontrare il Dalai Lama.
Il motivo? Sarebbe tutta una questione di realpolitik: già un mese fa infatti delegati di Obama erano andati dal Dalai Lama nella sua residenza in esilio in India per confermare che Mr President non lo avrebbe incontrato se non dopo il suo viaggio a Pechino, il primo in Cina, previsto a novembre.
Per spiegare le motivazioni che hanno indotto il Presidente Usa a non incontrare il Dalai Lama fonti dell'amministrazione di Obama hanno riferito al Washington Post che gli Stati Uniti hanno intenzione di collaborare con la Cina coinvolgendola nel dialogo sulla minaccia nucleare della Corea del Nord e dell'Iran e per queste motivazioni non vogliono irritare Pechino.
Ma nonostante le spiegazioni del governo Usa, gli attivisti non hanno mancato di far sentire la loro voce: ''Cosa devono pensare un monaco o una suora buddhista rinchiusi nella prigione di Drapchi nell'apprendere che Obama non riceve il leader spirituale tibetano?'', ha detto Frank Wolf, deputato repubblicano e critico esplicito della Cina per ciò che concerne i diritti umani.
''E' fuorilegge anche tenere un quadro del Dalai Lama. Mi sembra quasi di sentire le parole delle guardie cinesi quando dicono che negli Stati Uniti nessuno si preoccupa di noi'', ha detto il primo ministro tibetano in esilio Samdhong Rinpoche accusando gli Stati Uniti e altre nazioni occidentali di ''passività' nei confronti della Cina, considerata la crescita del suo peso economico.
Obama, che ha incontrato il Dalai Lama quando era un senatore degli Stati Uniti, ha sempre cercato di avere un rapporto più ampio con la Cina, che è il più grande detentore del debito degli Stati Uniti.
Giovedì scorso intanto il Segretario di Stato Usa Hillary Clinton ha nominato un coordinatore per il Tibet, Maria Otero, che avrà il compito di promuovere il dialogo tra i rappresentanti della Cina e il leader spirituale del Tibet. Secondo quanto riferito dal Dipartimento di Stato, il sottosegretario per la Democrazia e gli Affari Globali, Otero, sarà anche coordinatore speciale della amministrazione di Obama per le questioni tibetane.
Tornando alla visita di Washington, il Dalai Lama incontrerà i leader del Congresso compresa la portavoce della Camera Nancy Pelosi, sostenitrice della causa tibetana. Era stata prevista anche la consegna di un premio ad un gruppo di cinesi che si sono distinti per aver cercato di instaurare rapporti con i tibetani, ma gli organizzatori hanno evitato di rendere noti i loro nomi per motivi di incolumità personale.
Kate Saunders, direttore delle comunicazioni della Campagna Internazionale per il Tibet, che lavora a stretto contatto con il Dalai Lama, ha detto che il leader tibetano ha voluto ''mostrare il suo impegno a favore della Cina'' ed ha aggiunto che ''si tratta di una visita importante per rinnovare i rapporti con i leader del Congresso e parlare con l'organizzazione in un momento così critico per il Tibet''.