Bin Laden non era nascosto in una grotta in Afghanistan
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Lunedì 02 Maggio 2011

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Alzi la mano, oggi, chi pensava che la Cia credesse davvero che Obama Bin Laden fosse nascosto davvero in una qualche grotta tra le montagne dell’Afghanistan. Alzi la mano chi pensava che i servizi segreti statunitensi non davano per scontato che il leader di Al Qaeda – ammesso e non concesso fosse ancora vivo – non fosse piuttosto in Pakistan, magari protetto dai servizi segreti deviati pakistani, in una grande città.

In città importanti e non in un buco nella roccia se ne stavano tutti i principali leader terroristici che gli americani sono riusciti a catturare o a uccidere dall’11 settembre 2001 in poi. A Karachi, a Rawalpindi, non in un crepaccio di una montagna senza nome nel deserto dell’Afghanistan, terra da capre smunte, senza collegamenti con l’esterno.

Ma la Cia aveva messo gli occhi su Osama Bin Laden già dallo scorso mese di agosto, aspettando di potergli mettere le mani addosso. E quando ha potuto chiudere le maglie di una rete da cui fosse impossibile sfuggire, ha fatto partire il blitz. E la trappola, nella cittadina pakistana di Abbotabad, è scattata all’improvviso. Non lasciando scampo al simbolo per antonomasia del terrore per l’intero mondo occidentale.