In Europa i poveri sono ottanta milioni
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Sabato 17 Ottobre 2009

Oggi, in occasione della Giornata internazionale contro la povertà, sono molte le voci che si levano da tutta Europa per un'azione concreta contro una situazione di mancanza che affligge oltre 80 milioni di persone nell'Unione europea, una delle aree più ricche del mondo. Vladimir Épidla, commissario europeo agli Affari sociali, ricorda - parlando in occasione dell'ottava Tavola rotonda sulla lotta alla povertà, tenutasi nei due giorni scorsi a Stoccolma - come in tempi di crisi siano i più deboli quelli che pagano il prezzo più alto: perdita del lavoro, difficoltà nel saldare i debiti, difficile accesso al credito. Fattori che possono portare migliaia di persone a entrare nel ciclo della povertà. Èpidla ha inoltre ricordato che il 2010 sarà l'Anno europeo per la lotta contro la povertà e l'esclusione sociale: un'occasione per reintegrare a pieno titolo le persone in stato di povertà al centro della società.

Diverse ong e network europei hanno lanciato appelli e comunicati in occasione della giornata internazionale di mobilitazione. Enar, la rete antirazzista europea, ha messo l'accento sulla situazione di povertà cronica in cui in molti casi sono segregate le minoranze etniche. Per Enar è necessaria un'azione urgente a loro favore che si basi su una raccolta capillare di dati per capire qual è la reale situazione di queste minoranze e soprattutto quali ostacoli li tengono esclusi e in stato di privazione.

Erio, ufficio europeo d'informazione sui Rom, segue la stessa linea: la situazione di povertà della minoranza rom e sinta in Europa dev'essere risolta urgentemente, per prevenire che questa comunità sprofondi ancora di più nell'esclusione a causa della crisi economica. Erio chiede un approccio integrato e che prevede azioni in tutte le aree rilevanti per l'inclusione sociale dei rom: educazione, lavoro, alloggio e salute.

Per Age, organizzazione che raccoglie le ong della terza età, si rivolge ai governi dei 27, chiedendo che venga stabilita una pensione minima garantita (e indicizzata in base agli aumenti del salario medio) ovunque in Europa, e rigettando l'idea che tale supporto disincentivi la permanenza degli anziani sul lavoro: per Age, il basso numero di anziani ancora attivi e' dovuto ad altri fattori, quali la discriminazione basata sull'età, problemi di salute e mobilità o altre questioni famigliari. Eurochild, organizzazione dedicata all'infanzia, si appella affinché l'Europa diventi ancora più presente per sottrarre i quasi venti milioni di bambini europei (uno su cinque) dalla morsa della povertà.

Per Eurochild va creato un legame chiaro e forte tra lotta alla povertà e diritti dei minori.

 

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