Karzai e il ballottaggio? Convinto da Kerry
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Mercoledì 21 Ottobre 2009

È stata considerata una “grande vittoria” del presidente Obama la decisione di Hamid Karzai di accettare l’esito delle elezioni e il ballottaggio conseguente al riconteggio dei voti fatta la spunta delle schede su cui gravava il peso dei brogli. Più che un successo è un sospiro di sollievo, anche perché altrimenti l’intero carrozzone della democrazia afgana imposta dagli occidentali avrebbe preso una brutta china. Oggi però spunta il nome del vero “vincitore” di questo braccio di ferro psicologico. Che sarebbe il senatore americano John Kerry, che ha preso a braccetto Karzai e non l’ha mollato fino a che non l’ha fatto ragionare.
Ci sono volute ben 20 ore di estenuanti colloqui, distribuite nell'arco di quattro giorni, per far accettare al presidente afgano Hamid Karzai i risultati definitivi del primo turno delle elezioni presidenziali del 20 agosto scorso, che gli attribuiscono il 49,67 per cento dei voti e lo costringono ora ad affrontare il ballottaggio con il rivale Abdullah Abdullah, dopo che era stato inizialmente indicato come vincitore con il 54 per cento dei voti. Come rivela oggi in un retroscena il Washington Post, il senatore americano John Kerry - influente presidente della Commissione esteri del Senato Usa recatosi a Kabul per persuadere Karzai ad accettare il riconteggio dei voti - è stato tenuto sulle corde fino all'ultimo dal presidente afgano.
"Mentre il mondo aspettava" l'annuncio dell'accettazione del ballottaggio, "Karzai e Kerry hanno fatto una lunga passeggiata" insieme e "hanno visitato la moschea presidenziale", con il presidente afgano che ripeteva insistentemente "la sua convinzione di essere stato defraudato di una vittoria legittima". "Abbiamo parlato di un sacco di cose", ha poi raccontato Kerry. Ma alla fine, alle 16.30, un Karzai poco sorridente si è presentato davanti alle telecamere e ai giornalisti in attesa per annunciare di aver accettato il ballottaggio in programma per il 7 novembre.
Il riconteggio dei voti ha portato all'accertamento dei brogli denunciati dal rivale Abdullah e al conseguente annullamento di oltre un milione di schede. Karzai ha accettato il risultato definitivo dopo aver subito forti pressioni dall'amministrazione Usa e dagli altri Paesi occidentali. Tutti i leader mondiali, da Obama a Gordon Brown, da Nicolas Sarkozy ad Angela Merkel fino a Silvio Berlusconi, hanno riconosciuto l'importanza del gesto di Karzai, che resta comunque il grande favorito nella vittoria del ballottaggio.

 

UNA TELEFONATA TRA ABDULLAH E KARZAI
Deposte le armi in attesa del ballottaggio, i due sfidanti per le presidenziali afghane sono tornati a parlarsi. Abdullah Abdullah ha telefonato ad Hamid Karzai ed il contatto tra i due è il primo in un mese di acceso contenzioso sul risultato elettorale. E' stato lo stesso ex ministro degli Esteri, sfidante del presidente uscente nel ballottaggio del 7 novembre, a rivelare di aver chiamato Karzai martedì sera, dopo l'annuncio della data per il secondo turno fissata dalla Commissione elettorale indipendente, e di averlo ringraziato di "aver accettato il risultato elettorale" e la nuova sfida elettorale.