Berlusconi in Russia Focus su gas, auto e aerei
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Giovedì 22 Ottobre 2009

La visita continua ad essere considerata "privata" da palazzo Chigi anche se prende sempre più forma l'intensa agenda che prevede approfondimenti su molti questioni dei rapporti industriali bilaterali fra i due Paesi e non si esclude che su alcuni punti, sui quali ancora non c'è chiarezza, in questa tre giorni berlusconiana in terra russa si facciano dei consistenti passi avanti. La prima questione che sarà affrontata questa mattina è quella spinosissima del gas e dei gasdotti fra i produttori euro-asiatici ed i consumatori del vecchio continente. Si parlerà in particolare di South Stream in una teleconferenza fra Putin, Berlusconi ed il turco Recep Tayyp Erdogan, coinvolto nella partita nell'agosto scorso. Il gasdotto è una jv fra il colosso russo Gazprom ed Eni. Per l'avvio del progetto e, un anno dopo circa, dei lavori si attende di definire importantissime questioni decisive per dar corpo alle ingenti somme da investire, cifre che oscillano fra i 19 ed i 24 miliardi di euro. Ma chi e con quali quote commercializzerà il gas nei vari Paesi terminali del gasdotto? Questo è il vero business ed è ancora tutto da chiarire. Un aiuto potrebbe venire dall'altro gasdotto che, con un piano di progettazione più avanzato, la Russia e Gazprom stanno realizzando con l'Europa: si tratta del Nord Stream, che non riguarda l'Italia e che coinvolge managerialmente l'ex cancelliere tedesco Gerard Schroeder. Il tedesco è il convitato di pietra dell'odierno meeting russo e non si è ancora riusciti a capire se sarà, magari solo in teleconferenza, della partita. Il problema è che Nord Stream è sì in stato di progettazione più avanzata di South Stream, ma ha anche problemi di investimenti, visto che i costi pare siano in lievitazione. Potrebbe quindi esserci la richiesta di coinvolgimento di altre aziende: bisognerà vedere se c'è una contropartita anche qui in possibilità di commercializzazione. E' il business del momento, ma che coinvolge delicatissimi interessi politici, prova ne sia che l'Unione europea da anni litiga sul tema, all'ordine del giorno praticamente di ogni Consiglio europeo, senza venire a capo di nulla. La posizione italiana nel continente è debolissima ed isolata, osteggiata anche da un terzo osservatore esterno: gli Stati Uniti. Ma la nostra politica finora si è fatta forte di una alleanza di ferro con la Russia. Alleanza che in queste ore potrebbe ulteriormente rafforzarsi, causando però ulteriori problemi sugli altri fronti internazionali della nostra diplomazia. Il consigliere per gli Affari esteri di Berlusconi, Valentino Valentini, l'unica persona che il Cavaliere si sia portato in Russia tagliando fuori tutto il resto dello staff di palazzo Chigi e del governo, ha però nella borsa anche altri due dossier: quello delle auto e quello degli aerei. Oggi Putin e Berlusconi vedranno, probabilmente a pranzo, il management di tre aziende russe: la Sollers, la Kamaz e la Sukhoi. Le prime due hanno jv ed affari con la Fiat e con la sua controllata americana Cnh. Per la casa torinese con la prima si tratta di produrre in Russia e commercializzare automobili, è una collaborazione antica che va però ridefinita anche alla luce delle nuove alleanze e strategie internazionali. Con la seconda si tratta di perfezionare e superare i problemi tecnici per una jv di produzione di trattori e mezzi agricoli. L'ultimo dossier è quello aereo: Alenia Aeronautica, del gruppo Finmeccanica, e la Sukhoi hanno definito una jv per la produzione e la commercializzazione di un nuovo jet per il trasporto regionale, il Superjet 100. Si tratta di rendere ora operativo il progetto. Ma Finmeccanica potrebbe essere coinvolta anche in altri progetti e ieri sera con il sindaco di san Pietroburgo Valentina Matvienko, in una saletta dell'aeroporto della città, si è parlato anche di un progetto di jv per la produzione di tram leggeri nell'incantevole capitale d'inverno dell'impero russo. Pare curioso che, visti gli aspetti tecnici e specifici dei vari dossier, non ci siano i rappresentanti delle aziende italiane e che la visita continui ad essere definita "privata". Su questo si sono concentrate oggi le critiche dei principali quotidiani italiani tutti concordi nel definire una anomalia, se non una assurdità, la cosa. Per farlo hanno anche dato voce ad esponenti politici dell'opposizione per i quali è stato facile criticare l'organizzazione dell'evento. Il vice presidente dei senatori del Pd Luigi Zanda la definisce "stravagante" e critica il fatto che il "Paese ed il Parlamento siano tenuti all'oscuro dell'oggetto specifico di questa visita". Vedremo come evolverà la situazione oggi e domani mattina, quando la visita terminerà e Berlusconi dovrebbe fare rientro in patria.