Italiani in Polonia: il boom edilizio. Ultima tappa del nostro viaggio a ritroso nel tempo
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Lunedì 02 Aprile 2012

COME E` CAMBIATA VARSAVIA ATTRAVERSO GLI OCCHI DI UN ITALIANO

di Riccardo Paparo
Collaborazione: Danilo Ferraris e Aleksandra Bednarska-Paparo

 


VITA IN POLONIA: PRIMA PARTE
VITA IN POLONIA: SECONDA PARTE
VITA IN POLONIA: TERZA PARTE

 

 

Siamo giunti all’ultima puntata, attraverso gli anni e lo spazio, in terra polacca e più precisamente a Varsavia. Tra i quartieri, i  centri commerciali o dal meccanico, ci conduce, ancora una volta, il nostro capitano, Danilo Ferraris.

 

VARSAVIA: UNA CITTA', UNA METROPOLI

Dall’anno 1977 il volto della città di Varsavia è cambiato notevolmente. Questo sviluppo si è verificato soprattutto in maniera longitudinale, nel senso ad est e ovest del fiume Vistola.

Peculiare, il modo in cui è cresciuta la capitale polacca rispetto ad altre città europee attraversate da importanti e grandi fiumi.

A Varsavia sono sorte numerosi zone residenziali negli ultimi decenni, in prevalenza a sud; per citare alcuni esempi, Kabaty e Ursynów.

Se confrontiamo la realtà della fine anni Settanta, questi quartieri sono nati in aree che erano occupate da sterpaglia e campi incolti.

Questo per far fronte a una copiosa e insostenibile richiesta, in seguito poi ad una costruzione febbrile, e per soddisfare tanta richiesta ed esigenza di posti letto, in poco tempo.

polonia-blocchiDi conseguenza, sono stati costruiti tanti edifici cosidetti “alveari” (un esempio nella foto qui a destra), veri e propri blocchi di cemento, tanto da far nominare, in particolar modo, la zona di Ursynów, quartiere dormitorio.

Si possono notare, frutto di una costruzione senza una direzione precisa, tanti quartieri senza una personalità, una caratteristica nella struttura o nella cromaticità. Tutti sono uguali, grigi e spenti.

 

Negli anni Novanta, con la fine del comunismo e il  boom edilizio, il benessere che ha raggiunto queste zone ha fatto sì che diventassero tra le più ricercate e care di tutta Varsavia.

Varsavia-CanalettoParlando del centro storico invece, duramente colpito dai bombardamenti nella Secondo Guerra mondiale, è stato ricostruito fedelmente negli anni Ottanta, utilizzando i vari dipinti del pittore veneziano Giovanni Antonio Canal detto Canaletto (nella foto qui a sinistra).

Il centro allora comincia a svuotarsi dai cittadini privati per far posto ad uffici, negozi per turisti, locali, ristoranti e alberghi per il pernottamento dei viaggiatori.

Entrando nel tema trasporti cittadini, la metropolitana è stata inaugurata nel 1995. Da notare: Varsavia è stata una delle ultime capitali europee ad avere questo tipo di comunicazione ed è in fase di costruzione proprio in questo ultimo periodo la seconda linea che collegherà le due sponde della città.

 

Un analisi da parte di Danilo Ferraris: “Ogni zona, ogni quartiere ha uno stile diverso... non mi sembra di vedere un disegno o piano preciso nel complesso, sempre parlando a livello architettonico. Uniformare questo sviluppo forse non era possibile. Ma si costruisce senza ordine preciso,  senza contare il fatto del rilascio dei permessi dovunque e a chiunque” .

 

zlote-tarasyIn concomitanza sono sorti giganteschi e avveneristici centri commerciali, l’ultimo in ordine cronologico (nella foto a destra) lo Złote Tarasy (Terrazze d’oro), che fa compagnia al palazzo delle Scienze e Cultura che risale invece agli anni Cinquanta, allora fortemente voluto da Stalin e oggi oggetto di critica da parte dei residenti.

 

A tal proposito, oggi i grandi centri commerciali sono molto diffusi  e sono sorti in tutta la Polonia, anche nelle più piccole cittadine.

Oramai i centri commerciali rappresentano una caratteristica urbana: anche per il cittadino polacco è un luogo in cui trascorrere il tempo libero, passare il fine settimana oltre al fatto di fare compere, incontrare amici, divertirsi o concludere affari. Nonché è prassi ormai andare a passeggiare in questi lunghi corridoi, pieni di vetrine, luce, musica e colori, al riparo dal freddo in inverno e al fresco in estate.

“Uno stile di vita, quasi una filosofia... penso che siano cambiati nettamente e radicalmente i modi di trascorrere il tempo libero.”

 

 

“UNA MUCCA DA MUNGERE”

Si abbandona ai ricordi, Danilo Ferraris, e tra il serio e faceto racconta ancora: “mi sentivo, a volte, come una mucca da mungere. Avevo, per esempio, un problema con l’auto: sono stato in officina per cambiare i tubi di scappamento, il meccanico chiedeva una cifra, a me pareva eccessivamente alta. Alla fine accetto il prezzo e lascio la macchina in riparazione. Per ritornare a casa,  ho chiamato un taxi, salgo e intavolo una conversazione con il tassista.

Notoriamente, i tassisti, sono persone chiacchierone, possono rimediare qualsiasi cosa e inoltre gran intenditori di motori. Ho domandato, se per lui fosse eccessivo il prezzo rilasciato dal meccanico, spiegando appunto quale fosse il mio problema, il tassista pensieroso, ha risposto: beh, in effetti è caro, ma, scusi signore,  se il meccanico non guadagna con lei con chi deve guadagnare?”

 

 

È CAMBIATO IL MODO DI VEDERE GLI ITALIANI?

Ecco, la sua risposta, bonariamente ma sa ciò che dice: “L’italiano secondo me è sempre stato sovrastimato, dai polacchi!”.

Negli ultimi  venti, trenta anni, gli italiani hanno danneggiato l’immagine di se stessi, soprattutto  nel settore del business. L’italiano viene visto ora con qualche sospetto. È peggiorato l’aspetto di affidabilità, invece con la simpatia siamo sempre quotati bene!”

Una volta gli italiani in Polonia, erano una rarità oggi invece non più, tra imprenditori, insegnanti, studenti e turisti,  il numero è sempre in crescita.

 

Prima, della caduta del comunismo, il polacco aveva esperienza con l’italiano solo con cui si metteva in viaggio appunto per la Polonia.

Oggi non è più solo cosi: i polacchi infatti hanno rapporti diretti anche con gli italiani in Italia.

“Eri italiano? Quindi venivi trattato con tutti i riguardi, come se fossi un’alta personalità.”

 

“All’epoca, era vista forse in maniera esagerata la figura dell’italiano. Oserei dire fin troppo.”

E continua inoltre: “non capisco, i polacchi vivono un ingiustificato complesso d’inferiorità verso l’occidente e guardano con una ingiustificata superiorità verso l’oriente e la Russia.”

Una domanda a cui non trova risposta.

Attualmente la presenza di italiani, stabilmente residenti in Polonia, ed iscritti negli schedari consolari, ammonta a circa 3.500 persone, di cui poco meno della metà minorenni.

I connazionali si concentrano principalmente nelle zone di Varsavia e Cracovia.

È stato registrato un notevole incremento di cittadini italiani che si trasferiscono in Polonia, in particolare negli ultimi 3 anni. (fonte: Cancelleria Consolare Ambasciata d'Italia Varsavia).

 

Infine, Danilo Ferraris,  dopo la nostra lunga conversazione  e vagando nel tempo, chiosa:

“... non so se sono tanto i ricordi delle cose a mancarti o il rimpianto del tempo che è passato a mancarti”.

 

FINE

 

 

Si ringrazia per la preziosa collaborazione il periodico Gazzetta Italia.