Da Fini a Di Pietro da Pannella a Favia e Concia: quanti “trombati” eccellenti
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Martedì 26 Febbraio 2013

Il termine non è proprio elegante, ma rende l’idea: trombati. E di trombati eccellenti dopo il voto di domenica e lunedì ce ne sono parecchi. Il primo nome della lista è senza ombra di dubbio quello di Gianfranco Fini, Presidente della Camera che col suo Fli ha portato a casa meno dello 0,50%. A tenergli compagnia nelle fredde giornate d’inverno ci saranno i compagni d’avventura Italo Bocchino e Giulia Bongiorno. Bocciati anche tutti i seguaci di Ingroia, ben lontano dal 4% necessario per permettere alla sua lista non coalizzata, Rivoluzione Civile, di entrare in parlamento. Gli italiani con il loro voto hanno “arrestato” anche l’altro grande ex magistrato, Antonio Di Pietro, ma anche l’ex grillino Giovanni Favia. Out anche i due principali esponenti radicali, Marco Pannella e Emma Bonino, che si presentavano con la lista Amnistia, Giustizia e Libertà.

Amarezza nel Pd per il declino di Anna Paola Concia, che in Abruzzo è stata battuta niente meno che da Antonio Razzi, autentico “fenomeno” (qui l’accezione è negativa…) del web.

C’è anche chi ce l’ha fatta per un miracolo. Aggrappandosi al loden di Mario Monti Pierferdinando Casini riesce a superare lo sbarramento per il rotto della cuffia, Nicola Vendola detto Nichi sfrutta le sue due roccaforti, la Basilicata e soprattutto la Puglia, per riuscire a mettere un piedino al Senato, ma dimostrando ancora una volta il teorema che chi sta a sinistra del Pd finisce per farsi male.