Consiglio Grande e Generale: nel CdA di Fondiss Luigi Librandi al posto di Vittorio Scaioli
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Lunedì 04 Marzo 2013

 

Con il proseguimento dell'esame dei decreti delegati e decreti legge ripartono i lavori del Consiglio grande e generale. L'esame del numero 53, sul trattamento retributivo di dirigenti e direttori di dipartimento, viene rimandato al pomeriggio, gli altri vengono tutti ratificati a maggioranza. Si passa poi a una serie di dimissioni e sostituzioni. Nel consiglio di amministrazione di Fondiss subentra a Vittorio Scaioli il dottor Luigi Librandi proposto dal Partito socialista che ottiene 29 preferenze. Il candidato di Rete e Cittadinanza attiva, Beppe Scienza, si ferma invece a 21. Nel consiglio di amministrazione dell'Eras Alessandro De Biagi viene sostituito, a maggioranza, da Massimiliano Casali proposto dal Psd. Rimandata invece la sostituzione di Guerrino Zanotti dal consiglio di amministrazione dell'Aaslp.

L'Aula comincia così a esaminare le istanze d'Arengo. In mattinata è stata discussa e respinta l'istanza n. 4 sulle modalità di assegnazione degli appalti nella Pa. Durante il dibattito, la maggioranza ha presentato un ordine del giorno che sarà messo al voto nel pomeriggio, al termine del confronto appena avviato sull'istanza n. 7, sempre in materia di appalti.

Di seguito un riassunto dei lavoro della mattinata.

Decreto legge 02/08/12 N.107 Modifiche alla Legge 22 luglio 1977 n.42 – Legge sui Consorzi e successive modifiche ed integrazioni, approvato a maggioranza.

Andrea Zafferani, C10: "Per chiedere qual è la modifica principale? Quella per inserire il consorzio fidi?".

Marco Arzilli, segretario di Stato per l'Industria: "La normativa sui consorzi era vecchia. Abbiamo abbassato la quota d'ingresso a 250 mila euro. Il Consorzio fidi è gestito dalle associazioni di categoria con la Camera di commercio e sta per chiudere il primo accordo con le banche per essere operativo a brevissimo. Questa norma ha diverse modifiche, anche sulle garanzie per i soci. Comune la materia andrebbe rivista".

Decreto delegato 06/08/12 n.115, "Modifiche al Decreto Delegato 10 ottobre 2011 n.163 in materia fiscale e societaria", approvato a maggioranza.

Alessandro Rossi, Su: "Chiedo delucidazioni sul decreto e sulle modifiche impostate".

Luca Beccari, Pdcs: "Si tratta di una modifica procedurale rispetto al decreto del 2011 sugli aspetti civilistici del trasferimento della sede all'estero. Dal 2010 diverse aziende sammarinesi hanno cominciato ad aprire sedi all'estero e qualcuna anche a trasferirsi. Così possono spostare la sede mantenendo gli investimenti, macchinari e infrastrutture, a San Marino".

Decreto delegato 21/11/2012 n.147, "Figure professionali per l'implementazione dei servizi finanziari postali", approvato a maggioranza.

Alessandro Rossi, Su: "Con il nuovo Ente Poste servono nuove figure professionali. Tra quanto tempo verrà indetto il concorso per il posto che va subito assegnato?".

Elena Tonnini, Rete: "Proponiamo un emendamento affinché l'incarico temporaneo in attesa del concorso sia assegnato all'interno dei dipendenti del settore pubblico allargato".

Claudio Felici, segretario di Stato per le Finanze: "Segnalo che l'emendamento di Rete è già stato espletato con un interpello all'interno della Pa a cui si sono iscritti in 4, due hanno partecipato e poi uno ha rinunciato. Sul concorso il governo sta esaminando le posizioni dirigenziali, quando avremo finito risponderemo sui tempi".

Elena Tonnini, Rete: "Ritiriamo l'emendamento. Da che settori sono stati presi?".

Gian Carlo Venturini, segretario di Stato per gli Affari interni: "Abbiamo fatto ricorso alle liste di moblità".

Decreto delegato 28/12/12 n.156, " Modalità di impiego delle risorse di cui all'articolo 47 della Legge 22 dicembre 2011 n.200 "Strumenti di protezione sociale", approvato a maggioranza.

Franco Santi, C10: "Il decreto riguarda nuove modalità nei criteri per il credito sociale. In Finanziaria l'articolo 49 impegna il governo a una nuova proposta per un indicatore della situazione economica familiare, uno strumento per accertate il reddito ed evitare sperequazioni e affidamenti impropri di risorse".

Claudio Felici, segretario di Stato per le Finanze: "Le considerazioni del consigliere sono condivisibili. Si tratta del proseguo di altre azioni. L'articolo 49, particolarmente significativo, precede anche una moratoria dei mutui e ci teniamo che sia realizzato. Gli strumenti di protezione sociale sono importanti per dare risposte al Paese".

Decreto delegato 28/12/12 n.157 , "Provvedimento in materia di imposizione fiscale dei redditi da lavoro dipendente e da pensione", approvato a maggioranza.

Andrea Zafferani, C10: "Qual è la ragione per cui ogni anno la percentuale aumenta e quest'anno è al 9.40?".

Luca Beccari, Pdcs: "La legge tributaria in vigore prevede che l'ammontare della detrazione per spese produzione reddito dia aggiornata periodicamente rispetto all'inflazione, lo scopo è evitare che i contribuenti paghino le tasse sull'inflazione. Con la riforma tributaria questa impostazione sarà abbandonata".

Claudio Felici, segretario di Stato per le Finanze: "Si tratta del cosiddetto fiscal drag. In presenza di aliquote per scaglione c'è infatti il rischio che i dipendenti paghino più tasse".

Dimissioni da cda Fondiss

Alessandro Rossi, Su: "Non so se tutti i partiti di opposizione sono d'accordo. Noi proponiamo il dotto Beppe Scienza".

Paolo Crescentini, Ps: "Già nella precedente legislatura eravamo in contrasto sulla scelta di Scaioli. La gestione dei fondi pensione va affidata a professionisti sammarinesi. Per questo proponiamo il dottor Luigi Librandi".

Gian Matteo Zeppa, Rete: "E' vero che bisognerebbe tutelare le competenze sammarinesi, ma Beppe Scienza è la figura ideale, fa studi sulla gestione dei fondi. Perché allora non dare una possibilità a chi può dare lustro a San Marino?".

Andrea Zafferani, C10: "Si tratta di un ragionamento sulle competenze, sulla volontà di mettere al posto giusto la persona giusta".

Luigi Mazza, Pdcs: "Come per altre nomine prendiamo atto che l'opposizione non ha un unico nominativo. Spiace perché così la maggioranza deve votare. Non ci esprimiamo né per l'uno né per l'altro e lasciamo libertà di voto ai consiglieri".

Roberto Ciavatta, Rete: "Si tratta di una nomina delicata. Sul regolamento ci sono state delle fughe in avanti. Il fondo dovrebbe rimanere gestionalmente all'interno dell'Iss invece è quasi un ente semiautonomo. La presenza di un luminare sulla gestione dei fondi pensioni sarebbe una garanzia per le istituzioni e per chi versa".

Alessandro Rossi, Su: "C'è difficoltà a trovare unità nell'opposizione. Invito l'Aula a una riflessione sul fatto di trovare la persona giusta e sul rispetto delle indicazioni di peso politico che vengono dal corpo elettorale".

Istanze d'arengo

Istanza n. 4 perché "sia reso ammissibile indire gare di appalto in cui ad aggiudicarsi la realizzazione di opere o la prestazione di servizi/forniture – per la Pubblica Amministrazione e gli Enti Pubblici – sia il soggetto che abbia formulato l'offerta più vicina alla media delle offerte presentate". Respinta

Claudio Felici, segretario di Stato per le Finanze: "In tale circostanza, si applica la legge, e la gara è assegnata all'azienda che offre lo sconto più alto. La gara è valida se arrivano 5 offerte. Si segnala che vi sono gare specifiche che limitano numericamente le imprese offerenti, in quanto non è possibile avere cinque aziende interessate. Per tutte queste ragioni riteniamo di non accogliere la predente istanza".

Stefano Canti, Pdcs: "A distanza di due anni è stata reiterata una nuova istanza che chiede di indire forme di gara per appalti per opere della Pa, accettando come contraente colui che formula l'offerta più vicina alla media. Ciò deve da un lato far riflettere la politica sul momento che sta attraversando il settore edile, dall'altro deve stimolare il Consiglio Grande e Generale per rivedere la normativa degli appalti. L'Aass attualmente indice gare d'appalto applicando il criterio della migliore offerta di sconto, invitando tutte le ditte iscritte negli specifici elenchi. Ciò ha consentito un certo risparmio. L'economicità di un opera dipende però da diverse fattori, è il rischio dell'aumento dei costi nel corso dei lavori esiste. Pur comprendendo lo spirito dell'Ases a presentare tale istanza, proponiamo di non accoglierla e di presentare invece un ordine del giorno a rivedere la normativa degli appalti pubblici, per salvaguardare le imprese del comparto e individuare nuovi strumenti per perseguire la massima trasparenza. In attesa del nuovo testo normativo, invito poi i dirigenti dell'Aass ad assicurare tutte le fasi dell'esecuzione dell'appalto, attraverso un controllo rigoroso delle condizioni contrattuali".

Alessandro De Biagi, Ps: "Noi siamo per accogliere l'istanza. La legge prevede già la possibilità di accogliere l'offerta più vicina alla media, ma vorremmo diventi obbligatorio o comunque più frequente l'adozione di questo criterio. I capitolati dovrebbero poi essere fatti meglio, l'imprevedibile è sempre possibile. L'occasione per accogliere l'istanza è motivo anche per rivedere la normativa degli appalti. Siamo aperti a valutare l'Odg,vero è che deve essere certa l'intenzione di cambiare le procedure, per far sì che gli appalti non vadano sempre alle stesse ditte".

Francesca Michelotti, Su: "Il rischio che la minore offerta al ribasso percentuale possa incentivare offerte non realistiche, con l'eventualità che in corso d'opera lievitino i costi, può portare in crisi la programmazione economica e la giustizia delle gare d'appalto. C'è il problema di garantire un corretto accesso alle opportunità di lavoro dell'investimento pubblico, ed è importante in un momento come questo, però è anche vero che lo Stato debba garantire anche la migliore qualità nella realizzazione delle opere pubbliche. La modalità dell'offerta al maggior ribasso percentuale può deprimere la qualità lavori, favorisce l'aumento della spesa e distorce la regolarità delle gare. E' perciò importante che lo Stato disponga procedure che garantiscano equità e allo stesso modo la qualità delle opere. Siamo d'accordo con gli istanti, che sottolineano la debolezza del sistema di aggiudicazione, ma siamo anche d'accordo con chi propone l'odg che ne coglie le obiezioni".

Mimma Zavoli, C10: "Quello che propongono gli istanti è dettato dalle difficoltà del momento per il settore. E' positivo quanto ascoltato dal consigliere Canti, attendiamo lo sviluppo dell'ordine del giorno, però è anche vero che tutta la regolamentazione legata alle gare di appalto va rivista e approfondita e, in qualche sua parte, modificata. Anche perché l'aggiudicazione alla fine va sempre alle stesse ditte, le più grandi, correndo il rischio di lasciare fuori le piccole ditte del settore che stanno soffrendo di più. Ciò che viene proposto è condivisibile, cogliere l'istanza significa anche dare una boccata di ossigeno alle piccole aziende, in attesa di vedere l'Odg dichiariamo il nostro voto favorevole".

Augusto Michelotti, Su: "Intervengo per rimarcare il nostro parere favorevole all'istanza per evitare i costumi distorsivi sugli appalti dello Stato. Molta gente scorretta presenta prezzi bassissimi, sapendo già che chiederà un aumento dei prezzi. E' una prassi consolidata, quindi tutta la materia va rivista in modo totale per evitare che si verifichino questi giochetti poco seri. Siamo favorevoli all'istanza ma anche alle proposte di maggioranza di fare un ordine del giorno che permetta di studiare meglio tutta la problematica".

Roberto Ciavatta, Rete: " Dall'istanza arriva il grido dall'allarme di tante piccole attività edili che hanno più difficoltà rispetto le grandi. E' fuori di dubbio che modificare la normativa degli appalti sia imprescindibile. Come movimento stiamo lavorando a un testo unico e a una serie di questioni che riguardano le discrezionalità negli appalti che finiscono di favorire un numero ristretto di fornitori della Pa. Non c'è dolo, ma proprio per carenza della normativa c'è una limitazione di fornitori. L'odg va incontro alle richieste dei piccoli fornitori sicuramente, ed è molto interessante il principio della rotazione presentato dalla maggioranza, ma impegna solamente il Congresso e posticipa una cosa molto urgente. L'istanza va quindi approvata. Porgiamo poi la mano alla maggioranza, se volesse confrontare con noi la modifica della legge sugli appalti su cui stiamo già lavorando".

Valeria Ciavatta, Ap: "L'istanza d'Arengo nello spirito si propone gli obiettivi meglio sviluppati nell'odg, ma alcune cose è difficile che siano accettate, perciò ritengo sia più utile respingere l'istanza e adottare l'ordine del giorno in sostituzione. Il problema degli appalti non riguarda solo il settore immobiliare. Anche alla luce delle indicazioni date dal Greco agli Stati aderenti, è chiaro che serva attenzione a tutte le regole che si volessero introdurre o lasciare, in modo che non contrastino con le norme anticorruzione. Anche perché valutare di volta in volta di assegnare in base al ribasso percentuale medio o al prezzo più basso, finirebbe con l'avvantaggiare un competitor piuttosto che un altro. E' importante fare quindi norme generali e non che riguardino il caso specifico. Non è mai stato poi disposto un registro unico, anche se previsto per legge. Insomma credo che serva anche applicare le leggi, non solo cambiarle".

Marco Podeschi, Upr: "Tutti hanno rilevato come la normativa sugli appalti pubblici non funzioni. Ma esistono già regole molto chiare in merito e nonostante ciò, non sono applicate. Ed è molto grave, se il legislatore fa le norme che devono applicare uffici ed enti pubblici. A ciò si aggiungono episodi come la questione del parco macchine acquistate da diversi saloni italiani. Allora c'è qualcosa che non va all'interno degli enti pubblici e bisogna intervenire celermente, se manca l'albo unico dei fornitori. Perché in questi anni, da quando c'è la legge, nessuno ha mai pensato di istituire questo albo?. Ma anche quando lo Stato aggiudica ad aziende servizi con prezzi che non stanno sul mercato, c'è qualcosa che non funziona. Ho letto l'odg, il primo punto dovrebbe essere la rivisitazione della normative sugli appalti e non l'ultimo".

Ivan Foschi, Su: "Da un lato è nostro dovere tutelare l'imprenditoria sammarinese, dall'altro ci sono problemi legati alle risorse che devono essere ottimizzate. Il punto dell'istanza è condivisibile. quello di evitare fenomeni distorsivi. Condivido poi che l'unico criterio non possa essere il massimo ribasso, dietro cui ci possono essere fenomeni non virtuosi, dai subappalti al lavoro nero. Non è detto che il maggiore risparmio si traduca in maggiore qualità dell'opera offerta. Rispetto alla revisione della normativa sugli appalti andrebbe corretta la sfera penale nel caso l'obiettivo concordato non venga previsto nei tempi e nei modi previsti, così si metterebbe al riparo lo Stato".

Alessandro Mancini, Ps: "Nostra opinione è di votare l'istanza per accoglierla. Siamo di fronte all'ennesima richiesta di sammarinesi che chiedono l'applicazione di una legge già presente nel nostro ordinamento. La politica deve iniziare a riflettere sul fatto che abbiamo norme precise, sicuramente migliorabili, però le abbiamo, e vedere ogni semestre una richiesta di questo tipo non è edificante. Sugli appalti, Intesa per Paese aveva proposto diversi emendamenti durante l'esame del bilancio. La commissione di controllo della finanza pubblica e il greco hanno messo in evidenza la necessità di rivedere la legge, è ora di farlo. Ho visto la bozza dell'odg, è un tentativo per aiutare le piccole imprese nella divisione dei grandi appalti, può essere una risposta per ridistribuire il mercato".

Vladimiro Selva, Psd: "C'è sensibilità verso questa istanza e i problemi sollevati sulla crisi del settore costruzioni. Negli anni '90 e duemila l'Azienda di produzione, pur invitando molte aziende sammarinesi, non aveva di frequente dei riscontri, perché di cantieri ce ne erano tanti, e chi partecipava, presentava uno sconto minimo. Da un certo momento in poi l'interesse delle aziende sammarinesi è però cresciuto, e anche la soglia di sconti. E' chiaro che qualche dubbio deve nascere di fronte a sconti molto alti e l'avvicinarsi a un prezzo medio può essere un modo per compiere una scelta, ma anche il meno conveniente. L'odg è un interessante stimolo per intervenire su questi temi.

Fabio Berardi, Pdcs: "Le gare d'appalto per le opere e i servizi devono basarsi su qualità ed economia, un'occhio va però anche alla tempistica, perché il ritardo non è solo un disagio ma anche un danno economico. Il momento di difficoltà impone comunque che gli amministratori operino nell'alveo delle norme. Leggere la proposta di ordine del giorno, da porre al voto a fine istanza:

'Il Consiglio grande e generale, a seguito delle istanze d'Arengo presentate da Ases (...), considerato che il settore costruzioni sta attraversando un momento severo e la crisi sistemica che tocca altri settori del Paese(...), impegna il congresso di Stato ad attuare entro 6 mesi interventi volti a favorire l'impiego anche del criterio al ribasso medio percentuale e lo scorporo e la suddivisione degli appalti per tipologie e modalità, la rotazione delle assegnazioni (...), i controlli severi ed adeguati sugli strumenti e il personale, il processo di revisione e ammodernamento di norme e criteri per l'assegnazione di appalti pubblici'".

Claudio Felici, segretario di Stato per le Finanze, replica: "Mi pare che molti consiglieri abbiano fatto capire quanto è significativo affrontare il problema degli appalti in questa fase. Sono tentato di dare una sottolineatura sistemica, veniamo da tempi in cui l'efficienza della spesa non nera in cima alle priorità, ma la crisi porta a rivedere tutto il sistema di erogazioni dei servizi nella Pa. L'attualità mette in luce il meccanismo di gestione della spesa, che è quello degli appalti. Teniamo conto che dobbiamo puntare all'efficienza di sistema, ma siamo in presenza di un mercato piccolo, chiuso e non è la condizione ideale per chi deve comprare opere e servizi. E' vero che in un sistema che sta vivendo una situazione di embargo, se non si sbloccano i confini, dovremo comunque farci carico di dare maggiore respiro al mercato interno. Ma ciò significa anche una minore efficienza di gestione della spesa".

Francesca Michelotti, Su: "L'istanza così formulata non deve essere respinta perché chiede interventi 'volti alla possibilità', si può accettare anche perché l'odg concordato con tutte le forze politiche ricomprende l'istanza e lo inserisce in un quadro organico di interventi".

Roberto Ciavatta, Rete: "Intervengo per sostenere l'accoglimento dell'istanza che non mette in discussione, anzi, integra e impegna sull'odg della maggioranza, su cui su in diversi punti c'è sostanziale accordo".

Alessandro Mancini, Ps: "Il testo dell'istanza non è in confitto con l'odg, è auspicabile approvarla, integrarla con un testo concordato sarebbe un bel segnale dell'Aula".

Gian Franco Terenzi, Pdcs: "Gli istanti chiedono che per lavori, servizi e forniture a favore della Pa siano da privilegiare coloro che si avvicinano alla media delle offerte presentate. Sono convinto che oggi sia necessario accogliere tutto ciò che possa ottimizzare le risorse imprenditoriali, ma ciò non può prescindere dal porre in campo una regolamentazione aggiornata sugli appalti pubblici. Va da sé, che alcune considerazioni sono sicuramente d'obbligo. Per stimolare la più ampia partecipazione delle aziende sammarinesi, sia singole, che in associazione temporanea di impresa ad appalti, ritengo anche che abbiamo altri aspetti da considerare, in questa fase particolare. Ad esempio quello dello scorporo dei grandi appalti. Per renderli accessibili anche alle piccole imprese legate all'edilizia, in fase di assegnazione, dovrebbero essere privilegiate le imprese sul territorio concedendo alle stesse un bonus dal 5 al 10% di franchigia più alta rispetto all'impresa extraterritoriale, considerando che assolvono all'occupazione e all'erario pubblico.

Claudio Felici, segretario di Stato per le Finanze: "Mi sembra che l'odg completi l'istanza e si colleghi alla seconda istanza, di Ases, manterrei perciò le indicazioni già espresse".