San Marino, Consiglio Grande e Generale: emergenza idrica e ammortizzatori sociali
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Giovedì 21 Marzo 2013

 

I lavori del Consiglio grande e generale sono ripartiti dal comma Comunicazioni. Durante il dibattito il consigliere Upr, Marco Podeschi, ha presentato a nome della coalizione Intesa per il Paese un odg sul tema dell'emergenza idrica. Il consigliere Rossano Fabbri del Partito socialista ha fatto altrettanto con un secondo odg sugli ammortizzatori sociali. La seduta è stata poi interrotta per i riti di elezione dei nuovi Capitani reggenti. I consiglieri si sono recati nella Basilica del Santo per ricevere l'ispirazione. Una volta rientrati in Aula si è passati alla votazione che ha avuto esito positivo. Come annunciato sono stati nominati Capitani reggenti per il semestre 1^ aprile-1^ ottobre Antonella Mularoni, di Ap e Denis Amici del Pdcs. Il comma comunicazione riprenderà in seduta notturna.

 

Di seguito un riassunto della seduta pomeridiana.

 

Stefano Macina, Psd: "Sono in sintonia con i colleghi Valeria Ciavatta, Berti e Zeppa. Sostengo la politica del fare e del dialogo. I loro interventi hanno messo in evidenza che non ci sono pregiudizi a confrontarsi sulle azioni da mettere in campo per fare chiarezza sulle vicende giudiziarie. La maggioranza è stata chiara, non vuole nascondere le responsabilità politiche: l'odg e il comunicato della commissione Affari di giustizia lo dimostrano. E vogliamo trovare una soluzione anche sull'articolo 19 bis, raccogliendo prima i rilievi tecnici per poi arrivare a una proposta. Insomma non c'è nessuna volontà di sottrarsi al confronto, siamo per la trasparenza e per il dialogo.

Al tavolo di confronto sono emerse idee interessanti, c'è da ridisegnare un sistema economico e serve la massima condivisione. Dobbiamo tenere a mente i diversi passaggi fatti sul fronte della trasparenza e valorizzarli, non gettare sempre dubbi su chi opera, sugli organi di controllo e sul corpo diplomatico".

Mario Lazzaro Venturini, Ap: "Sull'articolo 19 bis, se non si può applicare, aspetto che il governo lo dica. Se ci sono dei motivi tecnici governo, maggioranza e opposizione devono trovare insieme una soluzione. Capisco la minoranza, ma mi meraviglia la trovata dei 10 secondi di silenzio, la protesta migliore è abbandonare l'Aula. Non è questo il caso in cui il governo impone il silenzio al Consiglio, mi sembra più una 'trovatina'.

Sulle indagini giudiziarie condivido molti interventi dell'opposizione, ma non si tiene conto che le vicende sono datate, la questione morale non riguarda gli ultimi tre o quattro anni. Qualcosa è cambiato e le procure italiane danno atto della nostra collaborazione. Su Fincapital, la commissione d'inchiesta ha evidenziato le responsabilità politiche, ma ha ricevuto più critiche che lodi, ancora prima che giungesse al termine dei lavori. E leggendo su Internet ho capito che i primi a non gradire sono stati i cittadini. La commissione ha dimostrato che la politica può indagare su se stessa, è stato uno spartiacque.

L'odg della maggioranza, come il comunicato di Ap, è molto equilibrato. Noi siamo a favore della commissione d'inchiesta quando i fatti sono eclatanti. Si tratta di uno strumento importante per fare luce dove il tribunale non arriva. Ma va adoperato nel modo opportuno, se non c'è sovrapposizione con il tribunale, altrimenti c'è il rischio di impantanarsi nel segreto istruttorio. Ci vogliono elementi più probanti di un articolo di giornale. Se aspettiamo qualche mese è la cosa più opportuna.

L'odg di Su e C10 per la commissione d'inchiesta, sul quale probabilmente mi esprimerò a favore, mi fa rimanere perplesso perché l'indagine è molto ampia e le domande dei consiglieri per sapere cosa non ha funzionato nel sistema San Marino. Non ha funzionato che nel periodo di massimo splendore i partiti di opposizione come Ap non potevano lanciare un richiamo sulla questione morale. I cittadini erano corresponsabili, votavano in massa i partiti di governo e certi personaggi. Non ha funzionato l'esagerato consenso dei protagonisti della San Marino da bere. I cittadini potevano indignarsi prima. Dal 2003 al 2006 eravamo in 12 all'opposizione e le commissioni d'inchiesta non passavano. Apprezzo che il consigliere Rossi riconosca ad Ap una diversità rispetto altri partiti di maggioranza, ha cambiato idea e mi conforta molto, non sosteneva le stesse cose durante la scorsa legislatura".

Antonella Mularoni, Ap: "Come classe politica dobbiamo guardare in positivo al clima nuovo che si registra in questa legislatura. E' positivo che ci sia convergenza sul processo che intende lasciare alla magistratura di svolgere il suo compito e poi alla politica di fare le sue valutazione. Il gioco al massacro che facciamo in Aula, quello di guardarci sempre dietro e rimpallarci le responsabilità, non porta a niente. I cittadini hanno dato un segnale durante le ultime elezioni, se guardiamo in positivo a un Consiglio grande e generale rinnovato, dovremmo approfittare di questa sensibilità particolare. Noi dobbiamo vigilare affinché la classe politica sia credibile e si preoccupi dei problemi del Paese. Sulle nomine dei consoli, ritengo che non possiamo mandare il messaggio che chi fa parte del corpo consolare è da allontanare. Rispetto alle persone in questione, coinvolte nel caso Chalet, si era dimenticato di formalizzare la loro revoca, ma l'iter della nomina non è mai stato completato. E loro non hanno mai fatto nulla per San Marino. Non buttiamo sempre, sulle nostre istituzioni e su chi ci rappresenta, il fango".

Francesco Mussoni, segretario di Stato per la Sanità: "Ho chiesto di intervenire perché credo che il comma si sia trasformato in un dibattito su moralità, onestà e giustizia. Credo che l'etica sia un prerequisito per fare politica e che nessuno si possa attribuire la presunzione di valutare chi è giusto e chi non lo è. Noi su questo tema non dobbiamo giocare una partita in difesa, ma una partita in avanti. La politica deve far emergere situazioni non lecite, non oneste, lo deve fare però con l'aiuto del tribunale. Non dobbiamo cadere nel rischio di diventare demagogici. Le elezioni legittimano una classe politica a rappresentare il popolo. Chiunque di noi svolga pubblici uffici ha il dovere di denunciare irregolarità, ma non si può fare denuncia al sistema e cadere nell'errore di flagellare un intero sistema politico, un Paese, di accusare un corpo diplomatico. Dobbiamo tenere alto il senso dello Stato e lavorare a testa alta secondo le regole, per fare in modo che chi sbaglia debba pagare, c'è il tribunale infatti per fare il suo lavoro. Qui non c'è maggioranza o opposizione, ma il vincolo che ci lega alle istituzioni. Io non ci sto a chi punta il dito e indica chi è buono e cattivo. Qui ci prendiamo tutti delle responsabilità e facciamo sacrifici. Se ci sono situazioni circostanziate si denunciano, se non ci sono, bisogna difendere il nostro Stato. Sono fermamente convinto sul valore e sulla responsabilità della persone, non le critico sulla base di una supposizione o di un giudizio superficiale. Credo che in Aula si debba tenere questo atteggiamento. Non possiamo condannare la classe politica dei prossimi 20 anni, 2 mesi o dei precedenti 10 anni, senza motivo. C'è stata certamente una questione morale, portata avanti da delle persone. Io ci sono, c'è il governo e la maggioranza, per un dibattito serio su questi temi, in avanti, ma non un dibattito demagogico o pregiudiziale. Mi pare che l'odg presentato dalla maggioranza vada in questa direzione".

Marco Podeschi, Upr: "Vi leggo un odg, sottoscritto dai gruppi Upr e Ps, poi dirò cosa penso sulla moralità. 'Il Consiglio grande e generale [...] in occasione della Giornata mondiale dell'acqua del 22 marzo 2013, quest'anno dedicata alla cooperazione idrica, dà mandato al congresso di Stato di promuovere una campagna di sensibilizzazione sul corretto utilizzo della risorsa idrica nella Repubblica di San Marino e parimenti condurre le azioni più appropriate nei consessi internazionali di cui il Paese fa parte, per promuovere iniziative e progetti per aumentare la cooperazione nel settore idrico, soprattutto con i Paesi più bisognosi; alle istituzioni pubbliche preposte di impegnarsi per sfruttare le risorse idriche in modo responsabile, nella gestione dei diversi aspetti del settore idrico, riducendo entro il 2017 il 30% del consumo idrico. Il Consiglio grande e generale si impegna altresì entro il 2013 a tenere un dibattito sul tema della gestione della risorsa idrica nella Repubblica di San Marino, propedeutico all'adozione di un progetto pluriennale per la gestione dell'acqua che abbia al centro la diminuzione dei consumi, lo smaltimento delle acque reflue, l'aumento dell'autonomia nel rifornimento, la definizione di un piano di emergenza in caso di shock di fornitura esterna'.

Farei poi un piccolo inciso sulla questione morale: l'onestà e gli atti dei membri del Consiglio credo debbano essere sempre al di sopra di ogni lecito sospetto. Non mi sono piaciuti i discorsi tra buona e cattiva politica, per me esiste solo una politica al servizio dei cittadini e nel rispetto delle istituzioni. Sono dispiaciuto, da sammarinese, quando sull'indagine Chalet si parla di rappresentanti diplomatici e si parla di un sedicente console a disposizione. Il suo nome era presente sul sito della segreteria di Stato. Abbiamo un corpo diplomatico di professionisti, ma anche un altro corpo diplomatico e consolare che si è consolidato. Si è preceduta alla nomina e sono rimasti a disposizione, viaggiando per il mondo con il passaporto di San Marino, senza giovare all'immagine del nostro Paese. Credo sia compito della commissione Affari esteri e del dipartimento Affari esteri vigilare su queste persone. In quest'Aula ci sono singoli che hanno governato negli ultimi 30 anni, va quindi fatta un'analisi morale a 360 gradi. Ma mentre continuiamo a parlare di questione morale, il Paese è in crisi economica e come partito di opposizione mi aspetterei delle soluzioni".

Rossano Fabbri, Ps: "In Aula parliamo tanto, ma di provvedimenti per risolvere i problemi non se ne vedono. Sull'articolo 19 bis c'è una norma approvata dal Consiglio e va applicata. Ma qui si ignorano le regole fondamentali della gerarchia delle fonti, si confondono normative primarie e secondarie. Ma che cosa ha fatto il Consiglio grande e generale perché le situazioni che hanno portato San Marino in un limbo d'immagine discutibile non si verifichino più? Si fanno esempi senza sapere di cosa si parla e non ci chiediamo come sono andate avanti le procure italiane. Si accusa il tribunale, le forze dell'ordine senza rendersi conto, non sono stati dati loro gli strumenti necessari, come le intercettazioni telefoniche che risolvono il 90% delle indagini.

Non è un atteggiamento costruttivo questo, parliamo di provvedimenti e applichiamo le leggi. L'odg della maggioranza, che non ho ancora deciso se votare, rappresenta anche la sconfitta del Paese rispetto ai problemi da risolvere. La legge 93 del 2008 fissa dei paletti nei tempi per i reati penali e definisce le responsabilità dei giudici.

Leggo un odg sul tema degli ammortizzatori sociali: 'Il Consiglio grande e generale preso atto dell'allarme, espresso in questi giorni da parte del segretario di Stato per il Lavoro, in merito a un possibile rischio circa la tenuta degli ammortizzatori sociali unito al persistere di una crisi economica e occupazionale senza precedenti; della volontà del governo di dare corso a un confronto, anche in occasione del tavolo per lo sviluppo, sulle priorità delle politiche occupazionali a partire dalla revisione dell'attuale legge in materia [...]; tenuto conto delle dichiarazioni delle organizzazioni sindacali [...]"; sottolineando i dati statistici del gennaio 2013 [...] impegna il congresso di Stato a riferire entro il mese di aprile su quali linee intende muoversi al fine di realizzare un confronto rispetto a una priorità che, sempre più, va assumendo i contorni di una emergenza sociale'".

Roberto Ciavatta, Rete: "La Reggenza ha più volte chiesto il silenzio all'Aula e alcuni consiglieri hanno risposto con sbuffi. C'è uno squilibrio nell'atteggiamento verso le regole e da questo punto di vista ben venga un incontro tra i capigruppo per discutere del regolamento consigliare. Manca rispetto, per esempio tardando 40 minuti prima di iniziare una seduta. Condivido lo spirito di Su e C10 sull'articolo 19 bis. Anche in questo caso emerge una carenza di rispetto verso le istituzioni. L'Aula deve occuparsi delle cose elementari, delle necessità della popolazione. I motivi tecnici per cui l'articolo non può essere applicato non li conoscono nemmeno i consiglieri di maggioranza, la situazione è gravissima: il governo non rispetta le scadenze e gli articoli di legge che approva.

Richiedere il rispetto delle norme è alla base del nostro lavoro, ma a distanza di qualche mese è emersa la mancanza di volontà di confronto.

I due maggiori nominati dalla scorsa commissione d'inchiesta, Gabriele Gatti e Fiorenzo Stolfi, non sono più in Aula, ma sappiamo tutti dove sono andati i loro voti. Come si fa a dire allora che il governo è immune? E' stato un errore politico andare al governo con qualsiasi coalizione. Questo contesto ad Ap e i cittadini li hanno puniti alle ultime elezioni. I politici del conto Mazzini sono sempre gli stessi più uno.

Non si può dire che questo è il governo della svolta. Secondo i dati del 2011 il nostro Pil procapite, circa 61 mila dollari, è il secondo in Europa dopo il Lussemburgo. Allora recuperiamo i fondi dove ci sono, ci sono sacche di ricchezza che non hanno mai pagato nulla. Mettiamo mano a questo, non ci sono altre strade. I giochini di rilancio di un'economia fittizia serviranno al consenso ma porteranno il Paese alla rovina".

Marco Gatti, Pdcs: "Quello su cui dobbiamo puntare, oggi, per mostrare che siamo la nuova politica, è dire quali sono gli interventi da fare. Stiamo portando avanti un tavolo per lo sviluppo fortemente condiviso e ci stiamo lavorando in modo efficace. Questo è il compito della politica, dobbiamo uscire dall'ambiguità e dalla demagogia. Ho ascoltato l'odg presentato da Cittadinanza attiva e mi domando se sanno perché abbiamo istituito la commissione Antimafia. Nella passata legislatura è stato fatto l'errore di darle poteri di inchiesta e così non ha svolto il suo ruolo. Forse c'è qualcuno che non vuole che svolga i suoi compiti, quello di analizzare i macro dati, di vedere se l'impianto normativo è adeguato, se le forze istituite al contrasto funzionano. Quando presentiamo un odg dobbiamo tenere conto che gli organismi funzionino per quello che sono stati creati. Cerchiamo di usare un senso di responsabilità. Mi auguro che prestissimo in Consiglio arrivi un dibattito sullo sviluppo economico perché siamo avanti con il confronto ed è ora di prendere delle decisioni. Su questo mi voglio confrontare in Aula. Un altro aspetto emerso nel dibattito è il rispetto. Se vogliamo il rispetto dalla gente come classe politica dobbiamo darlo. Allora dobbiamo uscire da questo modo di fare, di generalizzare. Abbiamo un corpo diplomatico che è all'avanguardia, pochi fenomeni non possono portare fango su tutto. Se siamo i primi a denigrare chi lavora per San Marino, chi ci metterà più la faccia? Il momento di responsabilità deve essere comune. Come in commissione Affari di giustizia dove all'unanimità è stata presa una posizione seria, senza creare sovrapposizione dei ruoli o mettere in difficoltà le indagini. All'Aula chiedo una responsabilità per trovare un momento di confronto sui due odg e trovare una posizione comune, come è successo in commissione Affari di giustizia".

Gian Nicola Berti, Ns: "Ho ricevuto una segnalazione da un collega su una sentenza del Collegio dei Garanti, la n.4 del 2013. Il massimo organo della magistratura sammarinese non conosce le leggi sammarinesi. E' colpa nostra, di consiglieri, perché nominiamo luminari di normative di altri Paesi, ma che non conoscono la nostra. Nella sentenza leggo che il Commissario della legge è giudice istruttore e giudicante. Ma poi si dice che sta al commissario della legge, come giudice istruttore, avviare l'indagine, contestare il reato e sta a lui proseguire l'indagine e il procedimento fino alla sentenza. Evidentemente il giudice non conosce il nostro sistema penale. Invoco il ritorno alle nostre istituzioni. Meglio un Consiglio dei XII di sammarinesi che hanno a cuore San Marino piuttosto che affidare l'incarico a chi non ha la dovuta attenzione per il nostro ordinamento. Credo che dovremo modificare i requisiti di competenza per la nomina di questo organismo. Non voterò più soggetti che vengono qualificati solo sulla base di titoli che non hanno a che vedere con il nostro ordinamento.

Rispetto al dibattito, ho un timore. Siamo passati da un'epoca di permissivismo a una fase di giustizialismo. Giudicare non è il compito della politica, ma della magistratura. E' vero che in passato questa è stata forse assente o inconcludente, ma se ci sostituiamo ad essa non l'agevoliamo".