San Marino, Consiglio Grande e Generale: contributi sul trasporto pubblico
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Mercoledì 18 Settembre 2013

 

SAN MARINO - Nella seconda parte del pomeriggio del 17 settembre l'Aula incomincia l'esame delle 23 istanze d'Arengo all'ordine dei lavori. Ne viene affrontata una sola, quella che chiede di sopprimere i contributi sul trasporto pubblico per chi sceglie scuole fuori territorio che sono presenti anche in Repubblica. L'istanza viene respinta con 17 voti favorevoli, 33 contrari e un non voto, ma la maggioranza presenta un odg che ne accoglie una parte e che viene approvato a maggioranza.

Così recita l'odg letto dal consigliere del Pdcs Manuel Ciavatta: "[...] tenuto conto che l'ingente costo per lo Stato dipende da elementi strutturali di difficile rimozione [...] il Consiglio grande e generale invita il governo continuare il lavoro relativo alla revisione dei contratti con gli autotrasportatori che per il prossimo anno comporterà un risparmio pari circa al 7% [...]. Per l'anno scolastico 2013-2014 la problematica dovrà essere affrontata tramite la emissione di un nuovo bando che consenta di pagare i mezzi di trasporto solo per le tratte e il tempo effettivamente impiegato, comprendendo questa riorganizzazione nel più generale piano dei trasporti definendo una migliore e più razionale organizzazione delle linee, con l'obiettivo di ottenere importanti economie di scala e quindi rispondendo a quanto richiesto in materia di spending review dal Consiglio grande e generale stesso". Dopodiché la seduta viene interrotta e riprenderà il 18 settembre alle 13.

 

Di seguito un riassunto dei lavori

 

Istanza d'Arengo n.1 del 7 aprile 2013 perché siano soppressi i contributi per le spese di trasporto per gli studenti frequentanti - in istituti scolastici esteri – indirizzi di studio presenti in Repubblica.


Respinta


Giuseppe Maria Morganti, segretario di Stato per la Cultura: "E' un aspetto molto delicato la libertà nella scelta didattica. Comunque i casi sono pochi e i nostri istituti sono molto tosti. Il nostro istituto tecnico ha solo il biennio e oggi ha delle difficoltà. Per cui qualcuno preferisce fare subito il passaggio. L'istanza, lodevole per la preoccupazione per i conti pubblici, non interviene in maniera determinante sui trasporti, si parla di 20-25 casi e 20-25 mila euro, e limiterebbe le possibilità di scelta. Politiche di autarchia non servono, ma risparmi sì. E si può arrivare oltre il milione di euro sui trasporti. Il servizio di trasporto scolastico costa 4 milioni di euro, quello esterno 750mila. Il problema è che i mezzi sono utilizzati solo per una singola scuola. Occorre rivedere questa spesa, il risparmio di 130 mila euro fin qui ottenuto non è sufficiente. Occorre riformulare le gare d'appalto e il piano di trasporto interno. C'è poi la questione del cabotaggio. Ho presentato in congresso di Stato una revisione delle tariffe sul diritto allo studio, lo stanziamento quest'anno sforerà di 225 mila euro. Si può elevare la franchigia per gli abbonamenti da 70 a 80 euro. I rimborsi per il 2013 non sono ancora stati liquidati in attesa dell'assestamento di bilancio".

 

Mariella Mularoni, Pdcs: "La spesa per il trasporto fuori territorio è eccessiva. E' necessario un ripensamento del trasporto pubblico affinché diventi un'alternativa ai mezzi privati tenendo comunque conto delle problematiche degli studenti. L'istanza si sofferma sul trasporto ma l'investimento più significativo è sull'educazione futura delle generazioni. Una sana competizione con l'esterno è da stimolo per San Marino: porta ad arricchimento culturale reciproco e aumenta la competitività. L'esercizio del diritto all'istruzione e formazione unito alla libertà di scelta sono alla base del bene comune collettivo. Invito dunque i consiglieri a non accogliere istanza".

 

Marco Podeschi, Upr: "Da ex allievo della scuola secondaria superiore non vorrei esprimere giudizi sulla qualità del nostro istituto che comunque ha un forte tradizione. Introdurre una discriminante non è in sincronia con la legge attuale che è alla base del diritto allo studio. Non deve esserci differenza di censo quando si parla di educazione e formazione. Un sistema come quello sammarinese ha un costo oneroso per la collettività, ma garantisce il diritto allo studio. Il trasporto è un tema complesso e togliere il contributo magari potrebbe spingere le famiglie a scegliere una scuola del territorio sammarinese piuttosto che una scuola italiana. Ma, ribadisco, il nostro Paese si basa sul principio che non c'è differenza di censo nel godimento del diritto allo studio. Non voglio fare demagogia ma va garantita libertà di scelta su dove una famiglia può decidere di mandare a scuola i propri figli".

 

Roberto Ciavatta, Rete: "Rileggendo il testo dell'istanza devo dire che alcune valutazioni sono condivisibili poi però ragionando e andando tra le righe, sfoltendo la nebbia che si crea attraverso informazioni superficiali, si scopre la vera identità del testo. Che dal mio punto di vista non è condivisibile. Vogliamo che i nostri figli stiano sotto una campana di vetro fino a 20 anni? Quando inizieranno a confrontarsi col resto del mondo? Noi siamo contrari a questa istanza e sosteniamo inoltre la necessità di prevedere riduzione delle spese sul trasporto pubblico così come anche sui libri di testo".

 

Francesca Michelotti, Su: "Se uno sceglie di andare a studiare a Rimini e Forlì perché ritiene che fuori dal nostro Paese ci siano maggiori competenze, inizio ad avere dubbi. Significa avere sfiducia nel nostro paese e significa volersi "sprovincializzare" e dunque mi sembra un capriccio soprattutto se lo Stato non può permettersi di contribuire al trasporto fuori territorio. Chi ha scritto questa istanza ha avuto molta attenzione nei confronti della libertà di scelta e io la condivido. Se uno va fuori territorio a studiare per esigenze di curriculum sono favorevole ma se va per un capriccio, per quanto sia un suo diritto farlo, non trovo giusto che lo Stato contribuisca al trasporto".

 

Franco Santi, C10: "Mi dispiace per la risposta del segretario di Stato, ha preso in considerazione solo il tema della libertà di educazione. Non la storia dell'evoluzione della scuola secondaria superiore a San Marino. E' stato costruito un sistema con peculiarità nostre per investire risorse nella formazione. Per il risparmio si devono colpire gli sprechi che ci sono. L'istanza è condivisibile".

 

Roberto Venturini, Pdcs: "L'imperativo è ridurre la spesa pubblica e sul trasporto scolastico occorre intervenire. Condivido lo spirito dell'istanza e capisco anche la libertà di scelta che viene invocata da chi si oppone ad essa. Ma non vorrei che fosse una guerra tra poveri. Non ci sono dubbi sulla validità della nostra scuola secondaria superiore. I costi del trasporto scolastico sono troppo elevati: un abbonamento annuale per Rimini costa 180 euro dopo il confine, mentre dal nostro territorio si arriva oltre 900 euro. Dovremmo organizzarlo con i nostri bus fino al confine".

 

Nicola Renzi, Ap: "L'istanza è delicata. Abbiamo due pilastri molto importanti: quello sanitario e quello dell'istruzione. In alcuni ambiti, come nella formazione linguistica, si è molto lavorato e si tratta di esperienze altamente qualificanti. Non credo che il nostro sistema sia autarchico e non credo sia l'obiettivo degli istanti. Concedere il rimborso come affermazione di un limite del nostro sistema è da respingere. La revisione della spesa deve riguardare tutti, anche i trasporti. Il tema va affrontato. Le famiglie vanno tutelate. Verrà presentato un odg in merito che recepisce parte dell'istanza. Invece andrebbe tenuta in considerazione".

 

Tony Margiotta, Su: "La scuola a San Marino è un'eccellenza, ma non può creare specializzazione su tutti i curricula. Inoltre le nostre peculiarità sono di altissima qualità. Chi vuole andare a studiare fuori è giusto che lo faccia, ma a loro spese. Altrimenti sminuiamo le nostre eccellenze. Su voterà a favore".

 

Paolo Crescentini, Ps: "L'istanza è interessante ma non posso considerare che gli argomenti più scottanti negli ultimi anni vengono proposti al Consiglio Grande e Generale tramite istanze d'Arengo. A nessuno viene impedito di studiare ma è vero che quello che offre la Repubblica di San Marino è valido: se lo studente vuole frequentare istituti fuori territorio lo farà ma a sue spese. Questo è quello che contempla anche l'istanza d'Arengo che a mio avviso è condivisibile. Chi vuole frequentare istituto scolastico fuori confine, consapevole che una scuola equipollente è presente nel nostro territorio, deve pagare le spese per il trasporto. Se oggi si deve fare spending review è bene guardare a questi aspetti della spesa pubblica. Istanza dunque va accolta".

 

Guerrino Zanotti, Psd: "Apprezzo lo sforzo dei cittadini che si fanno promotori di istanze che tendono a far risparmiare lo Stato. Ma non sono d'accordo con lo spirito dell'istanza d'Arengo. Nessuno mette in discussione la bontà dell'offerta formativa sammarinese ma evidentemente c'è chi vuole che i propri figli studino fuori territorio e non mi sento di negare possibilità a tutte quelle famiglie che hanno questo desiderio e che magari non possono permettersi di sostenere le spese di trasporto. Sono per respingere l'istanza".

 

Manuel Ciavatta, Pdcs: "La cura formativa dei giovani è qualcosa inerente alla famiglia e al paese e perciò permettetemi di ringraziare il consigliere Podeschi. In alcune circostanze ho sentito dire che "se noi custodiamo la nostra scuola gli diamo maggior forza" però non credo che lo si possa fare limitando l'opportunità di andare all'esterno bensì si dovrebbe qualificare l'offerta formativa. Sono per respingere l'istanza ma siamo per proporre ordine del giorno per una revisione dell'assetto dei trasporti nell'ottica della spending review. In sostanza proponiamo in materia di revisione della spesa di "continuare il lavoro per la revisione dei contratti con autotrasportatori: ci auguriamo inoltre che per il 2014/2015 il tema del trasporto pubblico scolastico possa essere affrontato con l'emissione di un nuovo bando che permetta di pagare i mezzi solo per le tratte e il tempo effettivamente impiegato".

 

Giuseppe Maria Morganti, segretario di Stato per l'Istruzione, replica: "La scuola è aperta a tutti, diceva Calamandrei. La Repubblica di San Marino offre una propria scuola ottima ma non può oggettivamente offrire una pluralità di scuole ottime: cosa che invece accade in paesi più grandi, esempio l'Italia. Dobbiamo favorire la possibilità del confronto e quando si dice che la nostra scuola esclude gli studenti non capisco. La nostra scuola include gli studenti: ci sono più di 600 ragazzi nelle nostre scuole superiori. Il confronto è favorito dalle nostre leggi sul trasporto pubblico. Non respingiamo questa istanza perché non riteniamo la nostra scuola adeguata, anzi è un'ottima scuola. Ma vogliamo dare la possibilità di studiare fuori Paese anche agli altri 600 giovani studenti del nostro Paese".