San Marino, Consiglio Grande e Generale: molti emendamenti respinti
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Lunedì 23 Settembre 2013

 

SAN MARINO - Durante il dibattito vengono respinti all’articolo 8 tre emendamenti di Sinistra unita per estendere il voto per le Giunte di Castello ai non cittadini residenti da almeno cinque anni e ai sedicenni. Stessa sorte per l’emendamento di Civico 10 per aprire il voto agli stranieri maggiorenni residenti da almeno 10 anni. All’articolo successivo viene respinto l’emendamento di Su per permettere ai non cittadini residenti da almeno 10 anni di essere eletti Capitani di Castello; ritirato uno analogo di C10.

All’articolo 18 viene bocciato l’emendamento di Rete per rendere valida l’elezione, in caso si presenti una sola lista, qualsiasi sia la percentuale di aventi diritto che esprima voti validi, abolendo dunque il quorum previsto del 35%, già ribassato dal 50%. All’articolo 20 il movimento ne presenta un’ulteriore per prevedere tra i compiti del Capitano di Castello “indire referendum confermativi, relativi al Castello di competenza, relativamente a interventi particolarmente impattanti in tema edilizio o ambientale”: respinto.

All’articolo 22 Su propone di abbassare da 60 a 30 giorni il termine di risposta del congresso di Stato alle interpellanze, richieste e proposte avanzate dalla Giunta di Castello. L’emendamento viene bocciato.

All’articolo 23 le proposte di modifica sono due. Quella di C10 chiede che la Giunta di Castello sia informata su tutti i progetti urbanistici che riguardano il suo territorio e che sia tenuta a esprimere parere consultivo, entro 30 giorni, sui progetti di interesse pubblico presentati dall’Eccellentissima Camera e da privati convenzionati. Quella di Su prevede la possibilità di ricorso da parte della Giunta di Castello in caso di decisione contraria al parere che ha espresso, con l’eccezione delle deliberazioni del Consiglio grande e generale. Entrambi vengono respinti.

All’articolo 25 un emendamento di Rete chiede di prevedere l’urgenza nella risposta da parte degli uffici pubblici alla richiesta della Giunta di Castello solo per interventi che riguardano la salute e la sicurezza dei cittadini o temi ambientali.

All’articolo 32 Rete propone che, in caso di lavori di urgenza e di impossibilità dell’Aaspl, la Giunta di castello possa ricorrere ad aziende private, purché con sede in Repubblica. L’emendamento viene accolto.

Ritirati infine all’articolo 35 un emendamento di tre consiglieri del Psd e a quello successivo uno del gruppo Pdcs-Ns.

Di seguito un riassunto delle dichiarazioni di voto. La seduta è aggiornata a lunedì.

Progetto di legge "Legge sulle Giunte di Castello", dichiarazioni di voto.

 

Giovanni Lonfernini, Upr: “Esprimo soddisfazione per il confronto e auspico che si raggiunga l’obiettivo di valorizzare le Giunte e la loro opera”.

 

Luigi Mazza, Pdcs: “Il progetto di legge darà nuovi stimoli a un’attività fondamentale per la partecipazione”.

 

Paride Andreoli, Ps: “Esprimo soddisfazione per il risultato. Le due leggi trovano la condivisione. Daremo parere favorevole”.

 

Franco Santi, C10: “Voteremo a favore anche se con il rammarico di un’occasione persa per un’innovazione maggiore che la maggioranza non ha voluto accogliere”.

 

Ivan Foschi, Su: “Abbiamo partecipato al confronto. Nessun nostro emendamento è stato accolto. La legge apporta dei lievi miglioramenti, ma non realizza la svolta invocata e richiesta dagli organismi internazionali. Non c’è separazione dei poteri delle giunte dall’amministrazione centrale, non c’è una maggiore partecipazione per chi vive nei Castelli, non sono state individuate le misure per permettere alle Giunte di svolgere meglio i propri compiti. Ci asteniamo”.

 

Vladimiro Selva, Psd. “Voteremo a favore. È un passo in avanti. Rimane aperta la questione della possibilità per i residenti di votare per le Giunte. E il Psd continuerà a lavorarci”.

 

Roberto Ciavatta, Rete: “Legge non raggiunge lo scopo di ravvicinare i cittadini alle istituzioni locali. E lo verificheremo alle prossime elezioni delle Giunte. E’ un’occasione persa, un passo avanti inutile. Votiamo contro”.

 

Nicola Renzi, Ap: “Esprimo il voto favorevole del gruppo e l’apprezzamento per il lavoro svolto”.