Malumori sammarinesi per Aeradria, Arzilli rassicura. Però...
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Venerdì 11 Ottobre 2013

SAN MARINO - Dopo i “rumor” rilanciati da San Marino Fixing sull’edizione del nostro settimanale in edicola questa mattina, 11 ottobre, riguardanti il mal di pancia in seno alle istituzioni del Titano circa alcune scelte nella gestione della “nuova” Aeradria, prontamente è giunta una rassicurante precisazione “politica”.

Direttamente da Washington dove è in veste di Governatore per San Marino al consesso di Banca Mondiale, il Segretario di Stato Marco Arzilli affida a poche righe la rassicurazione circa l’intenzione di San Marino di sostenere ancora Aeradria.

Dichiarazioni rassicuranti ma comunque “morbide”, una smentita che di fatto non smentisce il messaggio che fonti di primissimo livello in seno all’esecutivo - messaggio che qui ribadiamo - hanno affidato indirettamente a Fixing per farle giungere alle orecchie dei soci italiani. Poi la politica è la politica, e quindi tempestivamente ecco giunta la nota che anestetizza il tutto. “San Marino ha scelto di sostenere Aeradria, la società di gestione dell'aeroporto Rimini-San Marino, in maniera concreta perché la ritiene un elemento strategico per lo sviluppo del territorio. In primo luogo si sono impegnate le istituzioni locali, Comune e Provincia di Rimini, i creditori locali tra cui la prima banca riminese insieme anche a un istituto bancario sammarinese”. E sin qui niente di nuovo. “La Repubblica di San Marino - prosegue Arzilli - di fronte al progetto di rilancio della società, ha deciso di partecipare all'operazione di messa in sicurezza e rilancio, anche a fronte dell'accordo, firmato con l'Italia, per l'assegnazione di alcune aree dell'aeroporto stesso”; anche in questo caso si tratta di un ribadire concetti mai messi in discussione. Poi finalmente la rassicurazione: “La messa in sicurezza di Aeradria è sicuramente strategica per il progetto di sviluppo di San Marino”, esattamente il contrario di quanto fatto trapelare nei giorni scorsi, ma fa parte del gioco.

Ma quel milione di euro, San Marino ancora non l’ha appoggiato sul tavolo. Da qui il brivido che è stato fatto correre lungo la schiena dei soci italiani: “Rimane il fatto - conclude Arzilli - che l'accordo sottoscritto da San Marino per la ricapitalizzazione di Aeradria è subordinato all'omologa da parte del tribunale del concordato di continuità. Solo in quel momento i finanziatori saranno chiamati a versare fisicamente il denaro. Noi ci auguriamo che l'omologa arrivi, perché riteniamo l'aeroporto di Rimini - San Marino un progetto strategico per il futuro del nostro Paese. San Marino ha all'interno del cda un membro di primaria importanza, siamo fiduciosi che il consiglio d'amministrazione dia risposte positive nella direzione del rispetto del concordato”.

Avete per caso notato il classico tono da smentita nelle parole di Arzilli? No, appunto. Ecco allora qual è l’oggetto del contendere. Il nuovo CdA si è insediato da poco e sul tavolo sono passate alcune delibere che hanno fatto storcere il naso a qualcuno. Non sarà stata una di quelle, non abbiamo elementi per comprovarlo, ma nel tritacarne della politica (e di rimando quello dei media) c’è finita subito, un paio di settimane fa, la nomina del nuovo direttore di Aeradria, Paolo Trapani, un manager da 200 mila euro l’anno. E questo è un esempio per dire come - lo ribadiamo perché lo sappiamo per certo - a San Marino super-compensi per super-consulenti non sono più graditi.

 

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