San Marino, l’indirizzo di saluto dei Capitani Reggenti al Consiglio Grande e Generale
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Martedì 22 Ottobre 2013

 

SAN MARINO - L'indirizzo di saluto degli Ecc.mi Capitani Reggenti Gian Carlo Capicchioni e Anna Maria Muccioli in occasione della prima seduta del Consiglio Grande e Generale.

 

Signori Consiglieri, Signori Segretari di Stato, in questa prima seduta consiliare da noi presieduta, desideriamo rivolgere a Voi tutti un cordiale saluto e l'auspicio, particolarmente sentito, affinché questa Aula possa essere sede di un confronto leale e costruttivo fra i Consiglieri e fra tutte le forze politiche rappresentate. Nel rispetto del nostro ruolo super partes di garanti delle Istituzioni, assicuriamo il nostro massimo impegno per una corretta applicazione delle regole e per un razionale ed ordinato svolgimento dell'attività istituzionale. Sarà un'attività particolarmente impegnativa e significativa quella cui dovrà attendere nei prossimi mesi questo Consiglio chiamato ad adottare provvedimenti di grande rilevanza per il futuro del nostro Paese. E' indispensabile un impegno comune senza precedenti per affrontare con decisione e senza alcun indugio quelle misure che sono necessarie a fronteggiare una crisi che sta avendo effetti molto pesanti sul bilancio dello Stato, sulle attività economiche, sull'occupazione e sui cittadini. A questa esigenza devono rispondere tutti coloro che hanno una responsabilità politica. A loro spetta anche il delicato compito di contribuire a ridurre la distanza oggi esistente tra la classe politica e la cittadinanza, recuperando quella base di consenso che è assolutamente necessaria per operare i cambiamenti che costituiscono l'indispensabile premessa per un futuro di rinnovato benessere per il nostro Paese.

Serve un grande sforzo collettivo, il contributo di tutti e la fiducia di ognuno, per sopperire con grande decisione e senza ulteriori indugi alle carenze strutturali del nostro sistema e ai problemi che ci portiamo dietro da anni, adottando quelle decisioni e realizzando quelle riforme che non possono più essere rinviate. Oggi dobbiamo chiedere ai nostri concittadini un maggior impegno contributivo per il mantenimento dello stato sociale. Ma dovremo riuscire a farlo in maniera assolutamente equa, chiedendo in relazione alla capacità contributiva di ognuno e rimuovendo quelle aree di privilegio che non possono essere più tollerate. Dovremo intervenire finalizzando i sacrifici ad una seria e chiara prospettiva di sviluppo, con la piena consapevolezza che, qualora ciò non avvenisse, pagheremmo tutti le inevitabili e gravi conseguenze della nostra inerzia, ma soprattutto le faremmo pagare, irrimediabilmente ed in maniera indebita, alle generazioni che verranno dopo di noi. E commetteremmo un errore imperdonabile se irresponsabilmente e senza lungimiranza espropriassimo i nostri giovani del loro bene più prezioso: il futuro. La solidarietà tra i cittadini e tra le generazioni resta un vincolo sociale indispensabile per la coesione della nostra comunità e per fronteggiare con efficaci e tempestivi strumenti di intervento situazioni di grave difficoltà, se non di vera e propria emergenza economica e sociale, oggi purtroppo sempre più diffuse anche nella nostra realtà. La solidarietà oggi deve essere richiamata quale caposaldo morale dell'azione politica anche per attenuare situazioni di maggiore difficoltà che la crisi ha creato: pensiamo, in particolare, a interi nuclei famigliari che, dopo aver perso il lavoro o rischiando di perderlo a breve, si ritrovano privi di qualunque fonte certa di reddito e di sostentamento.

Una partecipazione costruttiva e responsabile ed il confronto - anche serrato ma sempre con l'impegno a ricercare, nonostante i contrasti, la più ampia e positiva convergenza, devono rappresentare oggi - così come è stato in altri momenti particolarmente difficili della storia della nostra Repubblica – le risorse migliori per affrontare questo momento così delicato per la vita dei nostri concittadini. Ci preoccupa molto, pertanto, il clima di contrapposizione e di scontro sociale che sta caratterizzando il nostro Paese: la difesa, anche legittima, degli interessi di parte non può e non deve avere il sopravvento sugli interessi generali della nostra Repubblica e sul rispetto delle istituzioni democratiche. A fronte dei sacrifici richiesti alla nostra popolazione, deve proseguire l'indispensabile opera di risanamento dei conti pubblici, facendo comunque salve risorse adeguate per la cultura, per la sanità, per la formazione, per gli investimenti strutturali essenziali per lo sviluppo. Offrire ragioni di fondata speranza e di fiducia per il prossimo futuro ai tanti sammarinesi che hanno difficoltà a trovare un'occupazione e che quindi pagano il costo più alto della crisi: questo deve essere l'obiettivo centrale ed ineludibile cui dedicare ogni sforzo, rafforzando l'impegno per garantire in tempi brevi una ripresa economica, con scelte forti per favorire lo sviluppo e la competitività del nostro sistema Paese e valorizzare adeguatamente le numerose potenzialità e professionalità presenti sul territorio. La grave crisi occupazionale che la nostra Repubblica sta attraversando ha purtroppo acuito la difficoltà dei nostri giovani a trovare un impiego: auspichiamo pertanto che in tempi brevissimi si possa giungere all'adozione di soluzioni normative in grado di garantirne un progressivo inserimento nel mondo del lavoro.

Ed in tal senso riteniamo sia cruciale il ruolo della formazione e il suo necessario legame con quei settori che possono garantire valide prospettive di sviluppo e di lavoro per le nuove generazioni. Con grande accortezza e lungimiranza e con una fattiva collaborazione tra le imprese, il mondo del lavoro e le istituzioni scolastiche dobbiamo riuscire ad accompagnare i nostri giovani in percorsi formativi e professionali che sappiano non solo assecondare le loro potenzialità ed i loro talenti ma anche rispondere alle reali opportunità provenienti dall'economia così come alla necessità per il nostro Paese di aprirsi all'esterno e di dialogare con un mondo in continua evoluzione. Allo stesso modo riteniamo nostro dovere favorire il costruttivo apporto dei cittadini e della società, nelle sue varie forme di aggregazione, nella formulazione delle proposte per affrontare e risolvere i tanti problemi che la Repubblica ha di fronte. In questo momento così delicato e al contempo cosi importante per il futuro del nostro Paese, confidiamo nella piena collaborazione e nel senso di responsabilità di tutti Voi. Siamo certi che il Vostro sostegno non ci verrà a mancare, così come non dovrà mai venire a mancare quel profondo attaccamento ai valori della nostra Repubblica e quel senso dello Stato che sempre deve ispirare l'attività di questo Consiglio. Senza indulgere al pessimismo e allo scoraggiamento ed attingendo alle risorse umane e morali del nostro popolo, sapremo costruire un futuro di ritrovata stabilità e serenità per la nostra Repubblica. A conclusione di questo breve messaggio di saluto, desideriamo ringraziare i nostri predecessori, Antonella Mularoni e Denis Amici, che ci hanno aiutato nel compito di assumere questo importantissimo mandato. Confidiamo altresì nel prezioso contributo e nel competente sostegno dell'Ufficio di Segreteria e dell'Ufficio Segreteria Istituzionale, per il miglior svolgimento dei lavori consiliari.