San Marino, Commissione ambiente: rifiuti ed efficienza energetica
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Lunedì 17 Febbraio 2014

 

SAN MARINO - I lavori della commissione si aprono con un riferimento del segretario di Stato per il Territorio, Matteo Fiorini, in merito alla questione dei rifiuti, sollecitato dal consigliere di Rete, Elena Tonnini.

Si passa così all'esame in sede referente del progetto di legge "Riforma della Legge n.72 del 7 maggio 2008 – Promozione ed incentivazione dell'efficienza energetica degli edifici e dell'impiego di energie rinnovabili in ambito civile e industriale", che occupa tutta la seduta mattutina.

All'articolo 1, "Finalità", viene accolto un emendamento di Rete che prevede in riferimento alle società energetiche, la necessità per l'Aass di rivedere le politiche contrattuali in modo da non incorrere in possibili penali. All'articolo 2, "Autorità di regolazione per i Servizi pubblici e l'energia", viene parzialmente accolto un emendamento presentato da Rete. Viene così inserita la previsione che "tutti i dettagli delle consulenze, compresi eventuali costi e i risultati, saranno resi pubblici in un'apposita area del sito dell'Autorità, nonché presi in esame nelle relazioni annuali del Pen". Respinti o ritirati invece quelli, sempre di Rete, che prevedono che l'Autorità faccia entro il 2014 proposte di risparmio per le aziende che più consumano energia sul territorio e che la scelta dei suoi membri e delle consulenze avvenga tramite bando pubblico, con tanto di incompatibilità per queste ultime.

All'articolo 3, "Definizioni", Rete presenta un emendamento, respinto, per togliere il riferimento, in merito all'attestato di qualificazione energetica, che sia predisposto da un professionista non necessariamente estraneo alla progettazione e realizzazione dell'edificio. Il consigliere Tonnini affronta anche la questione delle biomasse, sottolineando che "non è chiaro il loro utilizzo, si tratta di un tema molto delicato" sulla questione concorda il collega di C10, Franco Santi. "Si parla di terreni marginali, non agricoli", replica il segretario di Stato Fiorini.

All'articolo 4, "Ambito di applicazione della legge", Rete presenta tre emendamenti. Il primo chiede che i decreti delegati previsti per la riduzione dei consumi relativa alla climatizzazione estiva e all'illuminazione degli ambienti vadano emanati entro la fine di luglio. Il secondo che per le 30 aziende che più consumano energia sia obbligatorio l'audit energetico. Il terzo che si abroghi l'esclusione delle unità immobiliari destinate al culto dal progetto di legge. Tutti e tre vengono respinti.

All'articolo 5, "Documentazione tecnica, titoli abitativi, accertamenti", sono cinque gli emendamenti di Rete. Tre sono accolti: quello che inserisce "la non veridicità delle dichiarazioni" per le sanzioni sulla conformità dell'opera al progetto; quello per l'obbligo negli edifici di esposizione delle targhe di rendimento energetico e quello per l'esclusione degli edifici a uso pubblico dalla deroga all'attestato di prestazione energetica. Sono respinti quello che priva il Gpe della possibilità di ricorrere a esperti o organismi esterni, e quello che prevede che l'onere dell'attestato di prestazione energetica per gli edifici a uso pubblico spetti in ogni caso al proprietario.

A questo punto la seduta viene interrotta e riprenderà nel pomeriggio.

 

Di seguito un riassunto degli interventi

 

Comunicazioni

 

Matteo Fiorini, segretario di Stato per il Territorio: "Mi spiace per il rinvio di due settimane di questa commissione, ma ero ammalato. Per il Consiglio di marzo, si parla di due date. Chiedo se è possibile l'accorcio dei termini per la presentazione della relazione per portarla alla prima seduta utile di marzo".

 

Elena Tonnini, Rete: "Siamo concordi sulla linea per portare il provvedimento in Aula a marzo. Chiedo qual è la situazione dei rifiuti a San Giovanni? Questa mattina dovrebbe partire l'iter. Vorrei capire quali sono i problemi con Sogliano per l'allungamento dei tempi".

 

Matteo Fiorini, segretario di Stato per il Territorio: "Con la delibera della giunta regionale per 90 giorni abbiamo portato i rifiuti a Ravenna. Il temine scadeva nelle prime due settimane di gennaio. Ci siamo adoperati per avere nuove destinazioni e la giunta regionale il 23 dicembre ci ha destinato l'umido a Imola e il secco a Sogliano Ambiente. A quel punto va stretto un accordo tra il conferitore, l'Azienda dei servizi, e il gestore dell'impianto. Queste notifiche passano attraverso un nulla osta da parte della Provincia interessata. Quella di Ravenna a ottobre non aveva chiesto una documentazione suppletiva, così la Provincia di Bologna per Imola. Quella di Forlì invece l'ha richiesta, anche se siamo un'azienda pubblica. Ci è stata chiesta una serie di verifiche sulle identità dei conferitori, sulla procedura di sicurezza che in Italia si applica sulla normativa Antimafia. Di solito si tengono 60 giorni per dare risposta attraverso il silenzio-assenso. Noi abbiamo insistito affinché fossero ridotti a 15. E ci siamo riusciti. Il problema si è manifestato all'inizio dell'anno, ci siamo ritrovati ad accumulare secco per questa richiesta supplementare che non era prevedibile. E$' stata una scelta autonoma di Forlì, per noi abbastanza immotivata, ma tant'è. Venerdì pomeriggio tutto si è risolto e stamattina sono partiti i primi camion. Si sono accumulate tre settimane di stoccaggio di rifiuti secchi. Sono stati fatti continui sopralluoghi in questi giorni anche da parte del dipartimento Prevenzione, l'ultimo venerdì mattina, ed è tutto regolare. Lo stoccaggio andrà a calare e si tornerà alla normalità al massimo entro 2 settimane e mezzo. Dopo ci sarà regime ordinario".

 

Elena Tonnini, Rete: "A breve attendiamo la risposta all'interpellanza del nostro movimento in merito. Abbiamo molto dubbi, speriamo vengano eliminati. Riguardano il tritovaglio, che per l'Italia non potrebbe essere portato in discarica. Ci sono stati problemi legati all'identificazione dell'Aass e non alla qualità del rifiuto".

 

Matteo Fiorini, segretario di Stato per il Territorio, replica: "Sul tritovaglio il percorso è stato concordato con la Regione a fronte dell'impegno sul porta a porta e per un rifiuto sempre più di qualità".

 

Esame in sede referente del progetto di legge "Riforma della Legge n.72 del 7 maggio 2008 – Promozione ed incentivazione dell'efficienza energetica degli edifici e dell'impiego di energie rinnovabili in ambito civile e industriale."

 

Matteo Fiorini: "E' una legge presentata in prima lettura dopo un odg di Upr-Ps sulla volontà del governo di incentivare l'edilizia. Questa è una parziale risposta, che spinge San Marino verso pratiche virtuose. La legge del 2008 è stata rivoluzionaria, ha stabilito i criteri di efficienza energetica e di incentivazione di produzione di energia da fonti rinnovabili. Poggiava sull'efficientamento energetico e sull'idea di produrre quanto più possibile da fonti rinnovabili. Nella sua applicazione è rimasta però un po' zoppa. La produzione da fotovoltaico è partita, sul risparmio è stato fatto poco. Allora occorre riprendere la normativa per adeguare software e sistemi di calcolo. E' stato istituito un tavolo molto partecipato alla segreteria di Stato per il Territorio. Oggi il testo arriva in commissione dopo un ulteriore confronto con maggioranza e opposizione. Si va nella direzione della qualità dell'ambiente, del costruire e del vivere. Alcuni emendamenti sono stati presentati con largo anticipo, altri all'ultimo".

 

Paolo Crescentini, Ps: "Questa è una legge molto tecnica e sono necessarie competenze specifiche. Ci siamo avvalsi di esperti del settore. Ringrazio il segretario di Stato per come ha gestito il progetto di legge. Abbiamo due emendamenti in particolare: uno lo ritiriamo sulla questione della cogenerazione, dato che sono stati tolti i limiti; il secondo sui decreti: se si abrogano quelli in vigore, la legge rischia di non essere operativa. Si può intervenire dopo che la legge è a regime".

 

Franco Santi, C10: "Condivido l'importanza del progetto di legge che rappresenta una concreta possibilità per dare sviluppo e fare ripartire il settore. Ed è un volano per l'economia. Anch'io ringrazio il segretario di Stato per il metodo. Gli obiettivi della legge sono condivisibili, ma nel concreto non potranno essere raggiunti, perché l'intervento è limitato al solo settore dell'edilizia civile e gran parte del consumo energetico riguarda il settore produttivo. C'è qualche riferimento, ma si deve fare di più. Un altro elemento molto critico riguarda le risorse umane e l'organizzazione della macchina pubblica che sovrintenderà all'applicazione della normativa. Si fa riferimento all'Upa, un ufficio che ancora non esiste. C'è il rischio di una riforma che nasce zoppa".

 

Elena Tonnini, Rete: "Il metodo del confronto attivo ha permesso di approfondire tutti gli aspetti della legge. Sarebbe bello che avvenisse sempre. E' una legge molto importante. Ci si basa sull'Italia, che non è il punto di vista migliore cui riferirsi. Si deve lavorare sull'esistente, come prevede il nuovo quadro comunitario che non dà un euro alle nuove costruzioni. Ma punta sulla riqualificazione ed efficienza dell'esistente, concentrandosi sulle piccole e medie imprese evitando i grandi cantieri. Occorre aprire una porta verso questi orizzonti, concentrarsi sull'esistente e puntare sulla riqualificazione. Ci sono diverse mancanze, del settore si dovrebbe occupare il Pst. Ci sono molte pressioni, lo capiamo. Serve personale altamente competente, non scelto attraverso le solite nome del congresso di Stato. Molte proposte del Pen non sono state accolte. Gli incentivi vanno visti come un modo per dare una spinta iniziale, non per fare sopravvivere i settori che devono sopravvivere con le proprie gambe. Il fotovoltaico è utile, ma incentivi non sono sostenibili. Nella legge ci sono alcuni contrasti, vengono riprese le biomasse e si rischia di implementare gli sprechi".

 

Stefano Canti, Pdcs: "Ringrazio il segretario di Stato per la metodologia data. Il confronto ha permesso un miglioramento del testo. La legge è molto tecnica e ha un aspetto eminentemente pratico: vuole rilanciare il settore edilizio, demandando ai decreti la definizione delle potenzialità".

 

Nicola Renzi, Ap: "Questa legge è un ottimo punto di partenza. Permangono punti di vista differenti, che sono il frutto di visioni politiche diverse. La maggioranza è un po' più realista. E' vero che in alcune aziende si concentra grande consumo energetico, ma agire oggi con obblighi pesanti avrebbe fatto chiudere l'impresa. Si è agito in preponderanza sul settore civile proprio per questo, per una questione di realismo. Abbiamo scadenze precise sulla scelta del personale, servono collaborazione e organizzazione: non è la nomina di un dirigente che risolve i problemi ma l'interazione opportuna tra tutte le forze della Pa. Sulla riqualificazione energetica di edifici pubblici ricordo che è stata già evidenziata la progettualità, il piano è partito nella passata legislatura ed è stato accelerato in questa. Ma serve tempo".

 

Gerardo Giovagnoli, Psd: "Questa legge opera in continuità rispetto alla normativa del 2008. E' difficile fare una legislazione che tenga alla prova del tempo. Sui consumi negli edifici non c'è stata una rivoluzione, l'impatto è stato minimo; sulla produzione da rinnovabili preponderante è stato il fotovoltaico, grazie agli incentivi. L'effetto complessivo numerico non è stato particolarmente elevato, anche perché gran parte dei consumi deriva dalle aziende. Questo non significa che ci siano degli sprechi. Nell'elaborazione del decreto sulla verifica dei consumi dovremo essere efficaci. Molti consumi, specie nella Pa, dipendono dai comportamenti degli utenti, non solo dalle tecnologie. Anche l'educazione è importante. Dalla legge ci sono comunque più vincoli: viene chiesto alla Pa di essere più efficiente sul risparmio. C'è l'obbligo sulla produzione da rinnovabili".

 

Matteo Fiorini, segretario di Stato per il Territorio, replica: "Stiamo facendo passare l'idea che si premierà la qualità del costruire e dell'efficienza energetica. E' un percorso culturale, iniziato con la legge del 2008. Certo si sono stati degli errori, sui macro impianti e su certi incentivi, e ora si fa un sostanziale passo in avanti. Si mettono obblighi sul nuovo, incentivi per mettere mano al vecchio. Sappiamo che la produzione è soprattutto delle industrie. Ora non ci sono vincoli che ci saranno tra qualche anno, perché ora le aziende soffrono. Occorre incentivare l'audit energetico. Sulle biomasse abbiamo tolto ogni fraintendimento. Va avanti una revisione della Pa e sul suo fabbisogno. Non c'è il discorso della vacatio legislativa. Coinvolgerò le forze politiche sui decreti".