San Marino, in tre anni per l’erario 29 milioni di euro dai giochi
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Venerdì 28 Febbraio 2014

SAN MARINO - San Marino, ieri in aula il Consiglio Grande e Generale ha iniziato anche il confronto sullo stato e sullo sviluppo del comparto giochi. Sono 29 milioni di euro le entrate del triennio per l’erario sammarinese. Solo il 7% della clientela delle sale della Giochi del Titano è sammarinese. Lo sviluppo del dibattito consiliare.

 

Comma 15. Riferimento del Congresso di Stato sullo stato e sviluppo del comparto dei Giochi e successivo dibattito
Claudio Felici, segretario di Stato per le Finanze: “La Legge 25 luglio n. 67 del 2000 disciplina l’esercizio dei giochi, dei concorsi a premi, delle lotterie, del lotto, dei giochi della sorte e dell’abilità delle scommesse. Tale legge regolamenta questo tipo di attività riservando l’esercizio in via esclusiva allo Stato. Il compito di rilasciare le autorizzazioni, di controlli e di curare le attività contro la dipendenza da gioco, sono affidate all’Ente di Stato dei Giochi.

Giochi del Titano SpA unico soggetto autorizzato alla gestione in forma stabile di giochi, ha avviato la propria attività nel maggio 2007, subentrando alla società Giochi San Marino SpA.

Negli ultimi 5 anni l’offerta di gioco ha avuto una costante evoluzione; l’attuale management di Giochi del Titano, insediatosi nell’ottobre del 2009, ha operato seguendo un percorso volto alla graduale sostituzione del gioco del Keno. Il conseguente rinnovamento delle macchine ha incrementato la tipologia dei giochi presenti nella sala, che si è così resa maggiormente attrattiva per i potenziali clienti.

Se infatti nel 2008 e 2009 l’attività principale era il Keno (91,7% dei ricavi nel 2008 e 94% nel 2009), successivamente, con l’introduzione prima degli apparecchi automatici “Super Gaminator” e poi di altri tipi di macchine, l’incidenza delle 80 macchine Keno restanti, è andata scemando sino ad arrivare al 28,37% nel 2012 ed al 20,12% nei dieci mesi del 2013. Di contro, gli apparecchi “Super Gaminator” (attualmente 70), sono diventati la componente più importante del parco attività riuscendo nel 2012 a produrre più del 50% dei ricavi della Società, arrivando nel 2013 al 51,73%. Fra la seconda metà del 2010 ed oggi sono state introdotte altre tipologie di apparecchi automatici, per un totale di 76, che nel 2012 hanno prodotto il 17,84% dei ricavi e nel 2013, alla fine di ottobre hanno prodotto il 24,7% del ricavo totale, superando anche il Keno. Il gioco del Bingo, in drastica contrazione, nel 2012 ha generato un risultato di sostanziale pareggio e nel 2013 si è praticamente fermato.

I tornei di poker sportivo attuati da Giochi del Titano hanno registrato, fin dal 2011, un notevole sviluppo arrivando a produrre, nel 2012, il 3,67% dei ricavi complessivi. Nel 2013 la sala poker ha prodotto il 3,43% dei ricavi complessivi di Giochi del Titano. Giochi del Titano, da tempo, non offre servizi connessi alle scommesse. L’offerta di giochi ed il gradimento della clientela siano variati nel corso degli anni con giochi come il Royal Derby ed il Black Jack oramai eliminati e giochi come Keno e Bingo il cui gradimento è negli anni stato sorpassato dal Poker live e dalle slot machine: Super Gaminator, Premium Gaminator, Slant Gaminator plus, Novo unity, AVP, IGT-G23, IGT-Slant, Williams, Konami.

I dati relativi al volume delle attività di gioco del 2012, confrontati con gli ultimi 5 anni, dimostrano una continua contrazione, particolarmente preoccupante per la costanza con cui questa si conferma mese dopo mese. Il decremento dei ricavi appare determinato da una pluralità di fattori; di seguito se ne illustrano i più rilevanti:

- Giochi del Titano deve competere con un regime di forte concorrenza, sempre più aggressiva, su tre distinti fronti:

a) nell’immediato circondario sono da tempo presenti numerose sale da gioco con caratteristiche non dissimili da Giochi del Titano (le sale da gioco italiane infatti, per effetto delle evoluzioni normative avvenute negli ultimi anni, offrono tipologie di gioco sempre più diversificate e innovative);

b) notevole è lo sviluppo registrato dal gioco “on-line”, attualmente non normato, con inevitabili mancati introiti e mancate ricadute sul comparto economico/bancario e che consente a tutti, utilizzando un semplice PC (o addirittura uno smartphone) e una carta di credito, di poter accedere a siti che offrono molteplici possibilità di gioco;

c) la presenza in territorio di ricevitorie/punti vendita che offrono prodotti di società concessionarie estere;

- i locali sede della Giochi del Titano, per la particolare dislocazione e per limiti architettonici non possono ospitare alcune tipologie di apparecchi da gioco a causa della non sufficiente altezza degli ambienti e sconta una complessità gestionale ed inefficienze derivanti dalla necessità di duplicare i servizi di presidio degli ingressi alle sale.

L’Ente di Stato dei Giochi esercita la propria attività di controllo e vigilanza, tra l’altro, attraverso:

- l’autorizzazione preventiva all’installazione di nuove macchine;

- l’autorizzazione preventiva allo svolgimento di nuovi giochi (poker sportivo);

- la verifica delle attività promozionali poste in essere;

- il monitoraggio delle attività svolte da Giochi del Titano e dei risultati ottenuti distinti per singole tipologie di gioco (bingo, keno, slots, poker, ecc);

- l’elaborazione di dati statistici rappresentativi di incassi, presenze;

- l’accertamento del rispetto dei regolamenti di gioco;

- la verifica della conformità dei sistemi di pagamento delle vincite;

- la verifica della corretta identificazione e registrazione dei clienti che accedono alle sale.

Il commissario dell’Ente di Stato dei Giochi, avente tra l’altro funzioni di controllo sulle attività di gioco, riferisce circa gli esiti della propria attività, anche attraverso la predisposizione di “report” contenenti elaborazioni di dati e statistiche utili al Consiglio Direttivo nelle sue funzioni di vigilanza sulla gestione di Giochi del Titano.

Lo scorso mese di marzo, l’Ente di Stato dei Giochi ha svolto, presso la sede di Giochi del Titano, un’attività di audit (i cui report sono già stati trasmessi a codesta Segreteria di Stato), al fine di valutare la funzionalità e l’adeguatezza delle procedure poste in essere dalla società concessionaria in attuazione alle disposizioni legislative e regolamentari e con lo scopo di individuare eventuali procedure che potessero necessitare di aggiornamenti e/o di revisioni. In tale occasione l’Ente di Stato dei Giochi ha riscontrato la sostanziale conformità delle attività svolte con le norme vigenti, ritenendo, tra l’altro, che l’organizzazione posta in essere sia adeguata al tipo di attività esercitata e idonea a poter sviluppare anche nuove attività di gioco.

Nel corso del 2012 l’Ente ha perfezionato l’attività istruttoria e di autorizzazione su 64 istanze di lotterie e concorsi a premi. Le autorizzazioni rilasciate dall’Ente per l’anno 2013 sono 41.

Sono state evase 78 richieste di autorizzazioni in forma temporanea per apparecchi automatici a premio in denaro già installati presso i locali pubblici (bar e sale giochi). Con riferimento specifico ai suddetti apparecchi il 14/06/2011 l’Ente di Stato dei Giochi ha redatto e approvato un “Protocollo di Certificazione” e sulla base dello stesso, nell’ottobre del 2012, ha autorizzato un nuovo tipo di macchina denominato “Golden Ball”. Al fine di meglio monitorare i terminali operativi presso i locali pubblici l’Ente di Stato dei Giochi, fin dallo scorso dicembre, si è attivato il controllo a distanza per via telematica. l’Ente di Stato dei Giochi sarà quindi in grado di verificare l’ammontare delle giocate effettuate da ogni singola macchina del tipo denominato “Golden Ball”.

L’Ente di Stato dei Giochi, sin dal gennaio 2010, ha approvato un regolamento relativo ai tornei di poker sportivo in forma occasionale, e ritiene che tale regolamento costituisca tuttora un punto di equilibrio nell’individuazione del confine tra gioco esercitato in forma stabile e gioco esercitato in forma occasionale. Con riferimento ai tornei di poker sportivo in forma temporanea si allega alla presente la relazione del Commissario incaricato dall’Ente sull’andamento mensile dei tornei autorizzati al 31 ottobre 2013. Anche relativamente ai giochi in forma occasionale il Commissario dell’Ente di Stato dei Giochi riferisce periodicamente al Consiglio Direttivo circa l’andamento delle attività di gioco sul territorio e le relative azioni di monitoraggio e controllo.

L’Ente di Stato dei Giochi, in merito all’esame delle questioni relative alle attività di controllo dei giochi della sorte esercitati sul territorio, ha incontrato i Comandanti delle Forze dell’Ordine, individuando nel Corpo di Polizia Civile quello idoneo a coadiuvare l’Ente nello svolgimento delle proprie funzioni. Nell’ambito delle proprie mansioni di controllo dei giochi della sorte, l’Ente di Stato dei Giochi ha provveduto ad emettere n. 3 sanzioni amministrative per la mancata osservanza delle disposizioni impartite dall’Ente e per la violazione della normativa in vigore sui giochi. Inoltre, ha provveduto ad inviare due segnalazioni al Tribunale Unico della Repubblica di San Marino per possibili attività di gioco non autorizzate presso un’attività commerciale sita in territorio, a fronte di una delle quali il Tribunale ha già emesso decreto penale di condanna.

L’Ente Giochi ha stipulato in data 15 ottobre 2012, e rinnovato nell’ ottobre 2013, un contratto avente ad oggetto la prosecuzione delle attività di prevenzione e contrasto alle forme di gioco patologico previste all’art.3 lett.d) della Legge 143/2006, da attuarsi attraverso la realizzazione del progetto “gioco responsabile”. Il progetto “gioco responsabile”, si sviluppa attraverso i seguenti servizi:

1. attività di sportello, ubicato presso la sede di Giochi del Titano, ma aperto a tutti i giocatori presenti sul territorio; 2. reperibilità telefonica attraverso l’attivazione di un numero verde apposito per tale servizio; 3. formazione del personale di sala della Giochi del Titano; 4. attività di prevenzione del gioco patologico sul territorio.

Per quanto attiene al punto 4), la necessità di dare maggiore visibilità allo sportello e di informare la cittadinanza rispetto alle attività di prevenzione e sostegno offerte ha motivato l’Ente di Stato dei Giochi alla realizzazione di un opuscolo informativo ed una locandina già distribuita presso contesti strategici del territorio (centri sociali, presidi medici, Servizio di Salute Mentale, Servizio Minori, Uffici Pubblici, esercizi dove vengono esercitati giochi della sorte). L’iniziativa è stata attuata con il patrocinio della Segreteria di Stato per le Finanze e della Segreteria di Stato per la Sanità.

Nell’ambito del medesimo progetto l’Ente intende coinvolgere le Associazioni di Categoria attraverso l’organizzazione di incontri per la formulazione di un percorso di informazione/formazione sul gioco responsabile. In aggiunta a tali attività vi sono altri strumenti funzionali alla prevenzione ed al contrasto del gioco patologico: tra gli altri si segnala che, in base a disposizioni regolamentari impartite dall’Ente di Stato dei Giochi, Giochi del Titano è tenuta all’identificazione ed alla registrazione dei giocatori che accedono alla sala e deve corrispondere i premi di importo superiore ad euro 2.000 mediante assegno bancario non trasferibile (attraverso tale disposizione si evita la possibilità di giocare immediatamente la vincita effettuata). In considerazione di quanto precede, si può affermare che le misure attuate nella Repubblica di San Marino al fine di prevenire e contrastare il gioco patologico sono di buon livello rispetto a quelle attuate dalle sale da gioco di altri paesi.

            Il settore dei giochi ha subito negli anni notevoli cambiamenti rispetto ai quali vi è stata la necessità di continue reazioni a livello di gestione al fine di non perdere quote di mercato oltremisura.

Nel triennio 2007-2009 per esempio la società Giochi del Titano ha svolto la propria attività, come accennato all’inizio, attraverso un’ unica tipologia di gioco elettronico (Multi-Keno) affiancato al Bingo Live che già produceva ricavi modesti. Nonostante ciò però la società sammarinese produceva ricavi giudicati soddisfacenti e l’offerta trovava un suo spazio di mercato.

Le condizioni di mercato cambiano radicalmente dopo il 2009, da un lato per effetto della crisi, che produce una contrazione delle disponibilità economiche dei clienti modificando anche le abitudini e gli atteggiamenti di consumo, ma ancor più a causa della politica di liberalizzazione messa in atto dalla vicina Italia. La liberalizzazione del mercato italiano ha portato come conseguenza alla nascita giorno dopo giorno di sale da gioco fino a raggiungere una presenza capillare sul territorio, anche limitrofo, che ha inciso profondamente sulle dinamiche di mercato in generale e sulla penetrazione del bacino d’utenza della struttura sammarinese.

Vale la pena nuovamente sottolineare che la clientela della Giochi del Titano, si compone di clientela italiana per il 93%. La situazione richiedeva una strategia veloce e decisa al fine di mantenere sul mercato l’offerta del Titano che si è espressa in alcuni interventi di tipo gestionale messi a punto dal management della Giochi del Titano e dall’integrazione del Decreto Delegato 26.10.2009 n.145 con l’inserimento di una nuova tipologia di gioco riconducibile alle slot machine che ha permesso di bilanciare la rapida perdita di incassi del Keno.

Il triennio 2010-2012 è stato un periodo complicato per l’offerta sammarinese sia per gli effetti della crisi economica che hanno inciso sulla clientela e ancor più per l’evoluzione del mercato che ha registrato un pullulare di casinò on-line, oltre 200 le licenze concesse in Italia, canali televisivi dedicati, 350mila slot dislocate sul territorio italiano, 67mila slot VLT installate in locali dedicati a cui si aggiunge un’offerta istantanea praticamente in tutte le tabaccherie e bar con gratta e vinci ecc…

Il cliente italiano trova l’offerta praticamente sotto casa, ad esempio nella provincia di Rimini sono 70 le sale attivate. Tale capillarizzazione ha prodotto come effetto un crollo degli introiti delle tradizionali Case da Gioco italiane e a ridosso dei confini. La diminuzione dei ricavi dal Slot Machine nelle Case da Gioco italiane è stato nel 2012 del 18,50%, quello della Giochi del Titano è stata del 6,95% e del 10,98% su base triennale (2010-2012). Un dato quest’ultimo che se raffrontato con la perdita subita da case da gioco tradizionali di fama come Sanremo, Venezia rappresenta un perdita tutto sommato contenuta a fronte del -35% del primo e del -43% del secondo.

Risultati per l’erario sammarinese

Nel triennio 2010-2012, i giochi della sorte esercitati presso la sede della Giochi del Titano hanno prodotto incassi per l’erario di euro 29.533.131 così suddiviso su base triennale: utili d’esercizio 6.623.792; Imposta sui Giochi 18.363.457; oneri di controllo e vigilanza 356.372, le imposte pagate corrispondono a euro 1.686.434. Nel triennio il costo del personale si è attestato ad euro 2.503.076.

L’offerta sammarinese di giochi attraverso la sua società pubblica, ha in qualche maniera arginato i contraccolpi derivanti dalle modifiche legislative italiane e della liberalizzazione oltre confine, ma la tendenza alla perdita di clientela è costante e il grido d’allarme lanciato dalla società circa la necessità di reagire con una controfferta è da considerare seriamente.

Dall’analisi effettuata, ciò che emerge con evidenza è la mancanza di un differenziale di prodotto, ovvero l’offerta sammarinese non ha più elementi di distinzione e quindi di appeal rispetto alla concorrenza. E’ certamente questo un fronte su cui agire, creare le condizioni affinché l’offerta sammarinese possa offrire un mix di prodotto e condizioni che la rendano diversa ed attrattiva rispetto ai competitori.

            Di fronte al quadro di mercato che si presenta, alle evoluzioni e alle criticità determinate prevalentemente da fattori esterni, si pone il problema di un intervento che possa offrire una rinnovata prospettiva.

Essendo la materia dei giochi strettamente regolamentata, occorre intervenire innanzitutto sul piano legislativo procedendo ad una modifica del Decreto Delegato 25 luglio 2011 n.114, con l’intento di aggiornare le disposizioni esistenti alla naturale evoluzione del mercato dei giochi della sorte.

Si intende quindi proporre di intervenire per ridefinire le categorie di giochi ammesse, con l’introduzione di nuove categorie di gioco, macchine elettroniche e possibilità di aumento dell’importo della puntata per singola postazione, qualora il gioco consenta più puntate contemporanee.

Si propone l’estensione delle autorizzazioni in forma temporanea di apparecchi di intrattenimento automatici a premio in denaro, ovvero apparecchi tipo videopoker, agli alberghi fino ad un massimo di due apparecchi, oltre ai bar e sale gioco dove è già possibile, tutti con collegamento on line con l’Ente Giochi per il loro costante monitoraggio.

Inoltre si ritiene opportuno anche un adeguamento degli oneri di controllo e vigilanza.

            Da più parti sono state palesate valutazioni sull’opportunità di rivedere l’ubicazione della sede della società Giochi del Titano e di creare una sede distaccata nel centro storico.

La prima proposta vista come funzionale ad un arricchimento dell’offerta di intrattenimento, quest’ultimo giudicato elemento di fidelizzazione della clientela; la seconda vista come fattore di intrattenimento a completamento dell’offerta turistica del centro storico.

In merito ad una valutazione rispetto all’attuale collocazione e disposizione degli spazi della struttura di Giochi del Titano, la Segreteria di Stato per le Finanze a tale proposito ritiene opportuno rimandare al Consiglio di Amministrazione una eventuale decisione in tal senso, essendo questa riconducibile alla politica gestionale, dato che questo comporterebbe anche scelte gestionali ed investimenti. Va da sé che qualora si proceda ad un ampliamento ed arricchimento dell’offerta di gioco e ad una evoluzione della gestione dell’attività, rafforzando l’attività di intrattenimento, quindi con la conseguente creazione di nuove opportunità che possono fare crescere gli introiti in maniera apprezzabile, appare ragionevole porsi il problema di una sede più funzionale agli obiettivi di rilancio aziendale.

In merito alla opportunità di attivare una seconda sede nel centro storico o nei suoi pressi, funzionale ad un arricchimento di offerta di intrattenimento turistico, la Segreteria per le Finanze comprende pienamente l’esigenza degli operatori del turismo. Da valutare un possibile completamento dell’offerta che potrà essere realizzata anche attraverso una gestione indiretta da parte della Giochi del Titano attraverso accordi commerciali tra questa unico soggetto possessore di licenza con soggetti terzi specializzati nell’organizzazione di tornei di poker.

La Segreteria di Stato non intende da questo punto di vista mettere in discussione né l’esclusività pubblica nell’esercizio dell’attività dei giochi e neppure la possibilità di concedere ulteriori licenze”.

 

Fabio Berardi, Pdcs: “E' un tema non facile da trattare che arriva in Aula dopo tanti anni. Rispetto al passato oggi c'è una condizione più serena per affrontarlo. Ho sempre rispettato le opinioni di tutti e sono consapevole ci siano aspetti positivi e negativi. Tra i primi, quelli legati alla ricaduta economica diretta sullo Stato. A me interessa il binomio gioco e turismo che può rappresentare un'importanza non secondaria sulla nostra economia. Ci sono poi fenomeni secondari di ricaduta per gli esercizi che ospitano piccole macchinette. Quindi l'impegno occupazionale nel settore a San Marino che non è di poco rilievo. Le criticità, oltre agli aspetti personali di coscienza, sono l'attenzione sulle patologie da gioco e l'aspetto legato alla criminalità e al riciclaggio. Al momento che la scelta è stata fatta, non va più bene restare in una situazione di indecisione. Auspico che questo Consiglio possa dare un indirizzo preciso per rispondere al grido di allarme della Giochi del Titano, per riportare l'attività al rilancio. La strada passa attraverso interventi normativi per definire nuove tipologie di gioco e il gioco on line. Visto che gli altri fanno casinò on line, mettendo il nome di San Marino, proviamoci noi. Sulle scommesse: anche noi potremmo valutare quel filone. Ha fatto discutere il tema della sede: il segretario ha detto che quella attuale è inadeguata. Solo per adeguamenti normativi servono esborsi da milioni di euro, credo sia giusto valutare un'alternativa. La seconda sede in Città è un'esigenza degli operatori economici cui va data attenzione. Le macchinette nei bar: su questa attività resto un po' perplesso e preoccupato, forse sfuggono ai controlli, meglio allora collocarle negli alberghi.

Giusto dare un'attenzione particolare agli operatori Giochi di Titano in termini di valorizzazione, formazione, rilancio dell' attività, è il tema che il segretario si deve porre. Concludo con l'auspicio che a differenza del passato, superiamo le preoccupazione e decidiamo tutti insieme di dare giusto impulso e collocazione ad un'attività che se deve esistere è giusto che funzioni”.

Paride Andreoli, Ps: “Il punto di partenza è buono. Il nostro gruppo, insieme all'Upr ha voluto presentare un odg per giungere a questa giornata di confronto e dialogo su un aspetto che riveste un carattere economico e di scelte per il Paese. La legge viene da lontano, a seguito di questa si sono introdotti i giochi nel nostro Paese. La legge, modificata, ha fatto passare la Giochi del Titano alla proprietà dello Stato a fine del 2006. Non ho mai capito però, perché nel momento in cui una maggioranza, di cui facevo parte, faceva lo scelta di affidare allo Stato proprietà della Giochi ha voluto cedere il 24% delle quote alla Camera di commercio, i colleghi di Ap, Su e Psd me lo devono ancora spiegare. E ancora di più: il collega Mario Venturini si ricordi del progettino sottoscritto dai colleghi di maggioranza, nel momento in cui si era fatta la scelta di dare l'opportunità di cedere il 24% della proprietà al comitato olimpico sammarinese e ad alcune organizzazioni di categoria, poi tutto naufragò, incluso il governo.

Non parlo più di casinò, ma i dati del segretario preoccupano, l'andamento del settore rischia di mettere alla porta altre 100 famiglie che lavorano in quell'azienda.

Quando si impone che l'attività dei giochi sia di proprietà dello Stato, si permette nei bar del territorio di impiantare macchinette in cui anche i bambini possono giocare, perché nessuno controlla niente. Mi chiedo se questa situazione può continuare. Concordo con Berardi sull'uso improprio delle macchinette nei bar. Significa che non mi trovo concorde con le regole del Paese, non ci possono essere i falsi moralismi.

I buoni propositi: si dice che le scelte le deve fare il consiglio di amministrazione, ma credo che debba farle la proprietà. Il direttore Caronia chiede da anni di trasferire l'attività dei giochi, e io mi sento dire che deve farlo il Cda. Ma se il mandato il Cda lo avesse davvero, avremmo avuto il trasferimento della Gdt da almeno due anni. Mi risulta che il 7 di marzo ci sia l'assemblea dei soci, mi aspetto una deliberazione per definire il trasferimento e una seconda sede nel centro storico. Poi bisogna pensare all'intrattenimento, perché l'attività giochi va calata in un contesto più ampio”.

Andrea Belluzzi, Psd: “Il settore produce occupazione e profitti e potenzialmente può anche produrre attrattiva per il nostro turismo. La cosa più opportuna è dirsi qual'è la strategia. La relazione evidenzia elementi di concorrenzialità fortissime, come il gioco on line, oggi si può giocare e scommettere persino dai cellulari. Bisogna chiedersi chi vogliamo attrarre con le nostre sale da gioco. Mi manca un elemento quando leggo l'autorizzazione di alcuni apparati. Se ogni volta devo fare una legge per dare autorizzazioni la cosa è macchinosa. Non occorre un provvedimento governativo o del Consiglio, una volta che il management, la direzione dell'azienda disegnano un percorso con obiettivi e se si analizzino i risultati. Ci sono in ballo posti di lavoro, profitti e missione di un'azienda. Se aprire una sede in centro storico fa parte di una strategia, allora è opportuno. Ma alla fine di ogni mandato bisogna vedere se chi ha avuto fiducia ha dato risultati. Qual'è il futuro dei giochi? Credo che riguardi il rapporto con l'Italia. Noi subiamo il gioco on line, i gratta e vinci, il superEnalotto, voci consumate dai sammarinesi su cui non si è esercitata alcuna fiscalità. Ma noi non possiamo aprire un nostro sito e andare nel mercato italiano. Dovremo lavorare ad un accordo per poter andare nel mercato italiano con una nostra iniziativa lecita. La strada dovrebbe essere quella dell'on-line. Sicuramente la sede attuale non è confacente, si devono fare scelte diverse tenendo conto dell'economicità”.

Augusto Michelotti, Su: “Vorrei parlare a titolo personale, perché è un tema delicato dal punto di vista sociale. Non ho una particolare questione etica o morale per i giochi, ma bisogna stare attenti alla dimensione patologica del gioco che non deve essere una dipendenza.

La mia posizione in passato era che lo Stato fosse socio di maggioranza della società dei giochi a garanzia delle infiltrazioni malavitose. Una volta risolto il problema, dato per acquisito il concetto di controllo assoluto sulla sicurezza del gioco per il nostro Paese, nulla osta a dare impulso a questa attività. Si chiede una nuova sede nel centro storico: è un'opportunità in più al visitatore. Oppure mettere alcuni giochi negli alberghi, come ha proposto Berardi, può andare bene. Può invece creare molti più danni il gioco on line, se non ci si mette mano, rispetto a una struttura pubblica. Infine, ritengo che le decisioni devono partire dalla proprietà, non da chi gestisce”.

Giovanni Lonfernini, Upr: “Abbiamo presentato un Odg per questo dibattito perché eravamo rimasti scocciati quando si era dato corso alla nomina del Cda della Giochi del Titano, con un nuovo mandato, senza dibattito preventivo dell'Aula sul lavpro del Cda uscente e sui suoi risultati. Poi perché il tema della Giochi del Titano ha avuto una serie di attenzione delle forze sociali, per il personale, delle forze dell'ordine e i suoi risultati economici hanno impatto sul bilancio dello Stato. Il nostro Odg fissava 5 punti, su alcuni il segretario ha risposto, su altri no. Sulla base di dati di dominio pubblico è indiscutibile affermare che il settore giochi della sorte ha segnato il passo all'interno di San Marino. Mentre nella vicina Italia, in riviera, il settore raccoglie 100 mln di euro, a San Marino abbiamo registrato -5% per le slot e -1% al poker. Su questi dati è inconfutabile che assistiamo a un progressivo ridimensionamento degli introiti. Se non vi saranno interventi significativi nel brevissimo termine gli introiti diventeranno insignificanti. E ci sarà un ulteriore costo per lo Stato, quello delle 100 famiglie dei dipendenti. Sarebbe saggio mantenere competitivo un comparto che ci dà comunque un vantaggio, anche se non può essere l'unico segmento di rilancio economico. Sul trasferimento della sede: la palla viene rinviata al Cda dell'azienda, è un abile modo per non affrontare la definizione di una scelta per una sede accettabile. Vediamo se il rinviare la palla sarà una scelta intelligente o un modo per scansare il problema. Quindi ci sono anche convergenze sulla necessità di adeguare la normativa aggiornata, anche per mettere in campo un contrappeso adeguato a costi sociali adeguati e ragionando sulla tassazione. Sono per definire un piano strategico per il ripristino della competitività di sistema, uno sforzo maggiore nel differenziare l'offerta sammarinese da quella esterna, dare una sede più adeguata che possa ospitare attività collaterali”.

Massimo Cenci, Ns: “E' il terzo dei dibattiti consiliari di questa sessione, i due precedenti sono di importanza fondamentale per il futuro del Paese, sulla politica estera e sullo sviluppo del sistema bancario, questo argomento è di importanza notevolmente inferiore, ciò non toglie che nell'immediato sia argomento di interesse. Belluzzi dice che serve managerialità nella gestione dei giochi. Emerge che le difficoltà sono state oggettive per qualsiasi manager, la Gdt evidenzia come la crisi abbia ridotto la capacità di spesa in questi ambiti, e dall'altra la contemporanea apertura liberalizzazione italiana ha creato una concorrenza agguerrita e molto più attrezzata, 60 sale nuove a Rimini sono un competitor difficile da contrastare. Detto questo, leggendo i dati, vedo che la flessione registrata dagli utili della Gdt negli ultimi due anni è molto inferiore a quella delle altre sale tradizionali, un 6-10% contro un 30%. Rilevo che nonostante i volumi della sala siano aumentati, le risorse umane impiegate sono minori rispetto alla gestione precedente. La decisione è stata presa, i giochi sono stati accettati, ci sono vantaggi economici e turistici. Ma non possiamo considerare i giochi come un'attrattiva turistica, sono una componente integrativa, e neanche la più importante. Giochi sì, adeguiamo le normative per essere competitivi, va bene spostare la sede se quella che c'è non è adeguata, attenzioni alle spese, in valore assoluto e relativo, se funzionali a un progetto. La sede in centro storico va bene, valutiamo sedi già di proprietà dello Stato, anche una parte del Kursaal. I giochi restino pubblici, è una scelta che non deve mai essere in discussione, ragioniamo sulla quota della Camera di commercio, ma quando leggo che la gestione della sala è demandata a soggetti terzi e privati, il parere di Noi sammarinesi non sarà favorevole”.

Nicola Renzi, Ap: “E’ chiaro che un intervento di questo tipo deve stare dentro un quadro normativo che ci siamo dati e nei limiti che come maggioranza ci siamo fissati. Niente di nuovo e niente che non sia già stato proposto al corpo elettorale. Gli aspetti di concorrenzialità sono dati dall’insieme e dal contesto in cui essi sono calati e non solo dal livello dei giochi. I giochi sono qualcosa che, se inseriti in un contesto, che ovviamente deve venire prima dei giochi stessi, possono dare un valore aggiunto. La sede? Quella attuale della Giochi del Titano non è quella più idonea e dunque occorre non precludere la possibilità di individuare una nuova sede. Altri aspetti da sviluppare e concertare riguardano la prevenzione del gioco patologico, ovvero la politica mirata allo sviluppo di un gioco consapevole e il gioco online. Se, da una parte, capisco l’esigenza di collocare una seconda sede distaccata all’interno del centro storico, che potrebbe perciò diventare un valore aggiunto per valorizzare il turismo stanziale e per aggiungere un’attrattiva, dall’altra, non mi aprirei ad altri rapporti gestionali oltre a quello esclusivo con la Giochi del Titano. Si può parlare di giochi perché siamo certi che il 100% è nelle mani dello Stato e in tal senso possiamo ragionare sull’apertura di una succursale in centro”.

Luca Santolini, C10: “Nelle persone che ragionano con la mente sgombra da interessi personali di settore le riflessioni che si manifestano sono due. La prima è che non mi piace pensare a uno Stato che lucra sul gioco patologico e dunque mi verrebbe da dire no allo sviluppo di questo settore. La seconda però mi impone di ragionare in maniera razionalmente laica e dunque uno Stato laico non deve vietare nulla ai propri cittadini, tranne quello che possa nuocere alla vita di altri cittadini. Sarebbe sbagliatissimo pensare che questo settore possa rappresentare il perno del sistema economico del futuro, può essere però uno dei settori su cui puntare per creare economia. L’attuale sede ad esempio offre lavoro a un centinaio di persone. Credo che si debba mettere la Giochi del Titano nelle condizioni di operare nel mercato: creare un distretto del divertimento insieme a esercizi e altre attività commerciali per attirare solo coloro che vedono nei giochi della sorte una semplice attività di svago. “No” al casinò per una questione pratica, ovvero la necessità di andare a negoziare con l’Italia la possibilità di aprirne uno e per una condizione economica, dato che la maggior parte dei casinò soffrono in questo periodo. Ho sentito parlare di una nuova sede per la Giochi del Titano e a questo proposito chiedo che si possano mettere in piedi operazioni davvero trasparenti per far capire che vengono seguiti solo gli interessi dello Stato e non dei soliti noti.

Oscar Mina, Pdcs: “Le questioni più importanti sono di carattere strutturale: l’offerta è ridimensionata rispetto al circondario. E' opportuno puntare sul centro storico con una sede per il cosiddetto poker sportivo. Quello dei 'giochi' è un settore che rappresenta un’opportunità economica e quello del gioco online ancora di più, anche se attualmente non ci sono adeguati controlli. Oggi il dilemma rappresenta gli aspetti strutturali dell’ente Giochi del Titano. Capisco le perplessità ed i dubbi ma è proprio per questo che la politica deve trovare soluzioni immediate. Le strategie gestionali spettano allo stesso ente anche in considerazione della continua ascesa del trend degli introiti. Sulla gestione inoltre sarebbe opportuno fare una valutazione sul lavoro del management e sui collaboratori. Un altro aspetto che vorrei rilevare in termini di immagine è legato ad alcune vicende che sono emerse e hanno screditato l’ente e dunque le istituzioni: vicende che riguardano in particolare i dipendenti. Oggi lo Stato non può giocarsi l’immagine su di un comparto di cui ha piena responsabilità di indirizzo politico ed economico come quello dei “Giochi”. Mi aspetto una scelta di orientamento ben precisa sulla materia e sull’ente per salvaguardarne la gestione e le risorse”.

Federico Pedini Amati, Ps: “Superiamo il limite mentale e demagogico della parte moralista perché è venti anni che si manifesta la volontà di proseguire con i “Giochi della Sorte" a San Marino. I “Giochi della Sorte” si svolgono in un capannone a Rovereta mentre servirebbe un posto di primo piano all’interno del territorio sammarinese che sia ovviamente fruibile da tutto il circondario. Un posto più adeguato a questa tipologia di svago. La Giochi del Titano per dov’è allocata oggi è organizzata come un vero e proprio casinò. E’ insomma un casinò camuffato e dunque è inutile che facciamo finta sia diverso da Venezia o Montecarlo. Sono la stessa identica cosa, tranne il tavolo verde. Tutto il resto ce l’abbiamo: roulette e black jack elettronico compresi. Smettiamo di nasconderci dietro un dito dicendo che non vogliamo i giochi perché negli ultimi 20 anni i Giochi sono sempre stati mantenuti. Cerchiamo piuttosto di mantenere i Giochi in luoghi più appropriati. Non ci vedo nulla di male ad installare una struttura in centro o a metà via tra Dogana e San Marino Paese. L’importante è togliere la Giochi del Titano da dentro un capannone altrimenti portiamo avanti un dibattito fuori dal tempo. I giochi portano entrate fiscali allo Stato non da poco e soprattutto danno lavoro a 100 persone. Io sono per l’apertura di un casinò previo accordo con Repubblica italiana. Se si vuole affrontare fino in fondo questo argomento, al di là delle idee personali, direi che dobbiamo aprire serenamente questo tipo di discorso. Non vedo nulla di strano neppure alla possibilità di mettere le macchinette elettroniche anche negli hotel dato che già ci sono pure nei bar. Non dobbiamo essere ipocriti. Occorre solo dire se si è d’accordo o si è contrari. Sono più perplesso sulla gestione dei giochi online: non siamo ancora pronti per effettuare i controlli opportuni. Bisognerebbe verificare fino in fondo quanti sammarinesi si recano a giocare presso la Giochi del Titano e limitare il gioco dei residenti perché se uno ha il casinò sotto casa può avere molte occasioni di giocare e dunque anche di spendere una cifra cospicua. Non si vuole fare i controllori di nessuno ma a San Marino ancora è possibile che i residenti si giocano risorse senza limite. Il rischio che qualcuno si possa rovinare è altissimo”.

Marino Riccardi, Psd: “Finalmente un dibattito sereno su questo tema. Vorrei tranquillizzare chi si preoccupa del gioco patologico e dei rischi. Mi chiedo di cosa ci preoccupiamo visto che con il gioco on line abbiamo un casinò a domicilio, senza alcun tipo di controllo e senza che ci sia introito per il pubblico. Il gioco va mantenuto, seguito con attenzione, ma può rappresentare qualcosa di importante, la Gdt è un'impresa con 100 dipendenti e come tale va gestita.

Non sono contrario ad aprire un'altra sede in centro storico, vorrei però far notare che sia la Gdt, sia l'eventuale nuova sede devono essere un traino per il nostro turismo ed economia. Quando si fanno eventi importanti nella sala poker, ci deve essere collaborazione con gli operatori turistici perché i partecipanti risiedano nel nostro territorio.

Nella gestione si potrebbe fare molto meglio, ci sono lati oscuri che possono essere messi in discussione per una maggiore efficienza. Vorrei far presente di una grossa vincita, risalente a un anno fa, inspiegabile e fuori di ogni logica e vorrei sapere perché non c'è stata pubblicità tale da far emergere che a San Marino sono stati vinti 800 mila euro in un solo colpo. Poteva essere uno spot per attirare altri giocatori. Una volta dati gli input generali da governo e consiglio, credo che il Cda della Gdt deve prendersi le responsabilità delle sue decisioni”.

Ugolini Massimo Andrea, Pdcs: “Abbiamo tutti definito prioritario aumentare la permanenza dei visitatori del nostro territorio, in questo senso è opportuno ampliare l'offerta dell'intrattenimento anche attraverso i giochi. Il fatto che la Gdt in tre anni abbia dato un gettito da 30 mln di euro credo sia significativo. La società è in attivo in un momento non facile, il Cda ha la nostra fiducia, ha formazione tecnica che noi come politica non abbiamo. La diminuzione delle entrate: la crisi economica ha avuto la sua incidenza. Non entro nel merito della moralità, l'attività dei giochi sono già in essere, sono decisioni prese in precedenza alla mia entrata in Consiglio, credo quindi si debba dare le possibilità di gestire al meglio questa attività. I giochi on line hanno portato questa tipologia di giochi in casa, nelle sedi strutturate ci sono controlli e attività di sorveglianza, quando si legalizza il gioco on line questo viene meno”.

Manuel Ciavatta, Pdcs: “Sono un po' colpito dal dibattito, sento di dover riaffermare alcuni punti presi completamente sottogamba. Non ho mai messo piede nella sala di Rovereta e non conosco questa realtà, ho voluto incontrare un amico che ci lavora e mi ha detto che tutto sommato nel nostro bingo e nella sala da gioco le condizioni non sono male, ma c'è un problema, ovvero la solitudine in cui vengono lasciate le persone. E' un problema perché succede che il personale che lavora in quella struttura non è preparato a far capire a certe persone che è il momento di dire basta quando si inizia a perdere troppo. Il 2% della popolazione è colpito dalle patologie correlate al gioco d'azzardo, secondo statistiche internazionali ma anche sammarinesi, ciò significa per San Marino sono a rischio 600 persone e non possiamo prendere la cosa sottogamba. Colpisce che la piega del dibattito confermi che non siamo statisti, per me è un discorso economico prima che moralista, perché 'il male che mi faccio' ricade sullo Stato. La libertà va educata. Si è parlato di impresa parlando per la Gdt, è chiaro ci sono tante famiglie da tutelare perché non è possibile che porti a mancanza di lavoro. Non sono contrario a potenziare una sala, ma facciamolo nell'ottica della diversità di offerta dal punto di vista dei giochi o dei tornei. Una volta che facciamo una sala durerà 30 anni e dovrà essere flessibile per sfruttare l'evoluzione della tipologia dei giochi. Quella attuale non ha le gambe lunghe. Tutto quello che è patologico bisogna rimangiarselo. Anche di fronte a chi dice 'tanto in Italia c'è la liberalizzazione, facciamolo anche noi', rispondo che non significa che anche noi dobbiamo seguire gli altri nel pozzo. E non significa che non dobbiamo fare niente, ma che dobbiamo creare una reale offerta. Sono d'accordo sulla possibilità di una struttura all'interno del centro storico”.

Andrea Zafferani,C10: “Oggi penso debba uscire messaggio chiaro da quest’Aula, ovvero che questo Paese non intende basare la propria economia sul gioco. Non lo dico per moralismo, dato che ho un atteggiamento piuttosto laico su questo argomento, ma perché faciliterebbe infiltrazioni malavitose, potrebbe creare qualche difficoltà nei rapporti internazionali ed inoltre daremmo un messaggio sbagliato ai cittadini: del “denaro facile senza fatica”. Potrebbe essere interessante creare uno spazio polifunzionale in cui il Gioco è una delle attività insieme a negozi, locali, pub e altri svaghi. Questo è uno dei servizi da offrire e non certo l’unico per rilanciare il nostro settore turistico. Anche l’eventuale nuova sala dovrà essere realizzata in una struttura pubblica: ce ne sono tante di strutture pubbliche che potrebbero essere riconvertite in sale da gioco. In questo settore non dovrebbero esserci interessi privati a distorcere le scelte. Detto questo condivido il fatto che, una volta scelto di tenere in vita la Giochi del Titano, occorre investire per renderla competitiva nel mercato. Credo che occorra accentrare l’attività e tutti i presidi connessi nella struttura pubblica evitando macchinette negli hotel. Si incentivino eventi sportivi legati ai giochi della sorte sfruttando magari anche sinergie con i professionisti del settore. Concludo trattando il tema della lotta al gioco patologico: il rischio che qualcuno si rovini con il gioco è concreto. Il segretario Felici non ha dato indicazioni precise, ma io invece credo che occorra far di più per combattere questa piaga coinvolgendo maggiormente anche l’Iss. Serve introdurre un limite alle cifre spendibili giornalmente per proteggere le persone da devianze e effetti negativi”.

Matteo Zeppa, Rete: “In questa terra così afflitta dalla crisi economica si tende a guardare tutto da un punto di vista economico. Si monetizza tutto, ma non si considera adeguatamente l’aspetto patologico del gioco: ho chiesto i dati dello sportello dell’ente e i dati parlano chiaro. A richiedere aiuto per un autoesclusione sono diverse persone che dunque ammettono di avere un problema con la patologia del gioco. Valutiamo anche il grande pericolo dato dalle macchinette nei bar: spesso vedo signori giocare nei bar già alle 6 del mattino. Altre sedi? Io ricordo i nomi di coloro a cui veniva attribuita la volontà di fare entrare una sala da gioco in un certo immobile. Si istituzionalizza così la volontà dello Stato di dare a certe persone, che intendono realizzare sale da giochi, in determinate strutture. Il segretario parla di Parco giochi medievale: significa farsi male in maniera davvero pacchiana. Di brutture a San Marino ne abbiamo avute tante. Cerchiamo di smettere. Non puntiamo totalmente sui giochi, anche se mi pare che qualcuno freme per alimentare un mercato che è in una crisi mondiale perché la gente non ha più i soldi”.

Francesca Michelotti, Su: “Resto un'incrollabile idealista, intransigente ed ortodossa ma mi amareggia l’idea di uno Stato biscazziere. La patologia del gioco affligge secondo il segretario Felici solo il 2% della popolazione, che comunque corrispondono a circa 600 persone. E tra queste persone possono esserci nostri amici, nostri conoscenti o nostri familiari. Molti consiglieri parlano del gioco d’azzardo come un’attività economica normale, ma non è così. Si può essere laici nell’approccio alla discussione ma non accetto la disinvoltura con cui si parla di questa attività come se fosse normale ma la legge proibisce il gioco d’azzardo. E’buna convenzione che permette a qualcuno di esercitarla. La scelta fatta dal governo per questa attività è che deve produrre il danno minore per il territorio e assicurare profitti economici. Il settore è in crisi per la crescita della concorrenza, per il proliferare dei Punti gioco, per la crisi economica e per il gioco online. E’ evidente che se deve dare profitti economici deve essere messo nelle condizioni di operare al meglio. La sede? Ricordo quanto fu convulso il dibattito intorno alla sede della Giochi del Titano: assomigliava a un problema di tipo politico perché c’erano molte obiezioni e molti impulsi al trasferimento. Come sede si pensava alle solite strutture che fanno capo ai soliti noti proprietari immobiliari sammarinesi che dunque andrebbero a percepire un alto canone di locazione dall’ente. Stiamo parlando di un trasferimento e di una sede distaccata sul territorio da ubicare nel centro storico. Secondo alcuni rivitalizzerebbe il centro. Sono assolutamente contraria perché non mi sta bene che una decisione politica di questo tipo che comporterà che un esborso oneroso venga affidato a un consiglio d’amministrazione e non al Congresso di Stato o al Consiglio Grande e Generale”.

William Giardi, Upr: “Voglio dare alcuni numeri sull'entità del problema del gioco patologico a San Marino. Delle 1.350-1400 persone che accedono alla sala giochi Titano, 800 ci vanno una volta l'anno, 400 due volte, 150 ci vanno 3 o più volte all'anno. Ammesso che queste 150 persone siano tutte affette dal gioco d'azzardo patologico, (anche se andiamo tre volte all'anno al pub non siamo tutti etilisti), ma facciamo un discorso per assurdo, mancano comunque 450 persone per coprire il 2% previsto dalle statistiche. Queste 450 persone non sono da ricercare tra chi va alla Gdt, ma tra chi gioca on line, al gratta e vinci, alle slot machine. Ho una posizione molto radicale: il gioco è parte del comportamento umano non lo si può proibire, ma deve essere regolato. In Svizzera e in Germania c'è uno sportello del gioco responsabile per prevenire patologie. Farei una battaglia alle slot machine che solo in poca parte sono collegate a una rete di controllo e risultano troppo facilmente accessibili. Ben vengano i giochi, ma in strutture controllate come avviene in Svizzera. Non è pensabile che il gioco possa favorire i disturbi patologici. Alla relazione mancano i dati del 2013, ci risulta una contrazione del 12% degli incassi, spero il segretario nella replica possa dirci qualcosa a riguardo. Un altro aspetto è la locazione. E' vero che è la Gdt è una s.p.a. e che nello statuto le operazioni immobiliare vengono rimandate alla proprietà, che non è il Cda. Penso che questo si sia già espresso a riguardo, non mi interessa da chi viene presa la sede, ma che la Gdt ne abbia una più consona per invertire la tendenza. Una sfiga grossa è il poker cash game, la possibilità di incassare direttamente soldi o fiches, in Italia passerà questa legge, ben venga ma solo in un ambiento protetto. Si può far tutto, solo se le cose vengono ben regolamentate”.